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INFORM - N. 118 - 8 giugno 2004

Incontro alla Regione Toscana con i veterani americani reduci di Anzio

FIRENZE - "Se oggi siamo qui, e possiamo portare avanti una vita pubblica democratica, lo dobbiamo anche al sacrificio compiuto sessant’anni fa da una giovane generazione che restituì libertà e dignità al nostro popolo". Così il Presidente della Toscana Claudio Martini ha salutato un gruppo di veterani dell’esercito degli Stati Uniti reduci da Anzio che sono stati ricevuti a Palazzo Bastogi sede della presidenza della Regione. "La vostra opera, - ha aggiunto - la stretta collaborazione militare e la vicinanza umana che avete instaurato con le forze di Resistenza, sono alla base di ciò che noi siamo oggi. Sono due volti del sacrificio di tutta una giovane generazione". Ed ai partigiani si sono rivolti anche James B. McCoy e Donald K. Stevens, veterani che hanno combattuto in Toscana. "Quando li abbiamo incontrati - ha detto James - e ci hanno raccontato cosa avevano subito e quanto avevano combattutto, siamo stati ancora più motivati ad andare avanti".

Alla cerimonia a Palazzo Bastogi, voluta per ricordare l’avanzata in Toscana delle truppe alleate, hanno preso parte anche il vicepresidente della Regione Angelo Passaleva, il Console generale degli Stati Uniti, William Mc Ilhenny, ed una decina di studentesse delle Università americane che hanno sede a Firenze. "Voglio ringraziare tutti i reduci che hanno combattuto ad Anzio come in Normandia - ha concluso il presidente rivolgendosi ai veterani - Avete tutta la nostra riconoscenza".

Un lungo e sentito discorso di ringraziamento è venuto anche dal Console Mc Ilhenny, che ha sottolineato lo stretto legame, storico e culturale, che unisce Usa e Toscana. "L’amicizia che lega gli Stati Uniti e la vostra regione - ha detto - ha radici che molti di voi hanno contribuito a sviluppare 60 anni fa, ma che affondano anche nei secoli. Si dice che senza memoria non si ha futuro. E qui di memoria ce n’è tanta ed è di buon auspicio per il futuro. Gli ultimi anni, per un diplomatico americano in Europa, sono stati difficili, ma non vi sono due altre aree al mondo che condividono maggiormente valori e interessi. Insieme Europa ed America possono fare moltissimo". (Inform)


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