Da Assocamerestero una ricerca sulle nuove frontiere dell'export multimediale italiano
Chiesto dal Vice Ministro Urso un rapido potenziamento tecnologico della produzione che faccia emergere le eccellenze creative ancora inespresse
ROMA – E’ urgente individuare nuovi sbocchi commerciali per le nostre imprese che vogliono proiettarsi sul mercato mondiale ed operano nel campo della tecnologia telematica e della telefonia. Per questo è stato presentato a Roma il rapporto "Opportunità e mercati esteri per i prodotti multimediali". Uno studio di ampio spettro che analizza le tendenze dei mercati di 30 Paesi e che si focalizza su di un settore, quello della multimedialità, ricco di potenzialità per l'Italia.
Dalla ricerca, realizzata dalle Camere di Commercio Italiane all'Estero in collaborazione con lo SMAU e la Commissione servizi e contenuti multimediali di Assinform (ANEE), emerge infatti che a tutt'oggi al nostro Paese, che in questo ambito detiene un volume d'affari superiore ai 60 milioni di euro, viene riconosciuta nel settore della comunicazione una particolare creatività ed un'ottima qualità delle risorse umane. In questo ambito non vanno poi dimenticati i positivi successi ottenuti dagli operatori italiani in Perù, Colombia, Venezuela ed USA, nel campo delle telecomunicazioni.
Per quanto poi concerne il quadro internazionale, a monte di una certa stagnazione del mercato dei servizi nei Paesi occidentali, si evidenzia una forte spinta propulsiva dell'India nel campo cinematografico e multimediale - nel 2008 il giro d'affari complessivo toccherà i 13 miliardi di euro - e della Cina che entro il 2006 potrebbe divenire, con oltre 12,6 miliardi di dollari di vendite, il secondo mercato al mondo per i PC. Positivi anche i segnali dall'America Latina dove in Argentina, nonostante le ben note difficoltà economiche e politiche, il numero degli utenti Internet è cresciuto, tra il 2002 ed il 2003, in maniera esponenziale. Sul fronte della comunicazione in banda larga e della telefonia Umts è invece il Giappone, con rispettivamente 10,4 milioni di linee ed 8,5 milioni di abbonati, a detenere il primato del mercato mondiale. Da segnalare infine la forte crescita del commercio via Internet in numerosi Paesi, come ad esempio l'Ungheria (+ 40%) e gli stessi Stati Uniti che, con un giro d'affari di 2.800 miliardi di dollari, restano i leader di questo mercato.
La presentazione della ricerca è subito entrata nel vivo con l'intervento del direttore di Assocamerestero Gaetano Esposito che, nel ricordare le positive prospettive di sviluppo a livello mondiale del mercato multimediale (+4% nel 2004), ha sottolineato come il nostro Paese abbia buone probabilità, grazie all'esperienza già acquisita, di inserirsi nel business della telefonia mobile che nei prossimi anni, con l'apertura del grande mercato cinese della comunicazione, conoscerà un'ulteriore espansione. Esposito ha inoltre auspicato l'avvio di una aperta collaborazione, per una produzione a più mani, delle piccole e medie imprese italiane che operano nel settore multimediale e vogliono proiettarsi sui mercati internazionali. Giuseppe Picchetto, presidente di Infocamere nonché consigliere di Assocamerestero, ha ricordato la grande utilità e l'alto grado di sicurezza del sistema di certificazione digitale. Un firma elettronica, tutta italiana ed estremamente sofisticata, che Infocamere ha utilizzato con successo nel nostro Paese - oltre un milione di documenti sono stati autenticati con questo sistema - e che ora si sta esportando in altre Nazioni come ad esempio la Bulgaria.
Dell'esigenza di accelerare i processi di innovazione tecnologica dei prodotti per l'export ha invece parlato il Presidente dello Smau Antonio Emmanueli che ha anche sottolineato come, nei prossimi anni, le aziende italiane dovranno guardasi dalla temibile concorrenza del mercato cinese. Un colosso produttivo che è già presente sul contesto internazionale con tantissime aziende. E' stata poi la volta del Presidente dell'ANEE Roberto Liscia che, dopo aver sottolineato la crisi strutturale del prodotto informatico italiano, ha posto in evidenza la necessità di promuovere nel mondo, al fine di superare questi momenti difficili, le specifiche eccellenze del nostro Paese. Preziose nicchie tecnologiche che vanno ricercate nelle strutture informatiche dei distretti, nei contenuti dei prodotti comunicativi ad alta tecnologia finalizzati ai servizi ed alla formazione (come ad esempio le nuove ed antiche tecnologie di restauro) e nella messa in rete delle tante piccole aziende che lavorano in Italia la multimedialità.
Un'esigenza, quella di puntare alla sinergia fra le microimprese del mercato italiano, che è stata evidenziata anche da Giuseppe Tripoli. Il segretario generale di Unioncamere ha inoltre sottolineato la necessità di rafforzare il tessuto delle 160.000 aziende del multimdiale sia attraverso incentivi privati e pubblici, volti ad accrescere la domanda di prodotti sul mercato interno, sia con investimenti specifici per la formazione che portino alla creazione di adeguate figure professionali.
Dell’innegabile deficit italiano nei settori dell'alta tecnologia ha parlato il vice ministro per le Attività Produttive Adolfo Urso che ha anche ribadito la necessità di potenziare il settore produttivo dell'informatica. Un rapido accrescimento del livello tecnologico della nostra industria che dovrà far emergere le eccellenze produttive e creative ancora inespresse. Urso, dopo chiesto maggiori investimenti per la ricerca ed aver valutato positivamente la legge Tremonti che defiscalizza questo settore, ha inoltre imputato al "supereuro", che ormai da mesi sopravanza il dollaro, ed all'innalzamento dei prezzi del greggio l'ennesima battuta d'arresto dell'export italiano registrata dall'Istat nel mese di gennaio. Urso ha infine auspicato, per il sostegno del made in Italy, il varo di una manovra complessiva che preveda anche degli incentivi per il rilancio del mercato italiano relativo alla casa ed all'arredamento di interni. (Goffredo Morgia-Inform)