Polemica Zoratto/Ds sui risultati elettorali in Germania
Guardalavecchia: Solitudine e bugie
La prima reazione è stata di indignato stupore. Avevo appena letto il dispaccio dell’agenzia Adnkronos, in cui il consigliere del CGIE) Bruno Zoratto commentava la vittoria elettorale del Cancelliere Schröder con quest’acida previsione: "la comunità italiana residente in Germania continuerà a perdere la sua dignità politica e culturale". Prova ne è che gli "italiani espulsi dalla Germania in questi ultimi anni sono stati numerosissimi e con la conquista elettorale di Schroeder continueranno ad aumentare in modo eccessivo. Il Governo italiano in stretta collaborazione con il Ministro per gli italiani del mondo Mirko Tremaglia, da molto tempo si sta occupando dei casi più urgenti di espulsione dalla Germania, ma questo non fermerà la coalizione di centro-sinistra che continuerà ad ignorare i dettami delle normative europee". Ma non basta. A riprova dell’accanimento anti-italiano da parte del governo federale tedesco, Zoratto cita pure "l’imminente chiusura di Radio Monaco, l’unica emittente radiofonica in lingua italiana presente in Germania" (in realtà non l’unica), dovuta, sempre secondo Zoratto, al fatto che il Cancelliere "è un convinto assertore di quel concetto che tutti i cittadini ‘stranieri’ residenti in Germania, italiani compresi, devono imparare obbligatoriamente il tedesco, per dar vita ad un’assimilazione forzata che nessuno però riesce ad accettare, anche perché è scientificamente provato che chi conosce bene la lingua madre ha maggiore probabilità di potersi integrare anche nelle società anglosassoni".
Incredibile! Come può una persona della reputazione di Zoratto indulgere a tali spudorate bugie?! Possibile che dopo tanti anni passati in Germania, e dopo oltre un anno di alleanza elettorale e di governo del suo partito con la Lega Nord, Zoratto non sia stato ancora iniziato alle complessità e alle sfaccettature del federalismo? In virtù delle quali, non è il governo federale tedesco a essere sotto accusa alla Corte di giustizia europea per le espulsioni di cittadini "comunitari", bensì un Land particolare, il Baden-Württemberg, dove risiede lo stesso Zoratto, e guarda caso, un Land governato dallo stesso partito che lui auspicava vincesse le elezioni. E a differenza di altri premier di nostra conoscenza, Schröder non ha il controllo di tutti i mezzi di comunicazione del paese; il destino di Radio Monaco dipende unicamente dall’ente radiofonico Südwest Rundfunk e Bayerischer Rundfunk, cofinanziati, ancora guarda caso, dai due Länder meridionali a guida conservatrice, la Baviera di Stoiber e il Baden-Württemberg. Zoratto quindi non pisci fuori dal vaso, se la prenda piuttosto con i suoi amici. Amici???
Ecco, ho cominciato a riflettere. E all’indignazione ha fatto seguito la comprensione – oserei dire la compassione. In fondo Zoratto è un uomo solo. Noi quando siamo venuti in questo paese abbiamo cercato i nostri Gleichgesinnten, e li abbiamo trovati – italiani, tedeschi o di altre nazionalità – in chi, come noi, ama la molteplicità delle voci, vuole che tutti si sentano a casa propria dovunque vadano, crede nella libera e pacifica convivenza tra diversi, nel valore del pluralismo culturale, in un’Europa che ha ripudiato per sempre i nazionalismi e gli sciovinismi etnici e si dà quindi una costituzione e diritti di cittadinanza conseguenti, in chi, come noi, crede che "nostra patria è il mondo intero". Non che il dialogo sia sempre facile, ma almeno le premesse ci sono, e andiamo avanti. Chi sono invece i Gleichgesinnten di Zoratto? Chi strilla Ausländer raus? Chi paventa la durchmischte und durchrasste Gesellschaft? Chi vede nello straniero comunque un corpo estraneo da espellere non appena diventa un peso, non importa se ha legami e radici qui e non più nel luogo di origine? Chi disquisisce di una Leitkultur a cui gli altri si devono conformare e assimilare, e quindi si oppone ai corsi in lingua materna, e per risparmiare taglia come prima cosa i programmi in lingua straniera?
