In ricordo di Bruno Zoratto
Domenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West Usa
Anche a nome degli Azzurri della Costa occidentale degli Stati Uniti, esprimo il grande dolore per la perdita dell'Amico Bruno Zoratto, la cui perspicacia e grande volontà di lottare per tutti gli Italiani all'estero ha tanto contribuito per la difesa dei loro interessi. Egli rimarrà sempre con noi. (Domenico Pisano)
Luigi Ripandelli, UIM Toronto
Costernato apprendo della prematura scomparsa di Bruno Zoratto. Ho potuto conoscerlo ed apprezzarne le sue doti in varie occasioni, qui a Toronto. Con lui scompare un pezzo di storia dell'emigrazione italiana. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicino, desidero inviare le mie sentite condoglianze. (Luigi Ripandelli)
Enzo Centofanti, CGIE, Coordinastore Ctim Nord America
Avevo parlato con lui venerdì mentre era in partenza da Roma per tornare a Stoccarda e sabato mentre come al solito era già al lavoro nella redazione di Oltreconfine. Abbiamo parlato a lungo dei problemi organizzativi del CTIM, io con le solite lamentele e lui con i soliti vaffa. OK ci risentiamo lunedì, un abbraccio. Ciao Enzo un saluto alla tua signora, come fa a sopportarti ancora, ciao.
Al resto ancora non ci posso credere. Spero che sia un sogno ma purtroppo non e' cosi. Saputa la notizia domenica sera alle sei e trenta ho cercato di comunicare con l’.on. Tremaglia a Bergamo dove era passata la mezzanotte. Oltre mezz'ora per avere la comunicazione e finalmente mi risponde piangendo. Era proprio vero" Dopo mio figlio Marzio ho perso anche Bruno". In quelle circostanze credo veramente che nessuno sappia cosa dire. Si dicono le solite cose, si esprime il proprio dolore e si fanno le solite raccamandazioni." Anche tu stai attento alla salute, un abbraccio". "Ciao ci risentiremo, mi auguro che tu possa venire al funerale ma se non puoi ti capisco. Ciao.
Ora penso sempre a cosa sarà' il nostro futuro senza Bruno. Il futuro del CTIM senza Bruno, quello del CGIE senza Bruno . Egli godeva la stima di tutti i membri del CGIE che riconoscevano in lui un uomo onesto, un avversario leale e sincero col quale si poteva discutere anche molto "vivacemente" ma si finiva sempre con una giusta decisione nel comune interesse degli italiani all'estero.
A nome mio personale e del CTIM del Nord America voglio esprimere le condoglianze piu' sentite alla Signora Zoratto, al fratello Mario, al personale della Segreteria del CTIM di Roma, alla Direzione Nazionale di AN e al nostro caro Segretario Generale On. Mirko Tremaglia. (Enzo Centofanti)
L’Avvenire dei Lavoratori, Svizzera
Alla famiglia del consigliere del CGIE Bruno Zoratto e a tutte le persone che lo hanno avuto caro in vita come pure ai Comitati Tricolori per gli Italiani nel Mondo di cui era antesignano esprimiamo le nostre sentite condoglianze.
Con Bruno Zoratto scompare un esponente di spicco della politica italiana all'estero e, senz'alcun dubbio, la maggiore personalità della destra nelle nostre comunità emigrate in Europa. Dinanzi alla generosa passione politica di Zoratto, con il quale non sono mancate ragioni né di dissenso né di stima umana, tributiamo il nostro profondo e autentico rispetto. (La redazione dell’ADL)
Ds Germania
Con la prematura scomparsa di Bruno Zoratto viene meno un avversario politico che ha vissuto con passione il suo impegno fra i connazionali all’estero.
Anche se con accenti e modalità diverse nell’analisi di temi e fatti che riguardavano la comunità italiana in Germania e non sempre condividendo il modo con cui venivano dati giudizi perentori sulle persone, con Bruno Zoratto i DS Germania hanno sempre cercato un dialogo schietto e costruttivo - pur da posizioni opposte - per migliorare le condizioni dei nostri concittadini che qui vivono.
Alla famiglia ed agli amici più intimi le più sentite condoglianze. (Ds Germania)
Mario Frizzera, CGIE Argentina
Profondamente commosso ed addolorato per la prematura scomparsa dell’amico Bruno Zorato, voglio esprimere le mie condoglianze alla moglie ed alla sua famiglia, insieme al Ministro per gli Italiani nel Mondo, ai membri del CTIM e a tutti i colleghi del CGIE
Personalità forte e nobile, ha lottato sempre a favore degli italiani all’estero. Condottiero di prima línea del Ministro Tremaglia, ci lascia un esempio di vita dedicata alla collettivita fino alla morte,deceduto in piena campagna elettorale dei Comites.
