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INFORM - N. 171 - 5 ottobre 2000

Povertà a livello planetario e pressione migratoria verso l'Europa

BASILEA - Un rapporto della Banca Mondiale fa il punto sulla povertà a livello planetario, dopo aver intervistato 60 Paesi dei diversi continenti. Si registrano alcuni risultati consolatori: negli ultimi vent’anni, l’aspettativa di vita nei Paesi poveri è aumentata in media di vent’anni, mentre si sono ridotti della metà sia il tasso di mortalità che quello di fertilità. C’è un aumento dei bambini che possono frequentare le scuole elementari (+13 %), sono cresciuti i redditi e si è ridotto di 78 milioni il numero dei "miserabili", coloro che vivono in povertà estrema.

Ma, su una popolazione mondiale di 6 miliardi di persone, 2,8 vivono con meno di due dollari al giorno, 1,2 con meno di uno. Se si sono registrati dei miglioramenti nell’Est asiatico e nell’Africa subsahariana, nel Sud asiatico e in America Latina il numero dei poveri non ha fatto che crescere. I redditi dei Paesi più ricchi sono quasi 37 volte quelli delle nazioni più indigenti.

Con questi differenziali economici è molto probabile che nei prossimi decenni la pressione migratoria verso l’Europa continui, visto che il nostro continente è un polo ben integrato, ricco di risorse e povero demograficamente. Alla fine del 1998 erano 19 milioni gli stranieri residenti legalmente sul territorio dell’Unione Europea, circa 20 milioni e mezzo se si aggiungono i dati svizzeri e norvegesi. Se si considera che un terzo di questi immigrati proviene da un altro paese dell’UE, l’incidenza dei cittadini extra-UE è pari al 3,6 % della popolazione. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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