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INFORM - N. 96 - 22 maggio 2000

Dopo il fallimento del referendum, alcuni esponenti dell'associazionismo e della società civile ribadiscono l'urgenza di una riforma della legge elettorale

Un "conclave" parlamentare per fare subito la legge elettorale

ROMA - Gli italiani hanno dato un segnale di sfiducia nella democrazia referendaria, nell'uso del referendum come via privilegiata per fare le riforme. La palla torna nella mani del Parlamento.

E' tempo di dare subito al Paese una nuova legge elettorale. Tutte le forze politiche, senza dogmatismi e posizioni precostituite, trovino al più presto un'intesa perché si possa andare alle elezioni politiche del 2001 con una legge elettorale che dia stabilità al Paese, che ci conduca ad un bipolarismo compiuto, che contenga l'indicazione del premier e della coalizione vincente e che, attraverso una quota di sbarramento, favorisca la semplificazione del quadro politico senza cancellare le diverse culture politiche.

Questi gli ingredienti che alcune forze della società civile organizzata ritengono essenziali per una buona legge elettorale e che già erano stati indicati con una lettera inviata da Luigi Bobba, (Presidente nazionale delle ACLI), Edoardo Patriarca (Portavoce del Forum del Terzo settore), Tom Benetollo (Presidente nazionale dell'ARCI), Ermete Realacci (Presidente nazionale del Legambiente), Franco Marzocchi (Presidente nazionale di Federsolidarietà), Donato Mosella (Consigliere nazionale del CSI), Umberto Mastello (Vice Presidente nazionale dell'ANOLF), prima del referendum, a tutte le forze politiche e a tutti i gruppi parlamentari, con il titolo "Guardare oltre il referendum".

Se le forze politiche continueranno a non trovare una soluzione positiva, suggeriamo - come soluzione estrema - ai Presidenti della Camera e del Senato di attingere ad un espediente della millenaria storia della chiesa; quando i cardinali, per eccesso di litigiosità, divisioni e interessi particolari, non riuscivano a produrre la "fumata bianca", venivano rinchiusi in conclave con il solo conforto di pane e acqua. Valga come ammonimento anche per le forze politiche: facciano presto a fare la legge elettorale se non vogliono anch'esse essere lasciate a pane e acqua. Basta che trovino la "legna" giusta perché dal "camino" parlamentare esca la "fumata bianca". (Inform)


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