Al via la mobilitazione dei sindacati dei pensionati contro il carovita
Indetta per il 3 aprile a Roma una manifestazione unitaria di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp- Uil in difesa del potere d'acquisto dei pensionati
ROMA - Per combattere il carovita, favorire il recupero del potere d'acquisto delle pensioni, dare nuovo slancio al disegno di legge sulla tutela dei non autosufficienti e porre in rilievo il problema della riduzione dei finanziamenti per i servizi sociali e sanitari il prossimo 3 aprile avrà luogo a Roma, in Piazza San Giovanni, una manifestazione unitaria dei pensionati italiani. La mobilitazione, che si ripromette di portare in piazza almeno mezzo milione di persone, è stata annunciata, nel corso di una conferenza stampa, dai segretari generali della FNP-CISL Antonio Uda, dello SPI-CGIL Betty Leone e della UILP-UIL Silvano Miniati.
"Il carovita - ha sottolineato Betty Leone - sta mettendo, nonostante il Governo neghi che esista in questo momento una condizione di impoverimento della popolazione, in seria difficoltà i pensionati italiani che, nel 50% dei casi, vivono con una pensione che non supera i 500 euro mensili". Le motivazioni di questo pericoloso arretramento delle condizioni di vita, l'80% dei pensionati percepiscono meno di 1.000 euro al mese, vanno ricercate nella continua erosione del potere d'acquisto subito negli ultimi anni dalle retribuzioni previdenziali. Una perdita della capacità di spesa che sta influendo negativamente e direttamente sull'economia del Paese. Un contesto difficile dunque che, secondo Betty Leone, viene reso ancora più invivibile sia dall'aumento incontrollato dei prezzi e delle tariffe, sia dalla costante riduzione dei servizi e della gratuità delle prestazioni socio-sanitarie. In questo ambito di progressivo impoverimento spicca poi il mancato esame, da parte delle aule parlamentari, del disegno di legge sulla non autosufficienza. Un provvedimento, che ha avuto l'appoggio di numerose forze politiche, ma che è tuttora fermo alla Commissione Affari Sociali della Camera. "Il primo obiettivo - ha infine ribadito Betty Leone sottolineando la necessità di non sottovalutare l'importante contributo dei pensionati ad un'eventuale ripresa dei consumi - rimane comunque quello di aprire con il Governo un tavolo di confronto, previsto dalle leggi di riforma della previdenza, che permetta di analizzare la perdita del potere d'acquisto dei pensionati e di decidere quali iniziative andranno intraprese per la rivalutazione delle pensioni".
Un problema, quello del calo del potere d'acquisto, che è stato confermato anche dal segretario generale della FNP-CISL. Antonio Uda ha infatti sottolineato come a tutt'oggi la vera emergenza non sia rappresentata dal sistema previdenziale, ma dalla drammatica flessione della capacità di spesa dei pensionati che per un buon 75%, in pratica tutti gli anziani che vivono con un reddito previdenziale non superiore ai 900 euro, vengono drammaticamente colpiti dall'inflazione galoppante. Un carovita, quest'ultimo, che investe sia l'aspetto alimentare, in questo settore l'inflazione si fa ancora più sentire mentre sono sempre più numerosi i pensionati che si rivolgono alle mense della Caritas, sia la questione abitativa che, l'aumento degli affitti, la riduzione dei fondi di solidarietà e la lievitazione dei costi condominiali, ha reso ancora più drammatica. "La nostra non è una battaglia corporativa - ha poi evidenziato Uda - ma vogliamo mettere in evidenza come a tutt'oggi la stragrande maggioranza delle famiglie in difficoltà siano composte da anziani, e spesso da anziani non autosufficienti".
Infine il segretario generale della UILP-UIL Silvano Miniati, nel ricordare la necessità di realizzare panieri più sensibili ed ampi per il rilevamento dell'inflazione, ha evidenziato come al momento l'indicizzazione della scala mobile, riesca a coprire solo parzialmente e con ritardo l'effettiva perdita del potere d'acquisto delle pensioni. Un costante impoverimento che Miniati, porterà fra cinque anni alla fame un numero crescente di anziani. Gli stessi pensionati che, fino a ieri, potevano vivere decorosamente. Dopo aver ricordato la rabbia dei pensionati per le tante promesse disattese o annullate dalla politica del Governo, Miniati ha sottolineato come queste rivendicazioni, volte alla ridistribuzione del reddito in un Paese già in difficoltà, dovranno essere spiegate, al fine di evitare possibili contrapposizioni generazionali, anche ai giovani ed ai tanti lavoratori ancora in attività. (Goffredo Morgia-Inform)