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INFORM - N. 71 - 6 aprile 2004

Per l’INAS-CISL l’ineleggibilità dei rappresentanti dei Patronati nei Comites contribuirebbe solo alla "confusione amministrativa" sulle elezioni

ROMA - Nella comunicazione del Ministero degli Esteri a firma del Ministro Adriano De Benedetti e diretta alle strutture diplomatico-consolari si affermerebbe l’ineleggibilità ai Comites per le persone che nei patronati detengono funzioni direttive, di coordinamento, di gestione o di rappresentanza legale nei diversi paesi di emigrazione. Configurandosi il patronato, a detta del Mae, come una "istituzione" con tutto quello che ne consegue, tale istituto rientrerebbe, per talune fattispecie nei casi previsti dall’articolo 5 comma 4 (che stabilisce i casi di ineleggibilità) della legge 23 ottobre 2003, n. 286 sui Comites.

A questa motivazione hanno risposto anche Cgil, Cisl e Uil. Infatti, in una nota congiunta dei tre sindacati, inviata il 6 aprile al Ministro per gli Affari Esteri e al Ministro per gli Italiani nel mondo, si legge che ai patronati non sono applicabili le cause di ineleggibilità sollevate dal Ministero in quanto non si tratta di "istituzioni" ma di "persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità" (articolo 1, legge 152 del 2001). Inoltre, nei mesi precedenti le elezioni dei Comites erano pervenute "ampie rassicurazioni" dal Ministero circa l’inesistenza di un problema di ineleggibilità per i rappresentanti dei patronati.

L’Inas-Cisl, in attesa di approfondire la questione e verificare la sostanza del problema, ritiene che a livello locale nei Paesi esteri si debba procedere comunque a respingere eventuali mozioni di ineleggibilità contro persone inserite nelle strutture di patronato.

Resta il fatto - prosegue la nota dell’Inas - che il metodo usato dal Ministero, attendere cioè che si fossero svolte le votazioni per sollevare il problema, ci sconcerta e ci trova in assoluto disaccordo. Riservandoci, come detto, un approfondimento anche sul merito con i nostri legali, non vediamo al momento quali possano essere i motivi ostativi alla ineleggibilità di tali soggetti, se non quelli di aggiungere confusione alla "confusione amministrativa" verificatasi nel corso di queste elezioni.

Ulteriori sviluppi ed eventuali determinazioni - conclude l’Inas-Cils - saranno stabiliti all’interno del Coordinamento dei patronati confederali. (Inform)


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