* INFORM *

INFORM - N. 146 - 1 agosto 2000

ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà: i profughi del Kosovo vanno protetti!

ROMA - Migliaia di profughi scappati dalla pulizia etnica del Kosovo (dopo la fine della guerra nel giugno 1999, molti rom e serbi) sono in Italia, ma dal 30 giugno scorso sono senza permesso di soggiorno. Il governo italiano aveva annunciato, anche rispondendo sull'argomento in Parlamento, l'emanazione di una direttiva della Presidenza del Consiglio su due questioni fondamentali:

  1. la possibilità per coloro che hanno trovato un inserimento socio-lavorativo di rimanere in Italia con un regolare permesso di lavoro;
  2. la possibilità da parte delle singole questure di rilasciare nuovi permessi per motivi umanitari a coloro che non possono in alcun caso fare rientro nel loro paese in condizioni di sicurezza e dignità a causa delle situazioni di discriminazione e di persecuzione tuttora esistenti in Kosovo in particolare nei confronti delle minoranze etniche.

Tale direttiva, che pure è stata approvata dal Ministero degli Interni, non è ancora stata emanata dalla Presidenza del Consiglio; i profughi kosovari in Italia sono rimasti quindi in una condizione "sospesa", senza una protezione giuridica, con il rischio di essere rimandati in territori senza alcuna seria garanzia per la sicurezza o di diventare "clandestini" per superficialità burocratica.

Per protestare contro l’abbandono dei profughi kosovari in Italia, il Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), la Casa dei Diritti Sociali e altre organizzazioni umanitarie hanno promosso per mercoledì 2 agosto alle ore 11 un presidio a Palazzo Chigi.

Le associazioni promotrici del presidio hanno chiesto con una lettera ufficiale un incontro alla Presidenza del Consiglio al fine di sbloccare l'attuale situazione e di garantire la protezione giuridica e l’assistenza concreta ai profughi kosovari fino a quando la situazione in Kosovo non permetta loro un sicuro e volontario rientro. (Inform)


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