Voto all'estero - Narducci: sempre più lontana la possibilità per i connazionali nel mondo di partecipare alle prossime elezioni politiche
ZURIGO - "L’ampio dibattito sul voto all’estero che aveva animato l’Assemblea plenaria del CGIE nel mese di febbraio scorso, e le riflessioni depositate all’indirizzo della folta delegazione di parlamentari presenti, non ha contribuito - dichiara il Segretario generale del CGIE Franco Narducci - a snellire l’iter di approvazione della riforma degli articoli 56 e 57 della Costituzione italiana.
A differenza della Camera dei Deputati, che aveva agito con rapidità e coerenza approvando in prima lettura il disegno di legge della predetta riforma, il Senato ha emendato il DDL sopprimendo all’articolo 3 il periodo che stabilisce l’intangibilità dei collegi elettorali. La decisione del Senato impone di ricominciare da capo l’iter parlamentare e allontana sempre più la possibilità per i cittadini italiani all’estero di partecipare alle prossime votazioni politiche esercitando il loro diritto dal Paese in cui risiedono. I connazionali emigrati esprimono grande amarezza per questo ulteriore, pesante impedimento all’effettività del diritto di voto e pur rispettando la volontà del Senato protestano duramente con le forze politiche per l’incredibile ritardo con cui il DDL è approdato nell’aula del Senato. Per ragioni inspiegabili - conclude Narducci - sono andati persi mesi preziosi per completare l’iter delle riforme costituzionali afferenti il voto all’estero".
Dopo breve consultazione, Il Sottosegretario agli Affari Esteri Franco Danieli e il Segretario del CGIE Franco Narducci hanno deciso di chiedere con urgenza un incontro con il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi per esprimergli le forti preoccupazioni sui tempi di approvazione della riforma costituzionale e sui riflessi negativi che comprensibilmente ricadranno sugli appuntamenti che nei prossimi mesi vedranno protagonisti il Governo e le comunità italiane all’estero. (Inform)