Gaetano Cario: "Clamoroso tonfo del Corriere della Sera a San Paolo"
BUENOS AIRES - Clamoroso! Il "Corriere della Sera", a San Paolo, quella che viene chiamata "la città italiana più grande nel mondo", con una comunità italo-brasiliana di circa dieci milioni di anime, riesce a malapena a vendere duemila esemplari. Un tonfo sensazionale. L'ho saputo la scorsa settimana nella città paulista nel corso di una riunione del Comites di quella circoscrizione alla quale ero stato invitato come editore del settimanale "L'Italia del Popolo" assieme a una decina di altri operatori dell'informazione italiana in quel Paese. E' stato proprio nel momento in cui si è trattato del problema della stampa che è stata fatta conoscere la notizia del fallimento nelle vendite del Corriere della Sera che, quasi sicuramente, dovrà rescindere il contratto che aveva stretto con il quotidiano locale "Estado de Sao Paulo".
Ma alla riunione del Comites dell'immensa circoscrizione di San Paolo vale la pena di riferirsi perché deve costituire un modello per tutti i Comites del mondo. La sessione era stata convocata per la nomina dei delegati da inviare alla Conferenza degli italiani nel mondo a Roma nel prossimo mese di dicembre. Con spirito veramente democratico e con grande trasparenza erano state invitate una cinquantina di associazioni italiane e la stampa di collettività. Dopo l'esposizione delle norme che reggono l'elezione dei rappresentanti, le associazioni sono state invitate a presentare nel termine di qualche giorno le persone che ritenevano idonee alla responsabilità di rappresentare la collettività della circoscrizione di fronte alle istituzioni nazionali, per la scelta definitiva in base alle quantità fissate dal Ministero degli Esteri.
Ritornando al "Corriere della Sera", al quale va aggiunta l'edizione di Buenos Aires de "La Repubblica", va detto che non si conoscono le cifre delle vendite effettive. In base a supposizioni si può ritenere che anche in Argentina le cifre, sia pur non catastrofiche come in Brasile, non devono essere lusinghiere. Ciò significa che le comunità italiane in Sudamerica continuano a preferire la stampa di collettività che, pertanto, è insostituibile e va aiutata dal governo come richiedono gli editori e anche le comunità in tutti i documenti e nelle conferenze sull'emigrazione. (Gaetano Cario*-L'Eco d'Italia/Inform)
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Direttore-editore dell'Eco d'Italia, Buenos Aires, vice presidente FUSIE