PRIMA CONFERENZA DEGLI ITALIANI NEL MONDO - PRECONFERENZA CONTINENTALE PER L’AFRICA - PRETORIA 30 NOVEMBRE 1° DICEMBRE 2000
L'intervento del Sottosegretario Franco Danieli
PRETORIA - Arriviamo a questo incontro dopo aver tenuto ben quattro Pre-Conferenze continentali, dalle quali sono emerse testimonianze e contributi preziosi per la Conferenza di Roma che – come ho avuto occasione di ripetere più volte – non dovrà limitarsi ad ess ere un momento celebrativo, si pure importante e di grande rilievo per l’opinione pubblica nazionale, ma dovrà anche e soprattutto costituire una foto per il bilancio e la programmazione delle politiche relative agli italiani che vivono all’estero per un periodo di tempo sufficientemente lungo.
In tale ottica, ritengo di estrema importanza le Pre-Conferenze preparatorie, che ci consentono di acquisire una conoscenza più approfondire e diretta delle caratteristiche particolari delle nostre collettività nelle diverse aree del mondo: infatti, se è vero che ci sono problemi e aspettative comuni, è altresì essenziale mettere a fuoco le specifiche realtà, per poter identificare linee di azione idonee e fronteggiare le singole situazioni.
Desidero inoltre aggiungere che l’esperienza fatta nel corso delle Pre-Conferenze favorisce anche una presa di coscienza "dal vivo" del patrimonio culturale, artistico, economico, politico che gli italiani all’estero rappresentano, costituendo una vera e propria risorsa per il nostro Paese.
In tale contesto, è essenziale vivere queste occasioni di incontro come un proficuo scambio di esperienze e di proposte, operando un bilancio dei risultati conseguiti dai nostri connazionali con il loro lavoro, le loro professionalità e capacità nella consapevolezza di essere portatori di quei valori caratterizzanti la nostra italianità quali la famiglia, l’operosità e la solidarietà.
Non si può mancare di rilevare quanto siano intense le relazioni tra l’Italia e i Paesi di questo continente soprattutto sotto il profilo economico: gli investimenti effettuati dal nostro paese nei settori delle infrastrutture, dell’edilizia e dei trasporti, unitamente all’attuazione di importanti iniziative di cooperazione allo sviluppo, hanno contribuito a rafforzare positivamente l’immagine dell’Italia e conseguentemente di voi, che qui le rappresentate guadagnandovi la stima e il rispetto delle Autorità locali e favorendo in maniera sensibile il processo di integrazione italiana in questa area, malgrado le incertezze che talvolta affiorano nel panorama politico di alcuni dei paesi che vi fanno parte.
Indubbiamente, se si guarda alle cifre sugli italiani nei paesi africani, si ha il quadro di una collettività numericamente modesta (68.071 connazionali) che, malgrado le sue dimensioni, è riuscita, con il suo dinamismo e capacità di adattamento a situazioni locali ad ambientarsi, facoltà molto difficili e impegnative, a costruire per l’Italia un importante strumento di promozione e penetrazione economico-commerciale.
La maggior parte dei nostri connazionali risiede in Sud Africa, ove la loro integrazione nel tessuto socio-economico locale si può definire un fenomeno ornai consolidato ed irreversibile, favorito anche dalla presenza di numerose ditte italiane che hanno aperto uffici commerciali e di rappresentanza, alcuni dei quali con competenza su tutta l’Africa australe. Anche i giovani hanno deciso si investire sul proprio futuro in questo Paese, rifuggendo le facili tentazioni di fuga e mostrando, con il proprio attaccamento verso il Sud Africa, il profondo grado di integrazione con la realtà circostante, anche la luce de diffuso fenomeno della doppia cittadinanza, che lega molti nostri connazionali anche al Paese di adozione (o di nascita, per la gran parte delle generazioni più giovani).
La restante parte dei nostri connazionali si distribuisce soprattutto in Egitto, Tunisia, Kenia, Nigeria, Etiopia, Marocco, Libia, Camerun, Costa d’Avorio, Zimbabwe, anche se non vanno tralasciate le presenze italiane in Algeria, Eritrea, Gabon, Ghana, Mozambico, Senegal, Tanzania, Uganda, Zambia e Zaire, ove è forte l’azione della nostra cooperazione allo sviluppo.
Emissioni Rai e Rai International
Non ci sfugge l’importanza dei problemi legali alle emissioni radiotelevisive Rai – Rai International, in Africa, soprattutto in considerazione della peculiarità dell’utenza cui si rivolgono. Le emissioni Rai, come noto, non sono ricevibili nei paesi dell’area centro-occidentale e subsahariana, ove viene ricevuto esclusivamente il segnale di Rai International, distribuito via satellite.
Ne consegue pertanto che, mentre per i paesi nordafricani del bacino del Mediterraneo, che ricevono le emissioni Rai come in Europa, le problematiche sono sostanzialmente quelle condivise dai paesi raggiunti dalla copertura satellitare Eutelsat Hot Bird (ovvero trasmissioni oscurate per la mancanza dei diritti per la messa in onda all’estero), per i paesi compresi nella fascia geografica sub-sahariana si ripropongono i noti problemi della qualità della programmazione che mai si coniuga con il buon livello culturale degli italiani in Africa, e dell’assenza di informazione di ritorno, a cui si aggiunge la scelta penalizzante per l’Africa del fuori orario "americano".
