36° Congresso della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera. Claudio Micheloni confermato presidente
ZURIGO - Alla presenza dei delegati provenienti da tutta la Svizzera in rappresentanza delle Colonie libere italiane in Svizzera, ha avuto luogo il 28 e 29 ottobre nella cittadina di Thun (Berna) il XXXVI Congresso della Federazione delle Colonie Libere Italiane (FCLIS).
Il Congresso ha confermato alla guida delle federazione Claudio Micheloni ed ha eletto Raffaele Mariotti alla vice presidenza; inoltre ha nominato il nuovo direttivo, di cui fanno parte, oltre al presidente e al vice presidente, i tre presidenti onorari (Vitaliano Menghini, Leonardo Zanier, Guglielmo Pratesi) e Fernando Troisi, Guglielmo Grossi, Antonio Ferra, Antonio Ciervo, Vito Salvatore, Leonardo Loiarro, Mario Merotto, Natale Catanese, Carmelo Conidi, Salvatore Maffi, Tindaro Gatani, Enzo Bove, Lolita Morici, Antonio Coi, Salvatore Sinatra, Guglielmo Bozzolini, Umberto Castra, Paolo Tebaldi, Gianfranco Gazzola, Mauro Bistolfi, Michele Scala, Giangi Cretti.
Fra questi verranno inseriti, come da statuto, i nominativi che non sono ancora stati designati dai regionali ed eventuali indicazioni che la commissione elettorale deve proporre a completamento dei membri del direttivo.
Nella sua relazione Claudio Micheloni ha fatto il consuntivo della attività svolta dalla FCLIS in questi ultimi quattro anni e ha prospettato ipotesi di lavoro e di iniziative per il futuro. Evidenziando l'esito positivo dell'opera di ricomposizione dei potenziali dissidi interni , ha ricordato il successo delle petizioni sulla concessione del servizio di soggiorno permanente, sulla naturalizzazione automatica, sul diritto di voto amministrativo.
Significativi sono stati in questi ultimi anni alcuni obiettivi concreti realizzati dalle Colonie, come la ristrutturazione del periodico Agorà, la revisione dello Statuto, i rapporti di collaborazione con il Patronato Epasa, la ricerca sulla disoccupazione degli emigrati italiani in Svizzera, i corsi di formazione, l'impegno per far fronte alle difficoltà economiche.
Micheloni ha ricordato il successo ottenuto dalla FCLIS alle elezioni del CGIE quando furono eletti nel 1998 tre suoi dirigenti nazionali. Inoltre, attenzione particolare per la crisi e il ruolo dell'associazionismo che deve aprirsi alle nuove generazioni e promuovere una politica di integrazione e di acquisizione di diritti politici e di cittadinanza. Sulla questione del voto all'estero, Micheloni, ha sollecitato l'approvazione della legge ordinaria di attuazione e l'impegno unitario delle rappresentanze politiche, per evitare sterili divisioni e per trasformare questa grande opportunità in concrete realizzazioni sociali e politiche.
Per il futuro le Colonie libere hanno in programma numerosi progetti, tra i quali il Festival della cultura italiana prodotta in emigrazione. Inoltre la Federazione si apre all'informatica e quindi alle nuove tecnologie e quindi ai giovani. La FCLIS avrà un suo spazio su Internet per realizzare un progetto di servizi e di informazione su tutto il territorio svizzero.
Il dibattito è stato ampio, qualificato e articolato. Vitaliano Menghini, storico esponente della Federazione, ha definito negativo il bilancio dell'attività politica di governi e istituzioni per la difesa e la tutela degli italiani all'estero. L'emigrazione sembra essere una risorsa per lo Stato italiano al sol fine di promuovere il made in Italy, mentre invece il capitalismo selvaggio cambia le regole del gioco. Si sono abbandonate le politiche sociali e assistenziali - ha sostenuto - e certamente la concessione del voto non risolverà i problemi se manca poi la volontà politica. Le discriminazioni contro gli emigrati ancora esistono e allora si deve rafforzare la tutela dei diritti sociali, previdenziali e sanitari e rendere meno precario il lavoro.
Il segretario dei DS in Svizzera Carlo Matriciani ha ricordato il legame e le affinità ideologiche che legano i DS alla FCLIS sull'antifascismo, sulla tutela dei diritti, sulle problematiche dell'integrazione, sui problemi delle seconde e terze generazioni; l'integrazione è un processo continuo da conquistare ogni giorno anche tramite gli strumenti della naturalizzazione e del diritto di voto attivo e passivo. I DS sostengono queste iniziative al fine di conquistare finalmente i diritti fondamentali dell'uomo e una convivenza pacifica e civile tra i diversi gruppi etnici.
