Il Friuli Venezia Giulia verso una nuova legge regionale sull’immigrazione
TRIESTE - Fare sempre di più del Friuli-Venezia Giulia una "terra di accoglienza e di accettazione" nei confronti degli immigrati. Lo sottolinea l'assessore regionale all'Immigrazione Roberto Antonaz, nel presentare l'incontro pubblico nel quale sarà discussa la bozza del disegno di legge regionale sull'immigrazione, in programma sabato 7 febbraio nel salone del Parlamento del Castello di Udine, con inizio alle ore 9. La bozza delle "Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati" è stata elaborata da un Comitato di esperti istituito dalla Giunta regionale nel settembre dello scorso anno. Il testo è frutto dunque di un lavoro di più di quattro mesi, nel corso dei quali il Comitato ha svolto un'ampia consultazione dei rappresentanti delle associazioni interessate.
"La conferenza regionale - spiega l'assessore Antonaz - servirà a fare il punto sulla situazione del fenomeno immigrazione nel Friuli-Venezia Giulia, e sarà in particolare una tappa importante nel percorso che porterà alla stesura definitiva della proposta di legge regionale. Io credo che dall'insediamento della nuova Giunta siano già visibili alcuni segni di profondo rinnovamento nelle politiche per l'immigrazione, cambiamenti rilevati dalle stesse associazioni che si occupano del problema".
Un primo segnale dell'inversione di tendenza è stato, secondo l'assessore, l'aumento degli stanziamenti per le politiche dell'immigrazione nel bilancio regionale; "ampi consensi" ha avuto inoltre il costante coinvolgimento, nella stesura della bozza della legge, delle associazioni degli immigrati e di quelle che in generale operano nel settore. "Stiamo colmando - rileva ancora Antonaz - una grossa lacuna e un grande ritardo perché il Friuli-Venezia Giulia è una delle regioni italiane che vede tra i più alti flussi di transito di immigrati, assieme alla Puglia, alla Sicilia e alla Calabria. Inoltre abbiamo ormai una consistente comunità di immigrati che hanno deciso di vivere nel nostro territorio".
"Era perciò quanto mai urgente - aggiunge l'assessore - dotarci di una legge nostra, una legge che desse risposte sia per la prima accoglienza di chi semplicemente passa per il nostro territorio, sia soprattutto per coloro che hanno deciso di vivere, lavorare, far studiare i propri figli, costruire insomma il loro futuro nel Friuli-Venezia Giulia".
Il Friuli Venezia Giulia è una regione che ha conosciuto un'ampia emigrazione nei decenni passati, che ha costretto giuliani, friulani e sloveni a cercare un avvenire migliore nei cinque continenti. "Da questo punto di vista abbiamo un patrimonio che ora deve essere messo a frutto per quelli che stanno ripercorrendo le strade dei nostri emigrati, con le stesse difficoltà, le stesse aspettative, le stesse speranze. La conferenza regionale vuole essere - conclude l'assessore - nello stesso tempo un punto di arrivo e un punto di partenza affinché il Friuli-Venezia Giulia diventi sempre di più una terra di accoglienza e di accettazione. Credo che la paura del diverso sia frutto di scarsa conoscenza e che siano quindi importanti momenti di confronto e di discussione con culture, costumi, religioni diverse. Tutto ciò non può che arricchire ed essere per noi motivo di sviluppo". (Paolo Fragiacomo-Arc/Inform)