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INFORM - N. 6 - 9 gennaio 2004

Su "La Voce d’Italia", Venezuela, un articolo di Marisa Bafile dedicato alla "cancellazione" dei sei senatori della circoscrizione Estero

"Poltrone che scottano"

CARACAS - C’era proprio da aspettarselo. Si avvicina il momento di andare alle urne e il timore di perdere le amate poltrone toglie il sonno a tanti politici di professione abituati a vivere al riparo dei palazzi. Anni addietro si guardava ai possibili nemici in patria. Ora bisogna estendere lo sguardo al mondo e la fatica appare eccessiva. Era bello parlare quando appariva ancora lontano il momento della resa dei conti. Mostrarsi magnanimi verso gli italiani all’estero: una delle bugie meno difficili. Un po’ di demagogia, magari anche qualche bel viaggio preferibilmente in paesi senza troppi problemi, promesse tante, parole commosse ricordando lo zio, il padre, il nonno, il vicino di casa anch’egli emigrante, pranzi, cene, se possibile inaugurazione di qualcosa (sala, club, statua, una cosa qualsiasi) e poi ritorno in patria. Contenti anche i partiti, interessati ad innaffiare orti futuri.

Tutto cambia, però, quando il potere è in pericolo. Allora si affilano i coltelli. I cervelli si lambiccano alla ricerca di un cavillo giuridico capace di togliere sei seggi per il Senato agli italiani all’estero. E il cavillo vien fuori. Non esiste, per gli italiani all’estero, una regione dalla quale estrarre i loro sei senatori. Una trovata geniale quanto banale. Proteste che ne dimostrano l’assurdità sono arrivate da tanti, dal CGIE, mai tanto unito, al Ministro Tremaglia o a Gianni Pittella dei DS. Risposte ovvie che non viene al caso elencare nuovamente.

Resta invece un fatto. Più si avvicinerà il momento delle future elezioni e più cadranno le maschere. Spariranno i sorrisi e si moltiplicheranno le facce compunte di chi si trincererà dietro "l’ineluttabile forza della legge". Finalmente scopriremo chi ha veramente creduto in noi e ha lavorato per noi e chi invece ci ha usato per interessi propri propinandoci belle parole nel segno di un mai tramontato populismo.

Gioco pericoloso. Lo capirà chi vuole restare aggrappato a tutti i costi alle poltrone?

Anche le comunità sono cresciute e le "astuzie" di certi politici fanno sorridere. I coltelli nascosti dietro guanti di raso sono visibilissimi a chi, nel mondo, ormai di strada ne ha fatta tanta. I petti, che ieri le nostalgie rendevano vulnerabili, oggi hanno solide corazze.

La battaglia è appena iniziata. (Marisa Bafile-Voce d’Italia/Inform)


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