Una lettera aperta di Centofanti (CGIE): perché rifiuto l'onorificenza dell'Ordine Tricolore
FILADELFIA - Dopo mezzo secolo la Camera riconosce l'Onorificenza dell'Ordine Tricolore ai militari, partigiani, gappisti, ex prigionieri, reduci dei campi di concentramento che combatterono per la nascita della Repubblica Italiana. Dall'ordine sono stati esclusi i combattenti della Repubblica Sociale di Salò.
Sono onorati, dice la legge, coloro che "combatterono per la nascita della Repubblica Italiana" questa repubblica i cui governi, i cui parlamenti in più di 50 anni non hanno ancora capito che sarebbe ora di arrivare alla pacificazione nazionale riconoscendo finalmente che anche i militari della Repubblica Sociale Italiana che sono sopravvissuti, hanno combattuto per la stessa Patria italiana in assoluta buona fede come i partigiani, i gappisti e gli ex prigionieri anche se in fronti opposti.
Io sono un cittadino italiano e vivo negli Stati Uniti da 44 anni. Sono stato in campo di concentramento nel Kenya per quasi 6 anni. Gli anni più belli della vita dai 17 ai 23 e mi rifiuto di accettare una onorificenza che viene negata a militari italiani che in buona fede hanno continuato a combattere per difendere la Patria dal nemico invasore.
Sono sicuro che i militari, gli autentici partigiani, i gappisti e gli ex prigionieri che hanno combattuto con lo stesso amor patrio, siano più aperti ad una manifestazione di pacificazione di quanto lo siano i politicanti del Parlamento italiano.
Questi per la maggior parte non hanno vissuto il dramma della guerra civile per cui non capiscono che, anche se si combatte in fronti opposti, ma si è animati dall'amore per la stessa Patria, alla fine delle ostilità si dovrebbe arrivare alla pacificazione. Faccio appello perciò ai militari, ai partigiani, ai gappisti e ai reduci della prigionia perché diano una lezione di patriottismo rifiutando di accettare l'onorificenza che esclude quei militari che in buona fede hanno combattuto in campi opposti ma per la stessa Patria.
Questo rifiuto sarebbe come l'offerta dell'onore delle armi dal vincitore al vinto e si arriverebbe così, dopo più di mezzo secolo, ad una vera pacificazione nazionale che solo combattenti in buona fede sono capaci di realizzare. (Vincenzo Centofanti*, reduce del campo prigionieri civili 1A Nyeri-Kenya) Enzofanti@aol.com
________________-
*
Membro del CGIE USA