Proposta dai Ds la stipula di un "Patto di convivenza" fra immigrati e amministratori locali
In vista delle imminenti elezioni amministrative ai candidati sindaci verrà chiesto l'inserimento nelle future giunte di persone d'origine straniera
ROMA - Per favorire una svolta sul tema dell'immigrazione che colga il crescente apporto degli stranieri al contesto sociale, culturale ed economico del nostro Paese - a tutt'oggi in Italia sono presenti circa 140.000 aziende gestite da immigrati che danno lavoro ad almeno 30.000 italiani - dai Democratici di Sinistra è stato presentato un appello che chiede agli amministratori locali del centro sinistra di stipulare con le comunità immigrate, in vista delle imminenti consultazioni amministrative che si terranno in concomitanza delle elezioni europee, specifici "Patti di convivenza". Accordi civili, volti a definire reciproci diritti e doveri, che contemplano il riconoscimento alla partecipazione politica degli immigrati regolari, l'elezione dei Consiglieri aggiunti presso i Comuni, l'emersione del lavoro sommerso e la promozione fra gli stranieri della lingua italiana e dei meccanismi di funzionamento dell'organizzazione politica e sociale del nostro Stato.
In questo contesto verrà inoltre chiesto alle amministrazioni comunali un preciso impegno per l'integrazione scolastica dei bambini stranieri, per un più agevole accesso degli immigrati al bene primario della casa, per un concreto monitoraggio dei minori stranieri non accompagnati e per la realizzazione di appositi luoghi d'incontro che favoriscano il mantenimento dell'identità religiosa e culturale delle comunità immigrate. Ma fra le numerose iniziative contemplate dal patto di convivenza, che prevede anche la partecipazione delle amministrazioni al Programma nazionale di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati promosso dall'ANCI, dall'OIM e dal Ministero dell'Interno, spicca soprattutto l'invito, rivolto agli aspiranti sindaci, ad inserire nelle squadre della giunta o in altri incarichi di governo delle funzioni urbane persone di origine straniera.
"Con questo patto - ha spiegato la responsabile per il Welfare dei Ds Livia Turco nel corso della presentazione alla stampa dell'iniziativa, cui ha preso parte anche Rolande Jance del Forum "Fratelli d'Italia" di Bologna - abbiamo chiesto ai candidati sindaci del centro sinistra di tenere presente nella formazione delle giunte e nella concessione delle deleghe i soggetti immigrati. Una novità che consentirà agli amministratori di avvalersi delle specifiche competenze degli stranieri e permetterà la partecipazione degli immigrati alle attività del governo locale". Nel ricordare che alla prossima riunione della direzione dei Ds prenderanno parte anche alcuni immigrati in rappresentanza del Forum "Fratelli d'Italia", Livia Turco ha inoltre annunciato che la terza edizione della Festa Nazionale dell'Immigrazione si terrà a Lodi dal 26 agosto al 5 settembre. Per quanto poi riguarda la concessione del voto amministrativo agli stranieri dalla Turco, che l’ha paragonata ad "una pianta da accudire con molta pazienza", è stata ribadita la volontà di chiedere, nei giorni immediatamente successivi alle elezioni europee, la calendarizzazione in Aula del provvedimento che regolamenta questa importante riforma. Una richiesta che, in caso di accoglimento, darebbe tempi certi alla discussione parlamentare della tematica.
Dopo la riflessione del responsabile dei Ds per l'Immigrazione Giulio Calvisi che ha sottolineato la necessità di promuovere in varie città un intervento strutturale sulle problematiche degli stranieri da parte degli amministratori locali, il coordinatore del Forum "Fratelli d'Italia" Aly Baba Faye ha evidenziato l'esigenza di portare avanti sul territorio, al fine di costruire una fattiva convivenza fra stranieri ed italiani, specifiche politiche di prossimità, come ad esempio quelle riguardanti i modelli di insediamento degli immigrati. Un problema fino ad oggi non regolamentato, quello della casa, che per il coordinatore del Forum andrà affrontato dagli amministratori locali sia attraverso la realizzazione di politiche mirate, che evitino la formazione di nuovi ghetti, sia con la creazione di agenzie, a partecipazione pubblica e privata, che garantiscano agli italiani ed agli immigrati pari opportunità di accesso abitativo. Nel ricordare che una migliore partecipazione degli stranieri regolari alla vita politica e civile dell'Italia darebbe maggiore stabilità e sicurezza sociale al nostro Paese, Aly Baba Faye ha poi sottolineato la necessità di valorizzare la realtà associativa degli immigrati e di utilizzare al meglio, nell'ambito lavorativo, le capacità scolastiche e professionali degli stranieri presenti in Italia. Una scelta di qualità che i Ds hanno seguito, dando spazio ad oltre 20 candidati di origine straniera con reali possibilità di riuscita, anche per quanto riguarda le prossime consultazioni amministrative. (Goffredo Morgia-Inform)