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INFORM - N. 78 - 16 aprile 2004

Il Ministro Mirko Tremaglia sul dramma degli italiani prigionieri in Iraq

Mentre si intensificano gli sforzi diplomatici per salvare gli ostaggi il mondo politico si compatta intorno alle famiglie dei rapiti

ROMA - Si è parlato anche degli ostaggi italiani trattenuti in Iraq durante la conferenza stampa tenuta alla Farnesina dal Ministro Mirko Tremaglia per illustrare le iniziative intraprese dal Comitato permanente degli scienziati e dei ricercatori italiani nel mondo. Sentite parole di solidarietà per le famiglie colpite dal sequestro, quelle espresse dal Ministro, che hanno posto in evidenza anche gli sforzi che il Ministero degli Esteri sta compiendo per salvare le vite dei nostri connazionali.

"Sul dramma degli italiani prigionieri in l'Iraq - ha detto Tremaglia - posso dire di aver fatto il mio dovere e di essere sempre vicino, con contatti giornalieri, alle famiglie dei sequestrati. Questa mattina l'Ambasciatore De Martino ha avuto contatti sia con i sunniti che con gli sciiti. Entrambi i gruppi hanno condannato l'assassinio di Fabrizio Quattrocchi. Una presa di posizione che giudico positiva e che ci fa sperare".

"Posso inoltre sostanzialmente dire - ha proseguito Tremaglia - che quasi tutte le forze politiche, appartenenti agli schieramenti di maggioranza ed opposizione, hanno preso su questo dramma una posizione unitaria. Questo è un buon segnale per il nostro Paese e rappresenta un atto di omaggio per chi come Fabrizio Quattrocchi, al momento culminante della tragedia, si è dimostrato un vero italiano. Seguo comunque con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda ed ogni due ore mi metto in contatto con l'Unità di crisi della Farnesina che continua, giorno e notte, nella sua azione. Un lavoro prezioso in una situazione difficilissima e a volte disperata". (G.M.-Inform)


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