* INFORM *

INFORM - N. 202 - 16 novembre 2000

A colloquio con Danieli

BERLINO - Quali temi si sono affermati in questo penultimo appuntamento con le delegazioni di italiani, in vista della Prima Conferenza.? E' la prima domanda che rivolgiamo all'on. Franco Danieli, Sottosegretario agli Esteri e presidente del Comitato organizzatore, dopo il suo intervento alla Preconferenza di Berlino.

- Le realtà di più recente emigrazione quali quelle delle comunità italiane in Germania e in Svizzera pongano, a differenza delle altre, il problema dell'integrazione. Problema che riguarda soprattutto i giovani e i giovanissimi e che passa inevitabilmente attraverso le pieghe del sistema scolastico. Maggiore disponibilità quindi di contributi per sviluppare adeguatamente l'insegnamento della lingua italiana. L'italiano diventa infatti anche veicolo per l'apprendimento del tedesco perché, spesso, nelle famiglie dei nostri emigrati, il dialetto è ancora molto usato. La soluzione di queste istanze ci vedrà impegnati nella ricerca delle risorse necessarie, in sede di Finanziaria. Personalmente ho anche espresso al Senato la mia opinione chiedendo che venisse colmata la differenza di investimenti creata in seguito alle diminuzioni previste dal Fondo Sociale Europeo su questi capitoli. Se non dovessi raggiungere questo obiettivo al Senato, il Ministero degli Esteri si è impegnato a recuperare delle risorse .

L'integrazione è quindi il tema principale?

- In tutte le sue forme. Il fatto più grave, forse, è quello denunciato dai nostri concittadini in alcuni Laender tedeschi. Nell'Unione europea infatti, in ambito comunitario, si evidenziano ancora diversità di trattamento tra cittadini, che si sostanziano nella violazione dei principi relativi alla libertà di circolazione e al diritto di stabilirsi in uno qualsiasi dei paesi dell'Unione. In particolare, nel Baden-Württemberg c'è il problema delle espulsioni dei cittadini italiani e la reiterazione dei permessi di soggiorno, anche per i cittadini dell'Unione europea. In merito a questo, già prima dell'estate, nel corso di una mia visita a Stoccarda, ho fatto delle precise richieste, su questo tema, al Ministro degli Interni del Land. La responsabilità, in quella sede, è stata attribuita a chi gestisce localmente le norme che regolano i rapporti con gli immigrati. Abbiamo quindi stabilito di istituire un gruppo di lavoro che raccogliesse elementi utili alla verifica dell'intera situazione e dei singoli casi denunciati. L'obiettivo è risolvere la situazione e verificare, anche in sede comunitaria, le eventuali responsabilità. La Germania aveva tre mesi di tempo per consegnare e raccogliere le proprie memorie difensive, oggi il tempo è scaduto e tutto il materiale raccolto è al vaglio di una Commissione esaminatrice. Successivamente si potranno prendere le decisioni legali opportune. Ovviamente l'Italia avrà una parte attiva nella risoluzione di questo problema.

Cos'altro?

Come ho detto nella mia relazione un altro problema sul tavolo dell'emigrazione europea è quello relativo ai permessi di soggiorno. Ma questo ha già trovato una soluzione, se pur parziale, con la firma da parte del ministro dell'Interno italiano, Enzo Bianco, e dei ministri degli Interni di Germania, Spagna, Francia, dell'accordo che punta ad escludere i permessi di soggiorno così come sono oggi concepiti. Questi dovranno infatti restare soltanto come strumenti di conoscenza statistica e non già di controllo del movimento sul territorio. (Isabella Liberatori-Nove Colonne/Inform)


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