Bruno, ci mancherà, è difficile immagginare la lotta a favore della collettivitá senza la sua presenza. (Mario Frizzera)
Gaetano Cario, L’Eco d’Italia Buenos Aires
Presi come siamo dalle nostre attività, dai problemi quotidiani, dagli impegni di lavoro, ci dimentichiamo di ciò che incombe, fatalmente, su ogni persona: la morte. Per questo motivo sono rimasto letteralmente impietrito dalla notizia della scomparsa immatura e improvvisa di Bruno Zoratto il giornalista all’estero certamente più conosciuto in tutto il mondo dell’emigrazione.
Avevamo conversato a lungo, giorni fa, per telefono, sui problemi delle elezioni di rinnovo dei Comites. Nulla, assolutamente nulla, né il tono della sua voce, né una lamentela per lo stato di salute, anzi, sempre impulsivo, sempre combattivo, lasciava sospettare la sua fine.
Non posso nemmeno immaginare come saranno le riunioni del CGIE e della Federazione della Stampa Italiana all’Estero, le conferenze e i congressi per l’Emigrazione senza la sua prorompente personalità.
Lo conobbi trentatrè anni fa, nel mese di luglio del 1971. nel Congresso della Federazione Mondiale della Stampa Italiana all’Estero, presieduta da Umberto Ortolani. Eravamo entrambi ancora giovani, pieni di entusiasmi, di speranze, di illusioni. Avevamo posizioni politiche diverse, ma stringemmo immediatamente un’amicizia che doveva durare fino ad oggi con fortissime discussioni, ma con reciproca stima. Da allora ci incontravamo con grande frequenza, in tutte le riunioni del CGIE a Roma o in diverse città dell’America, in quelle della Federazione della Stampa Italiana all’Estero, nelle conferenze e nei congressi per l’emigrazione nelle quali Zoratto era sempre uno dei protagonisti per la sua passione, per la sua competenza in materia di emigrazione e di giornalismo. Con il suo vocione si faceva sentire da tutti, senza timidezza alcuna, imponeva le sue opinioni e le sue critiche. Era rispettato da tutti, anche da chi politicamente si trovava dalla parte opposta. Non è facile, in Italia, stare a destra, provenire, politicamente, dal Movimento Sociale Italiano, eppure aveva saputo, per la sua lealtà, per la sua coerenza, per la sua onestà intellettuale, raccogliere il rispetto di tutti.
Era diventato uno dei più ascoltati e stretto collaboratore del ministro degli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, nella lotta per la difesa dei diritti degli emigranti e, in particolare, della stampa italiana all’estero. Era emigrato da ragazzo dal suo Friuli in Germania, a Stoccarda dove aveva lavorato nella Mercedes Benz e dove si era dedicato alla pubblicazione di un periodico per la comunità italiana in quel Paese. Era sposato da ventotto anni ma non aveva avuto figli.
Lascia un gran vuoto nel mondo dell’emigrazione e del giornalismo. Mi mancherà certamente. Durante gli incontri a Roma solevamo prolungare le riunioni a cena in uno dei ristoranti romani dei quali conosceva quelli dove si mangiava meglio, lui che era un buongustaio nonostante il diabete che lo tormentava da anni e che lo ha strappato alla vita. Alla vedova il più sincero e vivo cordoglio da parte mia e delle redazioni dei miei periodici. (Gaetano Cario)
Vitaliano Vita, CGIE Venezuela
Dopo giornate di fuoco passate a raddrizzare e risolvere situazioni ingarbugliate della campagna elettorale per le elezioni dei Comites, quando ormai poteva aspirare a qualche giornata di meritato riposo ... è giunta, per Bruno, la Pace eterna... Sono passate molte ore dalla notiza e la commozione non accenna a diminuire ed il rimpianto aumenta con i ricordi e diventa dolore vero, sincero e profondo. "Qualcuno" incredulo, alla ricerca di un’ultima speranza, ha chiamato il Ministro ... per sentirsi dire che non era vero.... ma la voce rotta di Tremaglia ha spento ogni attesa : "Bruno era morto veramente!". Un altro grande dolore per il Ministro, come rivivere quello per la scomparsa di Marzio che il fido Zoratto era riuscito a trasformare in un deterrente nelle battaglie condotte in favore degli italiani all’estero.
