Raccolta firme a Buenos Aires - Gaetano Cario (CGIE): forte malumore per le inconsulte norme della legge per il rinnovo dei Comites
Di 330 connazionali solo 150 in condizione di votare. Le responsabilità dei Ministeri per gli Italiani nel Mondo e degli Affari Esteri che non hanno voluto accogliere i suggerimenti del CGIE e dei Comites
BUENOS AIRES - Domenica 18 gennaio, si è svolta in Mataderos una riunione convocata dalla "Lista Indipendente" per la raccolta delle duecento firme necessarie per la presentazione dei candidati. Superando le aspettative - afferma Gaetano Cario, editore in America Latina di giornali italiani all’estero e membro del CGIE, qui nella veste di capolista - hanno accolto l’invito ben trecentotrenta connazionali, tutti con passaporto aggiornato o con documenti d’identità argentini vigenti. Alla verifica si è riscontrato che solo centocinquanta di essi erano in possesso dei requisiti fissati dalla nuova legge per i Comites approvata il 26 dicembre scorso. Ben centottanta e, cioè, la maggioranza, non figurano iscritti negli elenchi elettorali confezionati dal Ministero Affari Esteri basandosi sugli iscritti all’AIRE.
Costoro, come abbiamo detto la maggioranza, non potranno votare il 26 marzo prossimo per il rinnovo dei Comites. Un’assurdità e una grossa ingiustizia - rileva ancora Cario - perché tutti costoro figurano iscritti all’Anagrafe consolare. Il CGIE e i Comites, prima dell’approvazione della legge avevano segnalato questa anomalia, ma non sono stati ascoltati e così dovremo lamentare una grossa astensione dalle urne, non per decisione degli elettori che, invece, vorrebbero partecipare al voto, ma per colpa della incapacità dei due Ministeri di aggiornare i registri elettorali.
Mentre gli italiani nati in Italia non sono iscritti, i figli, nipoti e pronipoti hanno le carte in regola. Come mai? Succede che quando un cittadino argentino chiede la cittadinanza i Consolati lo iscrivono nell’Anagrafe consolare e all’AIRE dei comuni di origine dei genitori.
Ciò non succede, incomprensibilmente, quando i nativi in Italia rinnovano il passaporto. Ciò accade non solo in Argentina, ma anche in Uruguay e in Brasile dove è grandissimo il numero dei cittadini italiani immigrati che non possono esprimere il loro voto. Questa assurda discriminazione ha provocato una palese indignazione nei connazionali che si sentono esclusi da quell’esercizio del voto per il quale hanno lottato per mezzo secolo e oggi, quando, hanno la possibilità di andare, finalmente, alle urne, si vedono impediti da una legge sbagliata.
E’ errato anche il decreto che fissa i tempi. Le liste partecipanti devono presentare gli elenchi, con le duecento firme di votanti, entro il 26 gennaio, un mese dopo la pubblicazione della Legge. Un mese che diventa una ventina di giorni se si tengono in conto le domeniche e le feste di fine anno ed Epifania. Non solo, ma qui, nell’emisfero australe, siamo in pieno periodo di ferie estive con moltissimi elettori lontano dei luoghi di residenza. Ferie che continueranno fino alla fine di febbraio e cioè 26 giorni prima del voto.
Una delle cause per le quali molti non sono iscritti agli elenchi elettorali per il voto all’estero va attribuita alla famosa opzione che lo scorso anno fu offerta, per lettera, a tutti i connazionali. In essa, veniva chiesto se l’interessato desiderava votare nel Paese di residenza o in Italia. La domanda era redatta in modo sbagliato. Molti connazionali credettero che lo Stato italiano avrebbe pagato il viaggio in Italia per partecipare all’elezione e optarono per questa alternativa ed ora sono iscritti nelle liste elettorali assieme agli altri cittadini residenti permanentemente in patria. Poiché solo pochissimi di loro sono in condizione di pagarsi le spese di viaggio e di soggiorno, la maggior parte di questi elettori non potranno votare né qui né in Italia. E’ ormai troppo tardi per regolarizzare gli elenchi elettorali - conclude Gaetano Cario -. Alla riunione della "Lista Indipendente" del 18 gennaio scorso hanno controllato le firme il Console generale Placido Vigo, il Console aggiunto Daccò e due funzionari del Consolato generale. Essi sono testimoni di questa inconcepibile situazione. I dirigenti della Lista Indipendente li ringraziano per aver voluto, in un’afosa domenica estiva, compiere il loro dovere di rappresentanti, senza alcuna colpa, dell’inefficiente Stato italiano. (Inform)