Insomma, questi sono coloro che Zoratto voleva alla guida della Germania. Certo, gli amici degli amici, non i suoi. Ma anche con i suoi amici italiani si possono ben immaginare non pochi problemi di comunicazione. Il nome del leader del suo partito figura tra i due padrini della legge che attualmente disciplina l’immigrazione in Italia. Una legge che sta creando il caos nelle famiglie, nelle imprese, e nell’intero paese, ma che vorrebbe tuttavia appagare il delirio di potere e di superiorità etnica di una parte producendo una classe di Untermenschen senza diritti, senza affetti o legami, senza prospettive, criminalizzati e soggetti. In quanto "extracomunitari". Ora, Zoratto sa benissimo, molto meglio dei suoi amici italiani, che la condizione "extracomunitaria" è solo una convenzione. Non soltanto perché alcuni "extracomunitari", come gli americani o i norvegesi, sono un po’ meno extracomunitari degli altri. Ma anche perché, come i greci, gli spagnoli e i portoghesi in Germania, gli extracomunitari di ieri possono diventare i comunitari di oggi. Perché tutto consiste nel riconoscimento di particolari diritti; infatti il conservatore Baden-Württemberg intende proprio disconoscere agli italiani tali diritti. Troverà Zoratto le parole per dirlo?
Lasciamo perdere le sguaiataggini di Bossi o di altri esponenti della Lega, certamente non più amici di Zoratto dei dirigenti del Baden-Württemberg. Si pensi ai liberali a 24 carati che soloneggiano dalle colonne del quotidiano più moderato d’Italia. Così tra le ipotetiche clausole che sul "Corriere della sera" del 17 luglio 2000 Ernesto Galli della Loggia vorrebbe sottoporre ai nuovi venuti spiccano le seguenti: che l’immigrato "sia in grado di provvedere al mantenimento proprio e della propria famiglia senza dover ricorrere a sussidi pubblici" e "rinunci alla propria cittadinanza di origine". Altro che voto agli italiani all’estero, per cui giustamente si è battuto Zoratto. Fa eco Angelo Panebianco sullo stesso giornale il 20 novembre 2000, commentando la proposta della Regione Emilia-Romagna di finanziare corsi di lingua araba per bambini nordafricani: "In qualunque paese interessato da flussi immigratori, il buon senso spinge le pubbliche autorità a finanziare corsi per l’apprendimento della lingua del paese ospitante, e solo quella". Per Panebianco è il tradizionale terzomondismo della sinistra a suggerire "la brillante idea di usare i soldi dei contribuenti italiani per insegnare l’arabo agli arabi". Gliela spiega Zoratto a Panebianco e a Galli della Loggia l’importanza della valorizzazione della lingua materna proprio ai fini dell’integrazione nel paese ospitante, la tirannia dell’assimilazione forzata, la natura illiberale della pretesa di negare l’accesso ai sussidi pubblici a chi vive e lavora in un luogo? Noi saremmo con lui.
Questa è l’aria che tira in Italia. Che ci sia sintonia tra Stoiber e la classe politica attualmente al potere da noi non c’è dubbio; ma quello che è meno chiaro è dove si collocano in questo contesto l’esperienza e le istanze di Zoratto, che pare veramente solo e incompreso. È triste vedere un connazionale che si china a baciare il bastone che lo colpisce. Si può ben comprendere che l’uomo faccia un po’ di confusione. In questi periodo tuttavia ci sono stati e ci saranno cambiamenti significativi a favore degli stranieri, in particolare degli italiani: la nuova legge sulla cittadinanza che introduce anche in Germania lo ius soli (ossia, si è cittadino se si nasce in un luogo indipendentemente dall’origine etnica), lasciando ora solo noi in Italia a tenere alta la bandiera dello ius sanguinis (ossia, si è cittadini per filiazione). Dal dicembre di quest’anno sarà possibile per gli immigrati italiani della prima e della seconda generazione ottenere la doppia cittadinanza, grazie ad accordi bilaterali a cui i due soliti Länder, Baviera e Baden-Württemberg, hanno già promesso la loro opposizione. Dal 1 gennaio 2003 verrà meno infine l’obbligo del permesso di soggiorno per i cittadini comunitari residenti in Germania, tra cui gli italiani – un passo avanti che sarebbe stato a rischio nel caso di una vittoria di Stoiber. L’integrazione andrà ancora avanti – malgrado gli amici di Zoratto. (Toni Guardalavecchia-Inform)