Zoratto con i 20 anni di ricordi, di appassionate battaglie, ci lascia il suo ultimo messaggio, una specie di testamento, nel quale il battagliero tribuno, indica nella Unità il collante per rafforzare il nostro potenziale e nella solidarietà l’additivo per superare le diversità e portare a compimento gli obiettivi comuni. Lo aveva titolato: "Elezioni Comites, che non siano una occasione perduta..."
Nel corso della recente riunione della Commissione continentale di America latina, tenutasi lo scorso ottobre a Caracas, Zoratto, in rappresentanza del Ministro Tremaglia, era intervenuto in varie occasioni ottenendo sentiti applausi e creando nei presenti stima e simpatia.
Durante la cena offerta in onore del Cgie e del Ministero degli italiani nel Mondo a Casa Campani di Caracas, nel lodare le iniziative assunte dalla nostra Comunità , ebbe ad augurare un suo nuovo ritorno in Venezuela per festeggiare il successo per la partecipazione alle elezioni dei Comites.
"Di fronte a questa impossibile prospettiva - scrivono i rappresentanti delle Associazioni che fanno capo a Feditalia (la Federazione delle associazioni italiane in Venezuela)- non ci rimane che rimpiangere le ore trascorso con Bruno, i suoi moniti ed i suoi suggerimenti e manifestare ai suoi familiari ed amici, al Ministero degli italiani nel Mondo, al Ctim, a Oltreconfine, al Cgie ed alla Commissione Informazione, di cui Zoratto era Presidente, il nostro cordoglio, la nostra più profonda commozione per la prematura perdita di un amico sincero, di un uomo leale che...non potremo dimenticare." (Vitaliano Vita)
(Partecipano: il Comites ed il Cgie, Azzurri nel mondo di Venezuela, l’Ass. Campani di Venezuela, l’Ass. Laziali di Caracas, Abruzesi d’Oriente, Marchigiani nel Mondo, la Fed. Pugliesi di Venezuela, Campani di Barquisimeto, Fiegiv (Fed. Ins. ed enti gestori Italiani in Venezuela) Odici (Oservatorio dell’informazione), i patronati Inas e Sias di Venezuela, Mcl ed Efal di Valencia, gli organi di stampa il Foglietto, Pagine e seguono altri 20 nominativi di associazioni ed enti.)
Carmine Macaluso, ACLI Baviera
Le ACLI Baviera esprimono il più vivo cordoglio per l'immatura scomparsa di Bruno Zoratto, che per avere dedicato un'intera esistenza in emigrazione per un volto nuovo della presenza italiana in Germania e nel mondo, accoglie, nell'ora della morte, il riconoscimento per un'instancabile impegno e pervicacia nel raggiungere e realizzare precisi obiettivi e progetti.
Con Bruno Zoratto scompare una figura di riferimento per l'emigrazione italiana tutta, mancherà a coloro che condividevano idee e programmi, ma anche a coloro che contrapponevano valori diversi.
Per gli uni la pietà nasce dalla tenerezza, per altri dal disprezzo, per Bruno Zoratto dalla coerenza di una vita. (Carmine Macaluso)
Tobia Bassanelli, de.it.press Germania
Abbiamo appreso del decesso di Bruno Zoratto, connazionale di spicco non solo a Stoccarda, ma, per la sua attività e gli incarichi ricoperti, molto noto anche in tutta la comunità italiana della Germania, dalla segreteria telefonica, da una telefonata lasciata da un nostro collaboratore ed ascoltata appena giunti in ufficio ieri mattina. Una notizia che ci ha toccato, rattristato.
La redazione del Webgiornale porge alla famiglia di Bruno Zoratto ed ai suoi più stretti collaboratori le più vive condoglianze. Ci siamo spesso scontrati col collega Bruno, non sempre ne abbiamo apprezzato gli interventi giornalistici, specialmente quando diventavano attacchi personali, ai confini dell’offesa. Come non abbiamo apprezzato il silenzio, o il sarcasmo, o le valutazioni negative in occasione della nascita di alcune nuove testate italiane in Germania, compresa la nostra. Dal rappresentante del Cgie dei media italiani all’estero, ci saremmo aspettati almeno una parola di augurio e di incoraggiamento. Ma certe sottigliezze o sensibilità, come la distinzione tra la figura istituzionale e quella del militante, non incidevano più di tanto nel bagaglio culturale ed emotivo di Bruno.
