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INFORM - N. 23 - 2 febbraio 2004

Repentina scomparsa di Bruno Zoratto. Il mondo dell'emigrazione perde un combattente che ha sempre difeso i diritti degli italiani nel mondo

ROMA - Bruno Zoratto è morto all’improvviso a Stoccarda, a casa sua. Un addio repentino per un combattente di razza, da sempre impegnato in prima persona sul fronte dell'emigrazione italiana. Il presidente della Commissione Informazione e Comunicazione del CGIE ha sempre portato avanti le sue battaglie senza trascendere, malgrado le sfuriate, i limiti della dialettica democratica. E’ per questo motivo forse che dai tanti messaggi di cordoglio, inviati dai colleghi del CGIE, continuano ad emergere sentimenti di dolore e tristezza, associati al rimpianto per la perdita di un uomo combattivo, temibile e leale. Se da una parte quindi Bruno Zoratto viene descritto da Gian Luigi Ferretti (An) come un condottiero caduto sul campo di battaglia per il rinnovo dei Comites, dall'altra Elio Carozza, segretario dell’Unione dei Ds in Europa, ricorda con tristezza la scomparsa di un avversario politico corretto ed aperto al dialogo.

Un sentito cordoglio che emerge anche dall’annuncio della segreteria del CGIE - "non è solamente venuto a mancare un amico, ma un sincero combattente per la libertà e per la democrazia degli italiani all'estero" - e dal messaggio del segretario generale Franco Narducci, che ha ricordato come questo lutto vada a colpire direttamente Mirko Tremaglia, oltre alla famiglia dello scomparso. Dal giugno 2001 Bruno Zoratto, grazie alla sua esperienza nel campo dell'associazionismo d'emigrazione e dell'informazione italiana all'estero, era entrato a far parte dello staff del ministro per gli Italiani nel mondo. Una scomparsa, quella di Zoratto, che oltre ad essere una perdita per il cuore della politica rivolta ai connazionali nel mondo, finisce per impoverire, come fa notare Norberto Lombardi che più di una volta ha avuto modo di confrontarsi con lui nell'assise del CGIE, l'intero consesso delle collettività italiane all'estero.

I funerali si svolgeranno mercoledì 4 febbraio alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di S. Lorenzo di Sedegliano (Udine). Il paese natale da cui prese il via, 58 anni fa, l'avventura umana del migrante Bruno Zoratto. Nato nel giugno del 1946, si trasferì in Germania nel 1964 e lavorò alla Marcedes di Stoccarda fino al 1974. Un'esperienza lavorativa che non gli impedì di essere tra i fondatori, nel 1968, del Comitato Tricolore per gli Italiani nel mondo (Ctim) e di dar vita, nel 1969, allo storico periodico d'emigrazione "Oltreconfine". La stampa italiana all’estero è stata una sua passione: come ricorda Domenico De Sossi, alla Fusie ha dato eccezionali contributi di generosità, d’intelligenza, d’impegno tenace e disinteressato.

L’altra grande passione di Zoratto, la politica per gli italiani all’estero. Faceva parte del comitato centrale di Alleanza Nazionale, con l'incarico di dirigere il coordinamento "Italiani nel mondo". Delegato nel 1975 della prima Conferenza nazionale dell’emigrazione è stato tra i protagonisti della seconda Conferenza del 1988 e della Conferenza degli Italiani nel mondo del 2001. Per quanto riguarda infine gli organismi di rappresentanza dell'emigrazione, Bruno Zoratto ha portato avanti la sua battaglia a Stoccarda nel Coemit e poi nel Comites e in sede nazionale, sin dalla sua costituzione, nel Consiglio Generale degli Italiani all’estero. Nel 2002 il Presidente Ciampi lo insignì dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine della Stella della Solidarietà per essersi distinto nel campo sociale e per aver contributo a consolidare i rapporti di amicizia trra Italia e Germania. Fu quello, per Bruno, un momento di grande gioia e di grande soddisfazione. (g.m.-Inform)


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