L'editoriale di "Corrispondenza Italia"
Spirito istituzionale bipartisan e italiani all'estero. Due opportunità da cogliere: voto e riforma dei patronati
ROMA - "La marcia di avvicinamento alla Prima Conferenza degli italiani nel mondo prosegue attraverso le tappe delle pre-conferenze continentali, tra le quali di grande impatto presso i connazionali è stata quella svoltasi a Montevideo, per l'America Latina: il continente nel quale vivono quasi 40 milioni gli oriundi che non solo si sono pienamente integrati nelle realtà di quei paesi (anche se integrazione non è per molti, sinonimo di successo) ma ne determinano le caratteristiche culturali e sociali".
Corrispondenza Italia, notiziario per l'estero del patronato Inas-Cisl, oltre a fornire nell'ultimo numero un'ampia documentazione di quei lavori, sottolinea nell'editoriale due specifici aspetti, "non solo per il loro rilievo nel dibattito ma anche perché nelle mani del Parlamento italiano e delle forze politiche che lo compongono, nella maggioranza e nella opposizione, sta l'opportunità di una risposta positiva che può e deve essere data prima del termine della legislatura e - se c'è buona volontà - prima della celebrazione della stessa conferenza di dicembre a Roma".
"Ci riferiamo - precisa l'editorialista - al voto degli italiani all'estero e alla riforma dei patronati. Due aspetti solo apparentemente diversi per ordine di grandezza e per qualità dei problemi, ma in realtà attinenti a due elementi basilari, costitutivi della comunità di appartenenza; l'esercizio concreto dei diritti politici di cittadinanza e l'esercizio concreto dei diritti sociali.
"E' noto a chi segue il lavoro e l'impegno dell'Inas sul versante dell'emigrazione, che noi abbiamo sempre affrontato la questione del voto con estremo realismo anche quando era di moda gareggiare in demagogia e disegnare sul mappamondo le circoscrizioni elettorali, come se Australia e Canada fossero province dell'impero Romano Universale. Ma nel punto in cui siamo adesso, con le successive limature e potature operate sul dossier, dopo crudeli disillusioni, è più che maturo il tempo per chiudere questa vicenda. Dopo l'approvazione da parte del Senato del disegno di legge costituzionale modificativo degli articoli 56 e 57, la Camera può davvero dire rapidamente la parola fine, cosicché si possa affrontare il susseguente iter della legge ordinaria sulle modalità del voto. Il traguardo infatti non comporterà nessuna rivoluzione destabilizzante degli assetti politici, dato che resterà inalterato sia il numero dei deputati (630) che quello dei senatori (315) e che in nessun modo i 18 rappresentanti dei connazionali, che presumibilmente si spalmeranno su un arco ampio di forze politiche, altereranno gli equilibri del sistema.
"Ma anche il punto della riforma dei patronati può qualificare meritoriamente questa fine d'anno agli occhi dei connazionali che verranno a Roma a dicembre. Difatti dibattiti delle preconferenze insistono a ragione su questo adempimento, nella consapevolezza che solo il patrocinio diretto delle organizzazioni sindacali, svolto in mezzo ai connazionali e a contatto con le loro esigenze, può rendere concretamente agibili quei diritti sociali che altrimenti restano scritti sulla carta, specie per i più deboli e i meno attrezzati in aggressività, trai nostri emigranti, in particolare anziani e indigenti. C'è in proposito un testo che è frutto di sforzi congiunti di tutte le forze politiche. C'è una convergenza che ha - anche qui - vagliato e limato tutti gli aspetti di un dossier aperto dal 1994 e di un articolato che risale al 1998. Due occasioni - conclude Corrispondenza Italia - che l'intera classe politica dovrebbe cogliere, per dimostrare che c'è uno spirito istituzionale bi-partisan, capace di far prevalere il bene comune al di sopra di ogni speculazione faziosa". (Inform)