Leonardo Zanier, presidente dell'Ecap e storico rappresentante dell'emigrazione italiana in Svizzera, ha esortato ad avvicinarsi di più ai giovani, i quali comunque hanno già trovato le loro forme organizzative che bisogna sforzarsi di capire e nelle quali bisogna, se possibile, entrare. Non trascurabile - ha ricordato - la presenza di lavoratori autonomi italiani in Svizzera che hanno superato le 11.000 unità: un fenomeno ancora tutto da analizzare e seguire. Infine Zanier ha invitato tutti a riflettere sulla possibilità di organizzare una grande giornata dell'orgoglio italofono in Svizzera in vista del censimento federale che avrà luogo nel mese di dicembre.
Raffaele Mariotti, vice presidente della FCLIS, ha ricordato il ruolo storico della Federazione che ha rappresentato per gli italiani in Svizzera il riscatto sociale, economico e culturale. Un patrimonio che bisogna difendere e adattare ai nuovi bisogni e alle nuove aspettative. Mariotti ha messo in guardia il congresso a proposito dello scollamento che si è, in parte, verificato tra Colonie Libere locali e i Comitati regionali CLI , da cui deriva la necessità di intensificare i rapporti. In questa ottica è fondamentale che le Colonie Libere locali, con la loro esperienza, la loro abnegazione e il loro entusiasmo, diano un forte sostegno al coordinamento centrale, la Federazione, e al suo organo di stampa, Agorà.
Da parte sua, Paolo Tebaldi ha indicato alcuni percorsi operativi - politici e socio-culturali - da seguire per tutelare meglio i diritti e le esigenze degli italiani residenti in Svizzera. In particolare, dopo aver analizzato le evoluzioni del mercato del lavoro e le nuove realtà socio-economiche e il ruolo di partiti e associazioni, ha rivendicato, per le Colonie Libere Italiane in Svizzera, la funzione di scuola popolare permanente di creatività, di aggregazioni solidali, di elevazione delle competenze dei connazionali. L'obiettivo principale perciò è quello di costruire una rete di comitati di base di animazione culturale che mirino al riscatto degli emigrati dai lacci dell'indifferenza, dell'ignoranza, della passività, dell'assimilazione subita.
Il documento sugli accordi Svizzera-Unione Europea e sulle questioni sociali
Prima del Congresso, nei giorni 27 e 28 ottobre, si era svolto un convegno - organizzato dalla FCLIS in collaborazione con i Patronati Epasa-Cna e Inca-Cgil - sulle tematiche sociali e intitolato "Accordi bilaterali CH-UE e stato sociale degli italiani in Svizzera" nel corso del quale era anche stata presentata la ricerca della FCLIS sulla condizione degli anziani emigrati in Svizzera.
Il documento finale del convegno sollecita la ratifica degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea; chiede alle autorità competenti italiane e svizzere di fare in modo che gli accordi tengano conto delle richieste della collettività italiana in Svizzera affinché sia previsto un periodo transitorio di cinque anni in merito al trasferimento dei contributi dall'AVS all'INPS, per garantire i diritti inalienabili dei lavoratori italiani; chiede il ripristino del Servizio rapporti e convenzioni internazionali dell'INPS, recentemente smantellato, e del tavolo permanente di confronto al Ministero degli Affari Esteri, tra Ministero, patronati e le altre autorità competenti, per la stipula e il rinnovo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale; infine il documento raccomanda una revisione migliorativa della legge di riforma pensionistica n.335/95 in riferimento ai diritti previdenziali dei lavoratori emigrati e l'introduzione di normative sociali che tutelino i livelli di sussistenza degli emigrati italiani che vivono in stato di indigenza.
La ricerca della FCLIS sulla condizione degli anziani emigrati italiani in Svizzera
Sono stati resi noti, infine, i risultati della ricerca della FCLIS sulla condizione degli anziani emigrati italiani in Svizzera. La ricerca è stata realizzata sulla base delle risposte ad un questionario di 220 anziani italiani e delle interviste a 16 esponenti del mondo delle cultura, della politica, del lavoro, dell'associazionismo. L'indagine ha toccato problematiche relative alle condizioni economiche, al lavoro, alla sanità, alle condizioni abitative, ai servizi pubblici, al tempo libero, all'associazionismo, ai rapporti, intra-familiari, alla sicurezza personale, alla previdenza, ai rapporti con le società svizzera e italiana, e ai bisogni e alle aspettative degli anziani italiani emigrati.
Dalla ricerca, che sarà pubblicata e distribuita nelle prossime settimane, emerge un anziano emigrato che non chiede assistenza o elemosine agli Stati svizzero e italiano, ma servizi più puntuali, affermazione dei diritti politici, inclusione e appartenenza, maggiore informazione, una più giusta tutela sociale, strumenti per l'integrazione, una più qualificata rappresentatività dell'associazionismo, una maggiore attenzione da parte dei governi e delle istituzioni, una maggiore visibilità dei Comites e del CGIE. Insomma una forte rivendicazione di diritti sacrosanti e a lungo disattesi, un salto di qualità della politica e maggiori attenzioni e sensibilità ai suoi problemi dopo una vita di lavoro e di sacrifici. (V.A.-Inform)