A Padova convegno su "Immigrazione e internazionalizzazione nell’economia del Veneto"
Zanon: "Il ‘terzo Veneto’ alle prese con la nuova Unione Europea e con l’evoluzione dei mercati del lavoro"
VENEZIA - Immigrazione è un termine che non serve più a spiegare la complessa realtà dei flussi migratori. Oggi vanno usati termini diversi, più precisi, come migrazioni stanziali all'interno dell'Europa o extra-europee, migrazioni pendolari caratterizzate da progetti "a termine" (vedi le badanti o i lavoratori stagionali), movimenti di imprese (delocalizzazione), movimenti di lavoratori stranieri e non che, assunti dalle imprese venete, si spostano con esse in nuovi spazi di mercato. Tutti questi aspetti formano il processo di internazionalizzazione, ricalibratosi recentemente con l'allargamento dell’U.E. che ha apportato una forte accelerazione, con il passaggio di 75 milioni di persone dalla condizione di cittadini extracomunitari allo status di cittadini comunitari. Queste alcune delle considerazioni svolte dall'Assessore regionale ai flussi migratori intervenuto a Padova al convegno ‘Immigrazione e internazionalizzazione nell’economia del Veneto’, organizzato da Assoveneto, e svoltosi nella sede del Comune. L’accentuata evoluzione della mobilità del lavoro, secondo l'Assessore veneto, richiede altrettanta dinamicità nello sviluppo di politiche attente all’evoluzione del mercato del lavoro e capaci di offrire soluzioni a progetti e modelli migratori differenti per durata ed itinerari geografici.
Egli ha, inoltre, ricordato, che dopo il primo Veneto dell'emigrazione e il secondo del progresso sociale ed economico, il "terzo Veneto", quello di oggi e del futuro si deve misurare con i nuovi scenari globali, con la propria capacità di impresa, di innovazione, di organizzazione, senza disconoscere però quei valori di rispetto della dignità della persona e di solidarietà sociale che costituiscono l’asse della storia e della cultura veneta. Il Veneto, ha sostenuto ancora, ha superato il discorso di ‘quote’ riservate agli immigrati, ed anzi ha avviato un percorso di scambi e rapporti di cooperazione con regioni di Paesi stranieri interessati. In collaborazione con Veneto Lavoro e con varie imprese presenti nel nostro territorio, la Regione Veneto ha promosso il progetto ‘Sviluppo, formazione e lavoro dei migranti’, che prevede appunto la formazione e l’avvio al lavoro di 500 lavoratori extracomunitari, 50 dei quali, di nazionalità tunisina, saranno impiegati entro giugno nelle aziende venete.
La Programmazione Regionale 2004-2006 in materia di immigrazione, secondo quanto spiegato dall’esponente del governo veneto, è stata incentrata seguendo alcune linee guida strategiche, quali l’investimento nello scenario dell’Europa allargata, di politiche per l’integrazione dei migranti, valorizzando gli scambi di strumenti ed esperienze; il rafforzamento delle sinergie territoriali e della collaborazione tra pubblico e privato; lo sviluppo di percorsi strutturali di inserimento lavorativo e sociale, favorendo la formazione linguistica e professionale e l’incontro tra domanda e offerta lavorativa. Infine, l'esponente del governo veneto ha sostenuto che è obiettivo della Regione Veneto favorire l’espansione del mercato abitativo per il reperimento di alloggi adeguati ai fabbisogni, e investire nei percorsi di accompagnamento per ridurre i fattori di disagio sociale. In tutto questo, un ruolo importante rivestirà la Rete Informativa per l’Immigrazione, grazie alla quale saranno diffuse informazioni, esperienze, servizi, programmi, buone pratiche mediante la messa in rete degli operatori della Pubblica Amministrazione e degli operatori privati interessati al tema dell’immigrazione, in una visione di servizi complementari e integrati. (Inform)