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INFORM - N. 233 - 23 dicembre 2000
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Prima Conferenza degli Italiani nel mondo

Relazione della Commissione "Identità, Lingua e Cultura"

La presenza di delegati ed invitati da tutto il mondo testimonia la grande ricchezza e la varietà delle numerose comunità italiane all'estero, legate dalla matrice della lingua e cultura italiana e arricchite dal contatto con le culture dei paesi di accoglienza.

In Italia, non si è sviluppata la cultura della memoria: per molti italiani, le comunità all'estero rimangono un'entità invisibile e sconosciuta o identificata con fenomeni di marginalità. Esiste invece un'autentica e molteplice comunità culturale, che, a motivo della sua poliappartenenza, interloquisce sia con la comunità di partenza che con i paesi di residenza, basandosi sui valori elaborati durante la sua permanenza all'estero.

L'ansia di cultura e la scoperta o riscoperta delle radici evidenziano la ricerca di significato del ruolo dell'italiano all'estero e dei suoi discendenti nel paese in cui vivono. Questa ricerca che non si basa su motivi nazionalistici, continua la più autentica tradizione della cultura italiana, essenzialmente cultura umanistica, di relazione e solidarietà. La lingua non deve presentare un ostacolo alla diffusione della cultura italiana all'estero.

L'ansia di cultura e la scoperta o riscoperta delle radici evidenziano la ricerca di significato del ruolo dell'italiano all'estero e dei suoi discendenti nel paese in cui vivono. Questa ricerca che non si basa su motivi nazionalistici, continua la più autentica tradizione della cultura italiana, essenzialmente cultura umanistica, di relazione e solidarietà. La lingua non deve presentare un ostacolo alla diffusione della cultura italiana all'estero.

Questa richiesta di riflessione ed investimento in ambito culturale non rappresenta una esigenza contingente ma è un diritto fondamentale che porta al rispetto più autentico delle comunità italiane all'estero, sancito in molte convenzioni internazionali.

I documenti conclusivi delle varie preconferenze hanno evidenziato le esigenze generali e locali (Piani Paese) e vengono considerati parte integrante della relazione di questa commissione.

Responsabilità della politica culturale italiana nei confronti delle Comunità italiane all'estero

Si ritiene imprescindibile dare priorità assoluta ad un intervento culturale, come mezzo per garantire la saldatura tra emigrazione e mobilità e per mettere alle nuove generazioni di dare un contributo specifico ed incisivo alla vita nei paesi di accoglienza.

Fra le principali istanze, emerse sia nelle preconferenze continentali che nel dibattito in questa conferenza, meritano particolare rilievo le seguenti:

- si individua la necessità prioritaria di coordinare e saldare gli interventi dei vari Ministeri preposti e delle Regioni, per non disperdere risorse e competenze;

- si ritiene imprescindibile ampliare l'ambito di intervento in materia scolastica, non più inteso in senso assistenziale ma rivolto a mantenere ed ampliare l'offerta di corsi di lingua a partire dalla scuola materna, la diffusione dell'italiano nelle scuole e di programmi bilingui, nelle scuole italiane all'estero e dei Paesi di accoglienza;

- si sollecita una nuova legge, sostitutiva della 153, che tenga conto dell'attuale sperimentazione estesa anche agli oriundi;

- si sollecita altresì una programmazione pluriennale degli interventi, basata su un finanziamento puntuale e sicuro, rispettosa dei calendari locali, sganciata dalle fluttuazioni dei cambi e che eviti ritardi nell'erogazione dei contributi;

- si prende atto del ruolo di servizio alla comunità svolto dagli insegnanti e dagli enti gestori e della necessità che i finanziamenti delle iniziative abbiano carattere ordinario, regolato dal piano pluriennale auspicato. Occorrono altresì direttive che garantiscano l'efficacia e la verifica dell'operato;

- si ritiene prioritaria una normativa tesa che consenta l'equipollenza dei titoli di studio conseguiti all'estero, compresi quelli universitari, anche con il riconoscimento unilaterale da parte italiana. A tal scopo sono necessarie opportune iniziative diplomatiche a livello bilaterale;

- si ritengono necessarie:

a) la formazione e l'aggiornamento dei docenti, potenziati e fondati anche sul riconoscimento delle competenze maturate dai formatori locali;

b) la tutela e la valorizzazione delle culture e lingue regionali, laddove esse siano ancora usate;

c) il potenziamento della formazione professionale anche in vista di un eventuale rientro, con canali prioritari e normative apposite, degli oriundi;

d) la riforma e il potenziamento degli Istituti di Cultura e l'ampliamento del loro statuto, affinché contribuiscano, oltre alla diffusione della cultura italiana all'estero, anche alla valorizzazione e diffusione della cultura prodotta dalle comunità residenti, tenendo conto non solo delle grandi metropoli, ma anche delle periferie;

e) la definizione, il potenziamento e la sperimentazione di attività integrative a sostegno dell'identità culturale con la promozione di scambi bilaterali in tutti gli ambiti che possono favorire una migliore conoscenza e diffusione della cultura italiana, intensificazione dei rapporti tra alunni, docenti in Italia e nei paesi all'estero, stages formativi integrati preferibilmente nei luoghi di provenienza della

grande maggioranza degli interessati;

f) la destinazione di risorse a favore di iniziative destinate specificatamente alle giovani donne, per realizzare le pari opportunità nel campo dell'istruzione e della formazione professionale ed universitaria;

g) l'introduzione nei testi scolastici e nei corsi universitari della storia dell'emigrazione italiana;

h) il potenziamento delle borse di studio e l'istituzione di un capitolo di spesa per assegnare premi ed elaborati e ricerche sulla tematica dell'emigrazione italiana nei suoi vari aspetti.

Conclusioni

La comunità italiana residente da più anni nei vari paesi, conscia del suo patrimonio di esperienze, deve mettere a profitto le competenze accumulate nei confronti dei paesi ospiti, per facilitare l'integrazione degli italiani all'estero.

L'impegno in ambito culturale non si basa sul cosmopolitismo astratto e desocializzato dei mercati, che produce sradicamento e frammentazione dell'identità, ma è fonte di arricchimento reciproco e non motivo di conflitti e contrapposizioni in ambito nazionale ed internazionale.

Come segno di un nuovo indirizzo politico-culturale in grado di motivare anche i giovani ad una maggiore presa di coscienza delle loro radici e ad un impegno interculturale a tutto campo proponiamo:

- la creazione a Roma di un Museo Nazionale dell'Emigrazione;

- la creazione di una Fondazione a carattere misto che si prefigga di raccogliere, catalogare e salvaguardare le testimonianze delle comunità italiane all'estero, promuovere la diffusione di cattedre di Italianistica, realizzare ricerche sull'emigrazione e la mobilità ed il monitoraggio dello sviluppo delle varie comunità e delle iniziative a loro favore;

- iniziative prioritarie rivolte a realizzare le pari opportunità, fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi culturali di cui sopra e per garantire la crescita delle nuove generazioni;

- l'eguale accesso a tutti gli strumenti di comunicazione e una informazione completa, puntuale, trasparente, paritaria e circolare, utilizzando tutte le moderne tecnologie a disposizione.

Sono parte integrante di questo documento le mozioni votate dall'Assemblea.

(Inform)


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