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INFORM - N. 141 - 25 luglio 2000

Alla Farnesina la Terza Conferenza degli Ambasciatori nel Mondo. Dini indica gli orientamenti della politica estera italiana

ROMA - Un intervento del ministro degli Esteri Lamberto Dini ha aperto alla Farnesina la Terza Conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo. Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Camera Luciano Violante, la vice presidente del Senato Ersilia Salvato, numerosi ministri e parlamentari, il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, che è intervenuto subito dopo il ministro Dini, seguito dal presidente del Censis Giuseppe de Rita.

Dopo aver indicato nella ristrutturazione dell'Amministrazione centrale, partita all'inizio del 2000, e nel riordinamento della carriera diplomatica le due idee-forza della riforma del ministero degli Esteri, Dini ha precisato le linee della politica estera italiana che, procedendo lungo fondamentali direttrici, vanno commisurate all'evoluzione del contesto internazionale.

In tema di integrazione europea, l'Italia è a favore di tutto ciò che può agevolare i processi dinamici di integrazione ma attenta a non danneggiare il quadro istituzionale. Nella nostra visione, ispirata ai principi democratici e della solidarietà - ha detto il ministro - non vi è posto per direttori o nuclei duri. Nella prospettiva dell'allargamento, bisogna dare la possibilità ai paesi che ne sono capaci di andare più avanti sulla strada dell'integrazione, però senza fughe in avanti. Inoltre, la cittadinanza europea deve rappresentare un vero valore aggiunto, per cui occorre dare valenza giuridica vincolante alla Carta dei diritti fondamentali, in corso di elaborazione, quale primo e significativo passo sul percorso della costituzionalizzazione dell'Unione europea.

Altro punto chiave è la battaglia che l'Italia conduce alle Nazioni Unite una battaglia che mira a respingere le oligarchie e propone, invece, che l'inclusione nel Consiglio di Sicurezza venga riferita a criteri oggettivi di partecipazione, di ruolo, di peso e di impegno. Quindi un ruolo proporzionato al nostro sforzo, ai nostri contributi sia finanziari sia di unità per il mantenimento della pace.

La rete delle nostre Ambasciate - ha affermato Dini - è chiamata ad illustrare, con chiarezza e capacità di convincere, le nostre posizioni e a portare avanti i tre distinti aspetti della nostra politica per le Nazioni Unite: garantire l’elezione dell'Italia al seggio non permanente per i prossimi due anni; sviluppare con gradualità, pragmatismo e chiarezza di intenti la proiezione, anche in ambito Nazioni Unite, della politica estera e di sicurezza dell'Unione Europea; continuare con coerenza la nostra battaglia per la riforma delle Nazioni Unite.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Dini ha affrontato alcuni rilevanti aspetti della politica estera: quello economico-commerciale nell'epoca della globalizzazione; la valorizzazione della componente culturale; il contributo italiano alla riduzione del debito estero dei paesi più poveri, infine la valorizzazione delle comunità italiane e di origine italiana all'estero.

Dini: Voto all'estero e Prima Conferenza degli italiani nel mondo

Le nostre collettività all'estero - ha affermato il ministro degli Esteri Lamberto Dini nel suo intervento alla Terza Conferenza degli Ambasciatori italiani nel mondo - esercitano un ruolo di punta nel proiettare in tutti i continenti la tempra di una Nazione che sa accoppiare al fervore del suo operare la dignità nel sacrificio.

Per tanti anni, forse troppi - ha proseguito il ministro - , si è parlato di valorizzazione delle comunità italiane e di origine italiana all’estero. Oggi, con l’orgoglio di chi sa che alle parole stanno seguendo i fatti, vediamo con fiducia l’avvicinarsi della conclusione del complesso iter di revisione costituzionale che darà la possibilità agli italiani all’estero di esprimere nel nostro Parlamento una rappresentanza fatta di dodici deputati e di sei senatori.

Ancora. La convocazione della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo consentirà una approfondita riflessione sulle esigenze maggiormente avvertite dai connazionali all’estero e su come tutti insieme - Parlamento, Governo ma anche Regioni e Enti locali - potremo agire per venire incontro ad esse.

Infine, la riunione dei parlamentari di origine italiana , che terremo a Roma nel novembre prossimo grazie alla felice iniziativa dei Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, si inquadra - ha concluso Dini - in un contesto di maggiore attenzione degli Organi istituzionali dello Stato verso quelle espressioni di italianità che contribuiscono ad arricchire significativamente il patrimonio spirituale e culturale della Nazione italiana. (Inform)


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