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INFORM - N. 233 - 23 dicembre 2000

Prima Conferenza degli Italiani nel mondo

Relazione della Commissione: "Le Comunità, un valore una risorsa"

Il volto delle Comunità Italiane all'estero è mutato enormemente in questo ultimo decennio.

Da una fase caratterizzata dalla sopravvivenza e dal bisogno sono passate ad una situazione che presenta caratteri di maggiore stabilità, inserimento e diverse forme di aggregazione, anche se permangono ancora situazioni di disagio e di bisogno accentuate in alcuni paesi dell'America Latina e dell'Africa. Le Comunità Italiane si ripropongono alla società e allo Stato Italiano come una nuova potenzialità di valori culturali, economici e sociali da favorire ed incrementare. La loro presenza nei diversi continenti e la loro composizione variegata possono veicolare il cammino e la politica dell'Italia nei confronti in generale dei paesi d'accoglienza e, nello specifico, nei confronti della Comunità Europea, chiamata alla convivenza di popoli diversi suggerendo allo Stato Italiano una strada maestra per valorizzare l'inserimento degli stranieri presenti nella sua società.

Una delle prime risorse è il rispetto guadagnato con l'esempio di civiltà e di laboriosità dalle nostre comunità nei paesi ospitanti.

I nostri valori e le nostre risorse vengono messi a disposizione dell'Italia. Per sviluppare, finalmente, un dialogo maturo che rifletta le realtà e le aspirazioni reciproche, questi valori e risorse diventano accessibili attraverso:

Investire nel riassorbimento, nel ricollegamento dei giovani, anche quelli di plurinazionalità, con viaggi e borse di studio, convegni, stage in aziende ecc. che favoriscano la continuazione d'Italianità.

Giovani: accordi specifici bilaterali per diffondere l'Italianità nel mondo attraverso i campi della cultura e del commercio (arte, scienza, tecnologia, ricerca, politica, sport, commercio, moda, turismo, artigianato, usi e costumi, ecc). Dialoghi e scambi che implicano una redifinizione della stessa cultura italiana che riconosce ed apprezza le nostre realtà diverse.

Legame tra studio e lavoro (master con stage, riconoscimento dei titoli di studio).

I ricercatori: vi sono oltre 6000 ricercatori italiani attualmente al lavoro all'estero. Occorre mettere a punto adeguate politiche di rientri e reinserimenti in carriera in Italia, se vogliamo evitare che questo enorme patrimonio diventi una risorsa solo per le aziende e gli istituti scientifici americani.

Le comunità di affari italiane, che bene si sono inserite nelle realtà locali dei paesi che li ospitano, sono tra le più importanti risorse purché siano individuate e collegate, e questo potrebbe essere il ruolo delle Camere di Commercio e delle loro delegazioni. Alcuni partecipanti ai lavori hanno proposto l'unificazione delle strutture di promozione economico commerciale del Governo italiano o perlomeno una sinergia su progetti concreti. Con questo si otterrebbe l'ottimizzazione delle attività delle Camere di Commercio italiane all'estero, dell'ICE e di altre strutture pubbliche e private. La nostra comunità, in effetti rappresenta oggi un valore ed una risorsa concreta ed inestimabile anche e soprattutto per le nuove generazioni: molti connazionali sono oggi degli imprenditori, esempio di una integrazione riuscita a tutti i livelli, grazie anche all'apporto fornito per esempio, dalle reti commerciali ed ai rapporti diretti con le Regioni, che danno visibilità territoriale alle realtà locali di ogni tipo. (Per esempio in Francia la regione Sicilia ha affidato alla Camera di Commercio uno studio di fattibilità per la creazione di "Casa Sicilia" a Parigi. Questo esempio potrebbe essere ripetuto da altre Camere ed altre Regioni).

Altra risorsa fondamentale sono le radio e la Stampa Locali, fondate e gestite direttamente dalle Comunità per dare informazioni italiane alle Comunità stesse. Questa risorsa deve essere potenziata e valorizzata, non dispersa.

Il valore del lavoro svolto dagli italiani all'estero è ampiamente dimostrato dal numero dei Parlamentari eletti in trentasette paesi esteri. Molti di loro hanno capito, apprezzato e valorizzato la loro italianità, identificandosi in una lingua, una cultura e una "casa comune" che ha permesso loro di unirsi e progredire insieme, facendo allo stesso tempo progredire il paese ospitante, diventando parte integrante dei popoli delle loro nuove patrie. Gli italiani nel mondo non hanno soltanto superato tanti cliché negativi, ma sono riusciti ad instillare nei loro figli quel senso del dovere pubblico che oggi porta tanti dei loro discendenti a rivestire altre cariche pubbliche nei loro stati. Non dobbiamo dimenticare il valore economico "tangibile" costituito dalle migliaia di miliardi generati dalle comunità sotto forma di rimesse, di investimenti, di ricadute sul prodotto nazionale lordo del paese. Infine non va dimenticato il valore costituito da un'altra componente delle comunità, una componente silenziosa costituita da persone che fanno conoscere all'estero il lato sensibile ed umanitario dell'Italia. Sono i missionari, i medici, gli operatori sociali che silenziosamente, ma in maniera visibile a tutti, efficace, fatta di grandi sacrifici, fanno parlare il mondo della solidarietà italiana, e ne fanno apprezzare questo grande aspetto umanitario, con ricadute molto positive sull'immagine del nostro paese.

In questo quadro, l'Italia con la sua vastissima esperienza di relazioni internazionali, improntate al rispetto dell'essere umano, alla pace ragionata, deve accelerare l'approvazione della nuova legge sulle politiche della cooperazione allo sviluppo. Calcolare meno gli improbabili guadagni politici interni che impongono limiti e pastoie frenando la nostra politica estera, pestare sull'acceleratore della solidarietà fattiva e non sulla pietà spettacolare alternata all'elemosina ed al volontariato sommerso e sparso. Ci vuole una legge snella che presenti l'Italia come la potenza mondiale più sensibile e più attenta alle necessità ed ai problemi del continente africano. Rimanendo attenta alla sensibilità dei diversi popoli, rivedendo la sua politica interna ed estera alla luce delle nuove esigenze sociali globali. L'agenzia che dovrà implementare i progetti, la cosiddetta "cabina di regia" deve ricomprendere una rappresentanza delle nostre comunità all'estero, le quali devono essere coinvolte in queste tematiche e che "valore e risorsa" non sia mera etichettatura, ma reale controparte.

Politica generale di appoggio dell'Italia alle comunità all'estero che varia a seconda dei casi dall'impegno della cooperazione allo sviluppo (Africa e America Latina) alle responsabilità nei confronti degli Italiani residenti in paesi di antica emigrazione (specialmente America Latina) attraverso formazione professionale, scambi giovanili ed informazione anche sulle possibilità concrete di lavoro in Italia.

La commissione ha inteso focalizzare solo alcuni punti, richiamando, facendoli propri. i documenti delle pre-conferenze continentali inerenti il tema "valore e risorsa".

(Inform)


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