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INFORM - N. 93 - 17 maggio 2000

Mario Frizzera (CGIE Argentina) scrive a "La Stanza di Montanelli" del Corriere della Sera

Subito il decreto "pulisci liste". E il voto all'estero?

BUENOS AIRES - Finalmente il Governo si occupa dei suoi concittadini residenti all’estero, anzi si preoccupa, tanto che in pochi giorni il Parlamento ha trattato la legge, il Senato l’ha approvata e il Primo Ministro Amato, non conforme con l’iter parlamentare, ha fatto un decreto legge sulle liste pulite... Pulite da chi?, da noi italiani all’estero. Quando le fiamme bruciano la porta di casa, subito si chiamano i vigili del fuoco.

Che differenza con la lentezza di tanti progetti di legge a favore degli italiani residenti all’estero mai approvate. Primo fra tutti, l’esercizio del voto all’estero proposto già nel 1908, ribadito in occasione della sanzione della Costituzione Italiana del 1948 e fallito in moltissimi occasioni.

Recentemente si è dato un grande passo avanti quando si è modificato l’articolo 48 della Costituzione con la creazione di un Collegio Estero, soluzione ancora parziale, il cui iter definitivo viene sempre fatto slittare, c’è il sospetto che si cerchi di trovare la formula per non arrivare in tempo alle prossime politiche. Sicuramente ascolteremo: " cari connazionali, abbiamo fatto di tutto, del nostro meglio, purtroppo non abbiamo fatto in tempo, sarà per la prossima legislatura ".

Questa vicenda tragicomica, definita dal ministro Amato come "carnevalesca", sulla cancellazione tempestiva ed urgente dall’anagrafe, di maggiorenni con più di cento anni, di defunti ed irreperibile residenti all'estero, mette in evidenza la scarsa attenzione che l’Italia peninsulare ha verso l’altra Italia.

L’anagrafe italiana non deve lavorare sempre d’ufficio, o deve aspettare una legge per mettersi in moto e compiere il suo dovere? Come mai che c’è una differenza di un milione di cittadini fra quelli iscritti nel Comune di provenienza = AIRE e quelli che risultano iscritti ai Consolati = Anagrafe Consolare?

Perché l’interesse dimostrato dal Governo verso gli extracomunitarie, profughi e clandestini non è almeno pari verso i suoi concittadini residenti fuori d’Italia?

Questa legge è un momentaneo palliativo, sicuramente inesatto, deciso per la pressione dei referendari impegnati in sedute, tavoli di protesta e sit-in davanti ai municipi che vogliono depennare dall’anagrafe tutti gli italiani all’estero visto che, in definitiva, non vanno in Italia a votare.

Decreto legge sancito con dieci giorni di anticipo al Referendum: m’immagino la grande preoccupazione del MAE, delle Ambasciate e dei Consolati di fronte a una esigenza tempestiva a procedere, non avranno né tempo, né personale né mezzi, sarà un impiastro. Ben diverso il panorama se si procede in tempo a riordinare le liste elettorali degli italiani all’estero, omogeneizzare l’AIRE e l’Anagrafe consolare, pulito da defunti ed irreperibile, però completato con tanti altri ancora non iscritti o che hanno cambiato indirizzo o stato civile, vivi e vegeti, in previsione di future elezioni.

L’approvazione dell’esercizio del voto degli italiani all’estero, definita la composizione del Collegio Estero (numero di deputati e senatori) e sancita la legge ordinaria che disciplinerà le modalità di voto, deve essere il principale scopo dell’aggiornamento dell’anagrafe degli italiani residenti definitivamente all’estero. (Dott. Mario Frizzera, Consigliere CGIE per l’Argentina - E mail : mariofrizzera@ciudad.com.ar


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