Coordinamento dell’Ulivo per gli Italiani nel mondo:
"la Comunità italiana non guarda a destra"
ROMA -"Dai dati definitivi per le elezioni europee si registra un crollo vertiginoso di Forza Italia (21%) e la conferma della Lista Uniti nell’Ulivo come prima forza politica italiana (31,1%). Gli stessi dati confermano il radicamento dell’Ulivo e del Centrosinistra all’estero che, così come era stato per le elezioni dei Comites, continua ad essere maggioranza anche alle europee". E’ quanto dichiarano l’on. Gianni Pittella, il sen. Franco Danieli, il sen. Giovanni Crema, il sen. Luigi Marino, il prof. Antonio Borghesi e il prof. Norberto Lombardi del Coordinamento dell’Ulòivo per gli Italiani nel mondo.
La Lista Uniti nell’Ulivo all’estero, infatti, è la prima forza con il 26.5% dei voti, seguita da Forza Italia, che raccoglie il 25.6% e da Alleanza nazionale, che non va oltre il 6.1%. Un dato, quest’ultimo, particolarmente interessante perché in controtendenza con quanto avviene in Italia, dove Alleanza nazionale cresce fino all’11,5%, e perché è il partito che esprime il Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia. Come per le elezioni dei Comites, dunque, si dimostra per l’ennesima volta che la Comunità italiana non guarda a Destra, ma che in modo maturo vive con interessante sintonia gli avvenimenti politici italiani.
Inoltre, la somma dei voti dei partiti del Centrosinistra all’estero raggiunge la percentuale del 44,4%, mentre il Centrodestra non va oltre il 37,3. Un distacco anche molto più ampio rispetto a quello registrato in Italia. Questa distanza è ancora più marcata per il fatto che molte forze aderenti al centrosinistra, che considerano l’integrazione come un primario obiettivo, hanno compiuto l’opzione per votare per le liste locali. Il dato, quindi, è ancor più significativo, se si considera il peso di questo elettorato che oggi ha votato per i partiti del Centrosinistra in Europa e che domani parteciperà al confronto politico nazionale con il voto per corrispondenza.
Un discorso a parte, poi, meritano i dati sull’affluenza. Le percentuali fornite dal Ministero per gli Italiani nel Mondo, parlano di un 10,83%, mentre nel 1999 aveva votato il 17,70. A questa riduzione ha contribuito certamente l’acquisita abitudine a votare per corrispondenza, ma ancora di più le disfunzioni e i ritardi con cui il ministero degli Esteri e quello dell’Interno hanno affrontato questa prova.
Ancora, alla cronica irregolarità delle liste AIRE, che ha escluso almeno il 25/30% dei potenziali elettori, si è aggiunto il ritardo con cui sono stati spediti i certificati elettorali e le ulteriori disfunzioni che si sono determinate in questa particolare occasione.
Questi problemi, infatti - concludono Pittella, Danieli, Crema, Marino, Borghesi e Lombardi -, hanno causato l’esclusione di fatto di migliaia di cittadini dal diritto di voto. (Inform)