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INFORM - N. 139 - 23 luglio 2000

Celebrato il 50° dell'INAS-CISL. Appello al Parlamento: tempi rapidi per la riforma dei patronati

ROMA - "Come italiani abbiamo un primato europeo: siamo l'unico Paese in cui ci sono i patronati. Per diventare più europei dobbiamo difendere questi istituti". Sembra quasi un paradosso l'affermazione del presidente dell'Inas-Cisl Giancarlo Panero, il quale però spiega: "I patronati hanno permesso, nella travagliata fase di ricostruzione e poi di sviluppo del nostro Paese, di ridurre le diseguaglianze, di rendere cittadini a pieno titolo gli esclusi e di far sì che lo Stato diventasse amico dei lavoratori. .E non solo in Italia"

L'apertura delle sedi estere dell'Inas viene deliberata il 16 gennaio 1953. "Ci insediamo in quei paesi dove l'emigrazione italiana ha contribuito al loro sviluppo, instaurando rapporti proficui con i sindacati locali, con altre organizzazioni italiane e, in particolare, con le Missioni cattoliche. Sono 15 i Paesi esteri (in Europa, Nord e Sud America, Australia) dopo il patronato, con i 120 operatori Inas, costituisce a volte l'unico punto di riferimento della patria lontana. In molti di questi Paesi siano il primo patronato, è un orgoglio per noi: lo sportello Inas che diventa sportello Italia, non solo per la tutela dei diritti previdenziali ma per il disbrigo di tante altre incombenze (fisco, casa, eccetera) e in molti casi collaborando con le autorità consolari. Il tutto senza riconoscimento specifico, anzi a volte leggiamo di interventi di parlamentari che, pur non conoscendo la materia, sentenziano contro questa esperienza di solidarietà concreta e vissuta che va oltre la tradizionale pratica burocratica e si presenta come vero servizio".

La celebrazione del 50 anniversario dell'Inas-Cisl - la festa delle operatrici e degli operatori venuti a Roma da ogni parte d'Italia e dall'estero - non ha avuto intenti puramente celebrativi: è stata l'occasione per sostenere la crescente necessità del patronato in Italia e nei Paesi di accoglienza dei nostri lavoratori. Un'occasione per fare una verifica del lavoro percorso e per tracciare le prospettive future d'impegno.

E' dal 1994 che si parla della riforma dei patronati. Finalmente, nel settembre 1999, il Senato ha approvato il disegno di legge. La Camera ha discusso il disegno di legge nelle settimane scorse, rimandandolo a fine settembre. "I tempi si allungano. La legislatura sta pero concludersi. Siamo qui - ha Affermato Panero - per gridare con forza che la Camera approvi in tempi rapidi la riforma, così come è stata licenziata dal Senato".

Il presidente dell'Inas ha spiegato che i dipendenti dei 21 patronati sono ottomila, e che milioni sono gli utenti che ad essi si rivolgono. "Nell'aula di Montecitorio - ha rilevato - soffia un vento contraddittorio. Come può la Camera approvare (finalmente) la legge sull'assistenza in cui è previsto il nuovo ruolo dei patronati e, nel contempo, accantonare il disegno di legge sui patronati"?

"Oggi come cinquant'anni fa le difficoltà ci sono tutte - ha concluso il presidente dell'Inas -; la strada è in salita ma la volontà, la motivazione, l'impegno sono altissimi. Oggi siamo in molti: quattro milioni di iscritti alla Cisl, grazie anche al concorso dell'Inas, 1.120 operatori Inas e siamo convinti di costruire il patronato nuovo". (Inform)


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