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INFORM - N. 134 - 30 giugno 2004

"Luci e colori d’Italia nel mondo" a Pratola Peligna

PRATOLA PELIGNA - "Luci e colori d’Italia nel mondo": questo il titolo suggestivo della rassegna di arti visive allestita dal 19 al 28 giugno 2004 presso Palazzo Santoro-Colella di Pratola Peligna dall’Associazione Culturale "La Voce dell’Emigrante", nota in campo nazionale per l’omonima rivista diretta dal prof. Angelo De Bartolomeis, giunta al trentennale della sua fondazione. Evento straordinario rispetto alle passate edizioni della mostra, per la presenza di uno dei massimi artisti italiani viventi: quel Salvatore Emblema che insieme a Burri e Fontana forma la storica triade dei pittori che hanno rivoluzionato l’arte contemporanea non solo italiana, ma mondiale.

La rassegna, curata dal critico Leo Strozzieri ha presentato ben quattro sezioni: la sala omaggio appunto ad Emblema; una sala di artisti spagnoli, una di artisti italiani ivi compresi alcuni abruzzesi ed una intitolata "Iperbole grafica", in quanto erano esposte opere grafiche (acqueforti, litografie, serigrafie) di grande formato, con presenze storiche di assoluto prestigio, come gli scomparsi Brindisi, Mastroianni, Veronesi, Tulli ed i viventi Arnaldo Pomodoro, Achille Pace, Pietro Cascella, Pasquale Santoro, Bruno Ceccobelli, Massimo Di Febo.

Affollatissima la cerimonia inaugurale con dotta conferenza di Strozzieri ed interventi del prof. De Bartolomeis, del dott. Roberto Franco della Sovrintendenza dell’Aquila e del sindaco dott. Corrado Di Bacco che a nome dell’Amministrazione ha consegnato al grande maestro una medaglia d’oro per i suoi meriti nel campo dell’arte. Va infatti ricordato che dopo l’indagine sulla materia da è parte di Burri e sullo spazio da parte di Fontana, sia stato proprio Emblema a indagare e risolvere il problema della luce in pittura, attraverso le ormai storiche detessiture della tela che appunto lasciano penetrare la luce nella parte retrostante l’opera. Una geniale concettualità questa, che colloca l’artista napoletano tra i grandi protagonisti dell’arte mondiale del ‘900: affermazione questa suffragata dalla presenza di sue opere in musei in tutto il mondo, come il Metropolitan di New York, gli Uffizi di Firenze, i Musei Vaticani, le collezioni Rockfeller e Agnelli.

Ma se la mostra, il cui titolo evidenzia come l’emigrazione sia anche una forma di esportazione della cultura italiana nel mondo, ha avuto un grande successo, occorre registrare la straordinarietà della cerimonia inaugurale per un intervento diretto di Emblema, che commosso per l’affetto dei presenti si è lasciato andare a ricordi della sua brillante carriera, a cominciare dall’amicizia con il critico Argan, all’esecuzione del ritratto di Pio XII, alla conoscenza diretta del magnate Rockfeller che già in una sua visita a Roma aveva acquistato sue opere, per finire al giorno in cui ebbe l’intuizione della detessitura che gli ha assicurato un ruolo determinante nella storia dell’arte. La felicità degli organizzatori è stata somma, quando il maestro ha annunciato la donazione di una sua opera storica a Pratola. (Inform)


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