Prima Conferenza– Lettera aperta all'on. Franco Danieli del Presidente di Sicilia Mondo Domenico Azzia: "Grazie, ma…"
CATANIA - "Grazie Danieli, grazie Narducci, Pannocchia, CGIE, Comites, Farnesina, grazie a quanti hanno lavorato per la riuscita della Conferenza". Inizia così la lettera aperta che il presidente di Sicilia Mondo, avvocato Domenico Azzia, indirizza al Sottosegretario agli Esteri on. Franco Danieli.
La sua celebrazione - prosegue Azzia - è stata un "incontro storico" di straordinaria portata politica, culturale e strategica per il Paese Italia a livello internazionale, per il Governo e Parlamento che l’hanno promossa, per la eccezionale valenza delle proposte di cui si sono fatti voce i 1000 delegati in rappresentanza dell' "altra Italia" presente in tutte le parti del globo, per i contenuti dei documenti approvati. Senza dire del momento magico di sentita italianità vissuto e fatto vivere ai presenti dai mille delegati che hanno suggellato la Conferenza con un possente, corale canto dell’inno di Mameli e tanta commozione.
Già avere realizzato "l’incontro" con i mille delegati è stato di per sé un grande successo.
Grazie ancora Danieli, grazie a tutti gli organizzatori
Il documento finale della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo contiene la sintesi degli interventi e mozioni in Assemblea plenaria e dei documenti scaturiti dai lavori preparatori della Conferenza, delle preconferenze continentali, incontri, commissioni di lavoro.
E’ venuto fuori un "documento quadro" di notevole profilo culturale, ricco di analisi, conoscenza delle condizioni di vita e delle esigenze dei connazionali ma anche di progettualità.
Anche se il documento ha omesso di riportare le proposte operative della mozione di "Sicilia Mondo" di richiedere nel testo stesso priorità, tempi e strumenti di attuazione sulle risultanze della Conferenza e l’auspicio di un "segnale" da parte di Governo e Parlamento, prima della fine della legislatura, tuttavia, il testo finale contiene tutti gli elementi per l’impianto di un progetto politico serio ed articolato sul rapporto con gli italiani nel mondo.
Ora Governo, Parlamento, Regioni e forze politiche non possono dire "non conoscevo", "non sapevo".
Certo, il silenzio assoluto sulla finanziaria in corso per il 2001 ci toglie il buonumore.
Ma una cosa è certa: Noi associazioni di volontariato e piccole testate di informazione all’estero non ci faremo omologare dalla globalizzazione imperante, ma della globalizzazione utilizzeremo i poteri di una informazione comunicata in tempo reale in tutte le latitudini del mondo per tallonare Governo, Parlamento, Regioni e forze politiche sul documento della Conferenza.
Dalla Conferenza - conclude Azzia - si rafforza in noi ulteriormente la convinzione che l’Italia, se vuole stare al passo con le trasformazioni ingovernabili del nostro tempo, deve impostare, senza ulteriori indugi, una politica di aggregazione paritaria con le proprie comunità degli italiani nel mondo. (Inform)