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INFORM - N. 6 - 9 gennaio 2004

In memoria dei desaparecidos argentini

Si corre a Roma la stracittadina dedicata a Miguel Benacio Sanchez

Gli interventi del Premio Nobel Adolfo Perez Esquivel e del Sindaco di Buenos Aires Anibal Ibarra. "La comunità italiana pienamente integrata nella società argentina".

ROMA - Il poeta e maratoneta Miguel Benacio Sanchez fu rapito dai militari della dittatura argentina nella notte del 9 gennaio 1978. Per ricordare il suo sacrificio domenica 11 gennaio ha luogo a Roma la quinta edizione della gara podistica "La Corsa di Miguel", manifestazione organizzata dal Club Atletico Centrale. Una stracittadina di dieci chilometri aperta a tutti che attraversa i principali ponti romani sul Tevere e si conclude allo stadio "Paolo Rosi" all’Acqua Acetosa, preceduta, il giorno prima, da una gara su pista riservata agli studenti delle scuole di Roma e Provincia. La Corsa di Miguel, a cui si sono iscritti circa 2.000 persone, sarà replicata nel prossimo mese di marzo a Buenos Aires, la città dove viveva Miguel, questo sportivo dilettante con risultati da professionista.

Alla presentazione della manifestazione, presso la sede della Stampa Estera, è intervenuto il Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel. Dopo aver ricordato la gravità della recente crisi argentina che ha messo in ginocchio il Paese, egli ha ringraziato la città di Roma per le iniziative di solidarietà intraprese in favore della popolazione dell’Argentina. Nel sottolineare poi i recenti passi avanti compiuti dal suo Paese per il recupero del presente ed la costruzione di un nuovo futuro, Esquivel ha affermato che la Corsa di Miguel rappresenta un simbolo della memoria. Un mezzo per non dimenticare i 30.000 desaparecidos argentini inghiottiti dagli anni della dittatura. Il premio Nobel del 1980 ha inoltre sostenuto la necessità di resistere, con le armi della cultura e della democrazia, allo strisciante totalitarismo globalizzato che si sta imponendo in tutto il mondo minacciando la libertà dei popoli. La sorella di Miguel, Elvira Sanchez, ha detto che la memoria del fratello è ancora viva fra la gente e continua a stimolare la nascita di nuove relazioni tra la gente.

La grave violazione dei diritti umani che si perpetrò in Argentina durante la dittatura militare è stata al centro dell’intervento del Sindaco di Buenos Aires Anibal Ibarra. Un crimine che colpì tanti giovani come Miguel che lavoravano onestamente ed erano impegnati nel sociale. Nel ribadire l’esigenza di non perdere la memoria collettiva di accadimenti così gravi, il primo cittadino di Buenos Aires ha ricordato come l’attuale esecutivo argentino abbia al primo posto nella sua agenda programmatica proprio la tutela dei diritti umani.

"La situazione economica in Argentina sta nettamente migliorando", ha aggiunto Anibal Ibarra rispondendo ad una nostra domanda sullo stato della crisi argentina e su come questa emergenza sia stata vissuta dalla comunità italiana. "Abbiamo avuto una crescita del 7 per cento nel 2003 e si prevede per l’anno in corso un ulteriore aumento del 6 per cento. In questo contesto abbiamo recuperato la situazione occupazionale ed il sistema produttivo. Nella regione sono inoltre aumentanti i consumi e le esportazioni. Stiamo migliorando. Non abbiamo definitivamente superato la crisi ma le cose stanno sicuramente cambiando. In questo ambito - ha aggiunto il sindaco - la comunità italiana, pienamente integrata nella società argentina, ha seguito il trend nazionale. Quindi, se da un lato settori di questa collettività presentano buone condizioni di vita, dall’altro vi sono anche italiani che affrontano grosse difficoltà economiche".

Anche Gianni Rivera, attualmente delegato alle politiche dello sport del Comune di Roma, ha ricordato il forte legame che unisce il popolo argentino a quello italiano. Nn bisogna abbassare la guardia nella tutela della democrazia, ha aggiunto sottolineando l’importante apporto del mondo dello sport alla promozione dei diritti umani. Un silenzioso contributo, quello degli sportivi di tutto il mondo alla diffusione dei diritti fondamentali delle persona, che è stato ribadito anche dal Presidente della Federazione di Atletica Gianni Gola. Una realtà, quella dello sport, che può rappresentare un simbolo di libertà e democrazia.

E’ infine intervenuto l’Ambasciatore di Argentina in Italia Humberto Jesus Roggero che ha sottolineato come gli argentini presenti nel nostro Paese siano immersi nella propria storia e si sentano praticamente a casa. Un forte legame di fratellanza, quello che unisce gli italiani agli argentini, che si basa sulla condivisione di tradizioni e di culture comuni. L’Ambasciatore ha infine affermato che Roma e Buenos Aires si imprimono nella memoria per la loro arte, la loro storia e per l’inimitabile qualità umana delle persone che vi abitano. (Goffredo Morgia-Inform)


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