Questo non ci impedisce di riconoscere la sincerità e la generosità del suo impegno a favore dei connazionali all’estero. Era uno che ci credeva, e si batteva fino in fondo, seguendo tutte le vie possibili per raggiungere gli obiettivi. Difficile trovare un organismo dell’emigrazione in cui non fosse presente, o un incontro di rilievo in cui non partecipasse. Ed è stato forse questo che lo ha spezzato, che gli ha fatto cedere improvvisamente il cuore: questo suo voler essere ovunque, come una presenza ossessionante, a "gridare", sempre e ovunque, su tutti problemi degli italiani all’estero. Un disco che gli addetti ai lavori conoscevano a memoria, ma lo ascoltavano sempre volentieri, perché rinfrescato dalle novità del momento e da una passione indomita.
E forse è stata anche la fatica connessa alle elezioni dei Comites, al caos delle liste elettorali, di cui probabilmente si sentiva responsabile, perché pedina importante e determinante nello staff del Ministro degli Esteri Tremaglia. Sarebbe infatti bastato far optare per le liste aggiornate dei Consolati piuttosto che per quelle scassate del Ministero degli Interni – come noi e tanti altri chiedevano - per evitare tutto il marasma in corso, che rischia di non far votare in partenza un italiano su tre. Per uno che come lui aveva fatto del voto, e giustamente, il cavallo di battaglia prioritario, questi depennamenti sul campo per semplici disfunzioni amministrative non poteva che avere l’effetto della cicuta.
Fatiche e problemi che hanno spezzato una fibra battagliera e robusta come poche nella nostra collettività italiana della Germania. Se il caro Bruno avesse tirato per tempo qualche remo in barca, forse ora sarebbe ancora in mezzo a noi, magari a litigare, ed a pieno volume, però sempre con un ruolo efficace, competente, dirompente. Ma non faceva parte del suo carattere stare zitto, o un gradino indietro, o con un remo in riserva. Era un politico, ed un credente. Gli auguriamo ora un po’ di riposo, quello eterno, anche se, purtroppo, prematuro. (Tobia Bassanelli)
Giovanni Farina Vice Segretario Generale del CGIE per l’Europa e il Nord Africa
Cari amici e care amiche della Commissione Continentale del CGIE, mi giunge, drammatica e inattesa, la notizia della scomparsa del nostro consigliere Bruno Zoratto, un collega, per molti e nonostante le differenze politiche, un amico con cui abbiamo vissuto, fianco a fianco, un trentennale e totale impegno nella difesa e promozione dei diritti a favore della nostra comunità in Europa e nel mondo.
Lo ricordo alla conferenza continentale dell’emigrazione in Lussemburgo. Erano i primi anni ‘70. Lui, focoso e inarrestabile propagatore di inascoltate certezze, io, ancor giovane militante del PCI europeo nel tempo libero concessomi dalla mia attività di dirigente nel campo dei lavori del genio civile.
Ricordo un particolare, una sua domanda curiosa e indagatoria. "Perché non te ne sei andato, come tutti gli altri, quando ho preso la parola?".
Risposi con ironia, provocando l’ilarità soddisfatta di un compagno deputato presente, Claudio Cianca, un protagonista della resistenza italiana. "Sai, caro Zoratto, i Farina, padre e fratelli, hanno combattuto e vinto perché mi fosse liberamente permesso di poterti ascoltare e perché tu potessi parlare ed essere ascoltato".
Nacque subito una strana amicizia tra due persone così lontane sul piano della rispettiva militanza e appartenenza politica, quasi sempre e malgrado tutto unite quando si trattava di abbattere i muri del pianto di una emigrazione spesso bistrattata e delusa nelle sue aspettative di riscatto, di progresso sociale e civile. Molti nostri sogni, come è nella natura delle cose di questo mondo, non si sono realizzati. Ma se qualcosa di positivo si è pur fatto, questo lo si deve, anche e soprattutto, a tanti che come te non si sono mai dati per vinti.
Mi mancherai. Mancherai a tutti. Mancherà quella tua passione politica che ti portava, sino all’eccesso, a scontrarti con amici e avversari, confondendo spesso gli uni e gli altri, travolto da una vena polemica frutto di un carattere impaziente e impetuoso.
A tutti i tuoi cari, al Ministro Tremaglia, di cui eri un fido collaboratore, il commosso omaggio e la partecipazione più sentita al dolore.
Ciao Bruno. Ti sia leggera la terra. (Gianni Farina)
Domenico Pugliese e Franco Arena, CTIM Argentina
Caro Bruno Zoratto, s i è spenta la tua vita, però mai si spegnerà la fiamma della tua lotta per la dignità degli italiani nel mondo, che assieme al nostro maestro Mirko Tremaglia hai saputo portare con fedeltà e altissimo fervore. Sarai per sempre fra noi come un valoroso soldato fino alla battaglia finale.
Il futuro è nostro. Dobbiamo vincere e vinceremo. (Domenico Pugliese, Franco Arena)