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INFORM - N. 208 - 23 novembre 2000

Da "Pagine", Venezuela, sulla Conferenza dei parlamentari di origine italiana

Vitaliano Vita: Soddisfazioni, insoddisfazioni e perplessità

CARACAS - Circa la Conferenza dei parlamentari di origine italiana la legge non dice nulla... tre parole in tutto (art.5, comma 4):"Il Comitato (organizzatore) delibera sul regolamento della Conferenza (degli italiani nel mondo)... sull’organizzazione di riunioni preparatorie, inclusa ... la Conferenza dei parlamentari di origine italiana" sic! In buona sostanza afferma che le spese relative sono a carico della Conferenza degli Italiani nel Mondo. Da qui è derivato l’inverosimile ... che i rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, veri ed effettivi interlocutori istituzionali dei convocati, non venissero invitati a questo consesso, atteso da oltre 10 anni, ossia dalla Costituzione dei Comites e del Cgie.

Attesa che non è stata soddisfatta neanche dal tentativo di convocare in extremis, nella stessa data, un’Assemblea del Cgie che avrebbe consentito (attraverso la benedizione delle nostre rappresentanze parlamentari nazionali) l’accreditamento dei suoi membri presso le Istituzioni parlamentari dei rispettivi paesi di residenza. Assenza obbligata dunque quella degli italiani all’estero, ma assenza voluta quella dei parlamentari italiani!

Leggiamo, con riprovazione, le note di agenzia che mettono in evidenza l’assenza dei nostri parlamentari nazionali all’importante incontro. Sembra che, dei partiti politici, siano accorsi a salutare "i nostri invitati" soltanto Fini e Casini e che, oltre al solito Tremaglia, solo D’Onofrio, Selva, Pasquali, Pivetti, Mancuso, Bono, Pezzoni e pochi altri, abbiano presenziato ai lavori. Applauditissima la critica dell’on. Tremaglia al Sindaco di Roma Francesco Rutelli che, invitati i parlamentari alla Galleria Nazionale, aveva sentito poi il dovere di disertare la cerimonia. Insomma abbiamo collezionato una serie di brutte figure che non saranno facilmente dimenticate.

Una manifestazione, giunta dopo un decennio, interamente finanziata dalla Conferenza degli Italiani nel Mondo, alla quale questi ultimi non hanno neppure partecipato, finita nella delusione collettiva, a parte l’impegno e la dedizione dei soliti parlamentari, purtroppo sempre meno numerosi, amici veri degli italiani all’estero. Lamentele e perplessità, ma anche preoccupazione che l’interesse manifestato da qualche parlamentare per la costituzione di associazioni che abbiano come finalità il rafforzamento dei rapporti tra l’Italia ed i paesi di provenienza, non scada verso finalità diverse. Infatti dicono che, se l’interesse di ambo gli schieramenti parlamentari è quello di rafforzare i rapporti delle nostre comunità con il paese di provenienza e con il paese ospitante, i loro rappresentanti democratici (Comites e Cgie) devono assolutamente essere al centro dell’iniziativa e quindi costituire, per entrambi, l’interlocutore principale. Non si può parlare, discutere ed interessarsi dei problemi di uno, senza il suo consenso, il suo assenso e la sua partecipazione!

Critiche dunque per il mancato rispetto delle competenze e dei ruoli; dubbi sulla sincera volontà di collaborazione da parte di quei parlamentari che, escludendo la partecipazione democratica dei rappresentanti delle comunità, dimostrano di perseguire finalità particolari e obiettivi di parte; perplessità infine per aver voluto includere nell’associazione anche gli ex parlamentari, ossia quei politici che, non rieletti, hanno perduto certa rappresentatività istituzionale e vedono affievolito il loro ruolo di portavoce delle problematiche e delle istanze vive della comunità...

Un "allargamento" che potrebbe far pensare all’intenzione di qualcuno di assicurarsi, insieme ai rapporti di influenza acquisiti, spazi, funzioni e competenze propri delle istituzioni democratiche della comunità. (Vitaliano Vita*-Pagine/Inform)

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* CGIE Venezuela


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