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INFORM - N. 138 - 20 luglio 2000

In vista della Prima Conferenza degli italiani nel mondo

Rilancio dell'associazionismo: il Sottosegretario agli Esteri Franco Danieli ha incontrato la Consulta Nazionale Emigrazione

ROMA - Per la prima volta un Sottosegretario agli Esteri si è recato nella sede della Consulta Nazionale Emigrazione per un incontro con il Consiglio di Presidenza di cui fanno parte i rappresentanti delle dieci Associazioni nazionali dell'emigrazione aderenti alla CNE: ACLI, AITEF, ANFE, CSER, CTIM, FILEF, MCL, MIGRANTES, F. SANTI, UNAIE.

Un primo incontro - lo ha confermato l'on. Franco Danieli - con cui si è formalizzata una continuità nei rapporti tra la CNE e il Sottosegretario con delega degli italiani nel mondo, e da cui sono emerse indicazioni per una cooperazione fattiva rispetto alla prossima Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, con una valorizzazione del ruolo del mondo associativo.

La Prima Conferenza - ha rilevato il Sottosegretario - sarà un'occasione importante di discussione e di esame, oltre che per l'esercizio del diritto di voto nella circoscrizione Estero, per alcune tematiche tipiche e ancora presenti nell'emigrazione italiana (assistenza, corsi di lingua, rete consolare, situazioni previdenziali, informazione) assieme però al tema della cosiddetta "italicità", al tema delle nuove generazioni che si sono inserite, in maniera più o meno soddisfacente, nelle società e nelle istituzioni dei paesi di accoglienza. Elementi, questi, fissati nella legge che necessariamente doveva limitarsi a fornire delle indicazioni e degli obiettivi di massima, mentre il Comitato organizzatore dovrà disciplinare i contenuti dei lavori della Conferenza. A tale proposito, il Sottosegretario Danieli ha assicurato che la prima riunione del Comitato organizzatore e del Comitato esecutivo avrà luogo entro la fine di luglio.

Rispetto all'obiettivo della Prima Conferenza, tutti i soggetti che operano ed hanno a cuore il tema dell'italicità e dell'emigrazione italiana nel mondo devono avere un ruolo attivo, ha aggiunto Danieli; non poteva mancare la CNE per la rilevanza storica ma anche attuale dell'associazionismo in emigrazione.

Indubbiamente l'incontro rappresenta un momento di visibilità notevole per l'associazionismo.

"Dopo l'Assemblea della CNE - ha affermato il presidente Tonino Inchingoli (MCL) - le associazioni hanno ripreso coscienza che senza di loro, probabilmente, molte politiche non si riescono a realizzare, senza le associazioni molto probabilmente non si ha la capacità di essere determinanti. Siamo visibili e siamo presenti in Italia e nel mondo e stiamo cercando di far emergere il nostro ruolo storico e quello delle tante associazioni esistenti all'estero, anche attraverso l'istituzione di un albo che faccia riferimento non solo all'associazionismo nazionale, qui in Italia, ma all'associazionismo nel mondo".

"Trent'anni fa - ha osservato Camillo Moser (UNAIE) - esistevano solo le associazioni. Poi sono nati i tre momenti di rappresentanza istituzionale che sono il CGIE, i Comites e le Consulte regionali. Alla base dell'elezione di questi tre momenti istituzionali ci sono sempre le associazioni. Quindi siamo interessati a stabilire delle regole precise nei rapporti con il Ministero degli Esteri per cui l'asssociazionismo sia riconosciuto per quello che è, la base vitale del momento partecipativo. Ed abbiamo posto l'esigenza che la Prima Conferenza, che si svolgerà prima delle elezioni politiche, metta dei paletti precisi al Parlamento e Governo che verranno dopo le elezioni. Vogliamo uscire dalla Conferenza con degli impegni sui punti che costituiranno il pacchetto emigrazione della legislatura successiva".

In una prospettiva futura, il Consiglio di Presidenza della CNE ha avviato con il Sottosegretario Danieli una riflessione sugli strumenti rappresentativi delle nostre comunità all'estero partendo - l'auspicio è comune - dai rappresentanti eletti nella Circoscrizione estero e via a scendere, attraverso il CGIE, i Comites e così via. "E' necessario che le associazioni si pongano il tema del raccordo e dell'efficacia degli strumenti rappresentativi delle nostre comunità all'estero - ha detto Danieli -avendo come obiettivo gli interessi dei nostri connazionali all'estero. Questo deve essere lo scopo fondamentale, questo è il mio metro di misura: uno strumento è utile se produce un servizio, se è riconosciuto ed apprezzato dai nostri connazionali all'estero, altrimenti c'è il rischio, in definitiva, dell'autoreferenzialità".

"Credo che in qualche modo il Sottosegretario ci abbia sfidati in termini di stima e di incentivazione, ha dichiarato Inchingoli -. La Consulta accetta la sua sfida di individuare nuove strategie, nuove metodologie, la capacità per far emergere le nuove migrazioni, si pone come interlocutore primario per la nuova AIRE: noi vorremmo tentare di coinvolgere al massimo la Consulta, soggetto politico operativo anche per il CGIE. La Consulta vuol essere, nell'ambito del Comitato organizzatore e nella Prima Conferenza, strumento e nello stesso tempo portatore di contenuti. E' c'è per noi un altro impegno, sul piano della comunicazione, da qui alla Conferenza e poi fino all'esercizio del diritto di voto: infatti gli italiani all'estero sono profondi conoscitori delle loro questioni, mentre gli italiani che sono in Italia non è che siano poco sensibili ai problemi dei loro connazionali, sono purtroppo poco informati".

Nelle mani del Sottosegretario è stata consegnata una bozza di proposta di legge per il riconoscimento delle associazioni: un riconoscimento del loro ruolo sul piano storico e politico, quindi anche in termini di finanziamento pubblico.

"L'associazionismo, al di là del finanziamento, è la linfa della vita democratica all'interno di un Paese e, nel caso specifico, della comunità degli italiani all'estero", ha osservato infine Roberto Volpini (ACLI). "Questo è il dato di fondo, questo il suo ruolo centrale. Speriamo che la consapevolezza di ciò ci porti ad una maggiore rappresentanza nelle istituzioni, e che nella Prima Conferenza degli italiani nel mondo l'argomento non sia messo da parte. Ed è opportuno che, strategicamente, questo sia anche un tema della Conferenza Stato Regioni-CGIE. Se manca questo dato politico del valore dell'associazionismo... Non è un caso se la legge sull'associazionismo, di cui le associazioni dell'emigrazione sono parte integrante, è bloccata in Parlamento". (gc-Inform)


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