Riunito il Consiglio di presidenza della Consulta Nazionale Emigrazione: "Riproporre il contributo originale in idee e attività dell'associazionismo"
ROMA - Convocato dal neo presidente Tonino Inchingoli, il nuovo Consiglio di presidenza si è ritrovato per programmare e rilanciare l'attività della Consulta Nazionale Emigrazione.
Dopo le comunicazioni del presidente e la presentazione dei lavori, l'ordine del giorno prevedeva uno scambio di idee sulle indicazioni programmatiche e sulle iniziative da prendere, l'esame delle nuove adesioni alla Consulta e le modalità di registrazione notarile dello Statuto.
Sono le indicazioni programmatiche che hanno assorbito quasi per intero il tempo della discussione.
Le più importanti e storiche espressioni del mondo associativo tra gli italiani all'estero si rendono conto di dover uscire dalle quinte e rilanciare il discorso degli italiani all'estero con quell'originalità data dall'eredità raccolta tra gli italiani, la lunga esperienza maturata in emigrazione e la capacità di intravedere nuovi orizzonti.
Il momento è delicato e il quadro politico è in tensione proprio mentre si sta approntando la Prima Conferenza nazionale degli Italiani nel mondo e si sta mettendo in cantiere la Conferenza tripartita Stato-Regioni e Province autonome - CGIE.
L'importante "riconoscimento di fatto" del ruolo della Consulta nella preparazione dei due avvenimenti è l'occasione da cogliere per riproporre il contributo originale in idee ed attività dell'associazionismo (all’uopo ha fatto molta eco positiva la dichiarazione del Segretario generale del CGIE, Franco Narducci, sul ruolo storico dell’associazionismo, e sull’importanza che può acquisire la CNE ". . . Vedo però che la Consulta si sta riorganizzando, non solo nel modo di proporsi ma anche dandosi strumenti nuovi di funzionamento come il Consiglio di Presidenza che presumo sia stato pensato per dare maggiore capacità operativa per chi ne regge le sorti. Come detto il CGIE non sottovaluta nemmeno un instante il ruolo dell’associazionismo, per cui ripone molte speranze nella Consulta, nel ruolo di analisi e di proposta, che essa deve svolgere per portare in superficie i problemi denunciate dalle nostre comunità tramite l’associazionismo. In tal senso ritengo si debba sconfiggere l’atteggiamento, per fortuna non radicato, di considerarsi una componente del CGIE, e non una sua parte integrante a cui fornire, come detto, contributi fondamentali. Basti pensare, tanto per citare qualche esempio, al ruolo da svolgere nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni-Provincie autonome-CGIE o della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo").
Un importante lavoro sarà proprio quello di raccogliere in maniera sistematica e di proporre il pensiero aggiornato della CNE, che vuol essere di stimolo e di proposta e di considerarsi sempre più propositiva per gli italiani all’estero: un'originalità da mettere sul tavolo con i vari interlocutori siano essi politici, istituzionali, rappresentativi o dell'informazione.
Questo lavoro di sintesi e di proposta richiederà il contributo di tutta le componenti della CNE e sarà oggetto di un primo seminario promosso dalla stessa Consulta. Una volta preso atto della nuova evoluzione del mondo dell'emigrazione italiana, individuati gli obiettivi e le priorità, scelti gli interlocutori principali, la CNE approfondirà specifiche tematiche promuovendo iniziative adeguate.
La nuova piattaforma politica unitaria della CNE è l'obiettivo immediato: nel campo dell'associazionismo, comunque, non si lavora nel deserto, anzi! Sarà sufficiente mettere a punto tanti interventi, non ultima la presentazione delle varie problematiche migratorie presentata al Comitato per gli Italiani all'estero della Camera (23.9.98).
L'unitarietà è una preziosa eredità avuta dalla precedente CNE e va riproposta ed alimentata proprio nello spirito -sottolineava il presidente - del "servizio agli italiani all'estero". Forse tutto, o quasi, è già stato detto. E' il momento di essere pragmatici e di portare nella relazioni con i Ministeri, con le Regioni, con il CGIE, nelle due Conferenze in questione tutta la propria esperienza storica.
Lo statuto rinnovato sarà presentato entro il mese di giugno per la registrazione notarile. Le molte associazioni che hanno fatto domanda di adesione, saranno invitate a riproporre la loro richiesta nei nuovi termini che lo statuto e il nuovo regolamento impone.
Tra le "varie" si è parlato del congresso di Fiuggi degli " Azzurri nel mondo", dello svolgimento del Giubileo dei Migranti e della partecipazione degli Italiani nel mondo, della nascita del SIMI (Scalabrini International Migration Institute).
Il prossimo incontro è già in calendario dopo la riunione del Comitato di residenza del CGIE e dopo la celebrazione del Giubileo (1-2 giugno): si riunirà a Roma, martedì 6 giugno, alle ore 10.30, presso la sede MCL. (Inform)