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INFORM - N. 20 - 29 gennaio 2004

Tremaglia risponde alla Lega: "Ripristinare i sei senatori eletti dagli italiani all’estero, così come era stato deciso dal Governo di cui fa parte anche la Lega"

ROMA - Immediata risposta del Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, al Senatore Piergiorgio Stiffoni della Lega, componente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, a proposito dei sei senatori della circoscrizione Estero "cancellati" dalla stessa Commissione con un emendamento al disegno di legge governativo per la riforma dello Stato. "Stiamo parlando di un Senato Federale dove siano rappresentate le realtà locali della Nazione, aveva affermato Stiffoni, aggiungendo che "non abbiamo territori d'oltremare come la Francia" e che "l'insistenza del Ministro Tremaglia non ha senso in una riforma federale con cui rinnovare lo Stato. Tutto il rispetto e la gratitudine ai nostri emigranti all'estero ma ciò non significa stravolgere il cammino e il cambiamento di cui questo paese sente la necessità".

"Mantenere nelle riforme costituzionali i deputati e i senatori degli italiani all’estero, appartenenti alla circoscrizione Estero - ha dichiarato Tremaglia -, risulta nelle decisioni del Consiglio dei Ministri, cioè del Governo. Basta leggere il testo che è stato presentato al Senato. Così mi basterebbe rispondere al Senatore Stiffoni che contesta questo diritto. E’ quindi il Senatore della Lega che va contro i deliberati del Governo dove vi è la Lega.

"Aggiungo, per la tranquillità dell’interessato, che è vero che si tratta di un Senato Federale ma è altresì vero che, come già detto, nel progetto voluto anche dalla Lega, vi sono i Senatori a vita, che le Regioni hanno competenze vaste in materia di emigrazione, che esistono le Consulte regionali dell’emigrazione, e che, infine, la Legge 6 novembre 1989, n. 368 sulla Conferenza Stato-Regioni-CGIE prevede la realizzazione di politiche del Governo, del Parlamento e delle Regioni per le comunità italiane nel mondo.

"Per cui il Senatore Stiffoni, dopo questa informativa - ha concluso Tremaglia -, credo che possa essere d’accordo con il suo Governo e possa tranquillamente anche lui votare per il ripristino della norma di sei senatori eletti dagli italiani nel mondo". (Inform)


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