Da questo quadro discende la consapevolezza della improcastinabile necessità di porre in essere quanto necessario affinché il mezzo radio televisivo possa assolvere a quella funzione di promozione e divulgazione dell’immagine e della cultura del nostro paese all’estero da un lato, e di mantenimento di un proficuo contatto con la Madrepatria, per quanti, per ragioni professionali, di lavoro o di studio, sono portati ad allontanarsene, così come riaffermato in occasione del Convegno "La Rai del 2000" svoltasi nel maggio scorso su iniziativa del Ministero degli Affari Esteri.
Organismi rappresentativi: CGIE e Comites
Vorrei a questo punto, come ha fatto per le precedenti Pre-Conferenze continentali, tracciare un sintetico bilancio delle innovazioni introdotte dal 1988 (ossia dall’epoca della Seconda Conferenza per l’Emigrazione) ad oggi nelle modalità d’intervento a favore degli italiani all’estero.
Cito innanzitutto l’istituzione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che dal 1991 costituisce lo strumento di rappresentanza degli italiani all’estero presso il Governo italiano, integrando la rappresentanza espressa dai Comitati a livello di singole circoscrizioni consolari.
Sono infatti convinto che il CGIE abbia per parte sua contribuito in maniera sostanziale a facilitare il dialogo delle istanze organizzative delle comunità italiane con il Governo ed il Parlamento nazionali.
Per quanto concerne i Comites, nel 1988 questi ultimi erano stati eletti da soli due anni, mentre attualmente abbiamo alle spalle altri due rinnovi (nel 1991 e nel 1997) e siamo in attesa che si concretizzi un’ulteriore riforma di tali Comitati che ne dovrebbe rafforzare i compiti e migliorare il funzionamento. Credo anzi che proprio la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo sarà essenziale per il rilancio del relativo iter legislativo.
Ritengo peraltro che – al di là delle modifiche normative – il coinvolgimento dei nostri connazionali nei confronti di questi organismi dovrà ulteriormente consolidarsi e maturare per poter esprimere al meglio le potenzialità propositive che lo spirito delle norme istitutive affida loro, in un quadro di riferimento che dia sempre la priorità agli interessi generali dei connazionali rappresentati e che consenta di raccordarsi anche alle nuove sensibilità presenti in collettività mature, soprattutto fra le giovani generazioni.
Naturalmente, sul piano della partecipazione la vera svolta si avrà solo quando gli italiani residenti all’estero potranno partecipare alle elezioni politiche italiane.
Esercizio del voto all'estero, anagrafi consolari e AIRE
E’ già stata percorsa una parte fondamentale del cammino verso l’esercizio del diritto di voto all’estero: la modifica dell’articolo 48 della Costituzione, che istituisce la circoscrizione elettorale per l’estero, è stata approvata il 29 settembre 1999 e si è tradotta in legge il 17 gennaio 2000.
Il 18 ottobre scorso è stata approvata – come sapete – anche la seconda modifica costituzionale, relativa gli articoli 56 e 57 e che attribuisce alla circoscrizione Estero 12 deputati e 6 senatori. Per la promulgazione della relativa legge costituzionale sarà necessario – ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione - attendere ulteriori tre mesi, in quanto il provvedimento, pur approvato a larga maggioranza, non ha potuto contare, nei due rami del Parlamento, sulla prescritta maggioranza qualificata dai due terzi dei membri.
Per quanto concerne la legge ordinaria sulle modalità di voto all’estero, ultimo tassello del complesso quadro giuridico necessario per rendere effettivo l’esercizio del voto, la prima Commissione (Affari Costituzionali) del Senato ha predisposto, sulla base dei vari disegni di legge di iniziativa parlamentare, un testo unificato ispirato ai principi di iscrizione a domanda per la circoscrizione Estero e del voto per corrispondenza. Tale testo è stato esaminato in sede consultiva anche dalla Commissione Esteri del Senato e la prima Commissione del Senato ne ha ripreso l’esame sempre in sede referente.
Seguiamo con grande attenzione e con impegno diretto l’iter di questo provvedimento, auspicando vivamente che esso possa essere definitivo in tempo utile a consentire agli italiani all’estero di partecipare alle elezioni politiche del 2001.
Per quanto concerne l’anagrafe consolare, il cui completamento è essenziale anche in vista del voto all’estero, sono stati svolti, come ho più volte ricordato, vari interventi: una campagna informativa condotta nei principali paesi europei e transoceanici di emigrazione, il finanziamento di contratti per la digitazione e l’aggiornamento di dati anagrafici, l’invio di missioni di personale del Ministero per finalità connesse all’anagrafe stessa. E’ stato inoltre presentato in Parlamento, ed approvato dalla Commissione Affari Esteri del Senato in sede referente, un disegno di legge per l’assunzione di un elevato numero di contrattisti temporanei da adibire all’anagrafe consolare e che potranno eventualmente essere utilizzati per le fasi elettorali all’estero.
In considerazione del fatto che la base giuridica per l’inserimento nelle lise elettorali dei residenti all’estero è tuttora l’Aire tenuta dai Comuni e dal Ministero dell’Interno, si sta portando avanti un intenso lavoro congiunto Esteri – Interno per la verifica incrociata dei dati contenuti nelle anagrafi consolari con quelli dell’Aire.
A tal fine, l’insieme dell’iscrizione delle singole anagrafi consolari è stato trasmesso dal Ministero degli Esteri a quello dell’Interno che sta provvedendo al relativo inserimento nella propria banca dati ed al trasferimento dei dati stessi ai Comuni. Questi ultimi dovranno poi trasmettere alle sedi consolari le risultanze delle variazioni effettuate dai Comuni nelle proprie Aire, a seguito dell’incrocio dei dati anagrafici. (Inform)