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INFORM - N. 82 - 28 aprile 2000

Svizzera - Presentata la proposta per una nuova legge degli stranieri

BASILEA - Con l’ormai probabile approvazione degli accordi bilaterali tra Unione Europea e Svizzera nelle votazioni del 21 maggio prossimo, entrerà in vigore anche la libera circolazione per i cittadini europei. Questa nuova situazione lascerà alla Svizzera, tuttavia, la possibilità di controllare e limitare l’afflusso di lavoratori stranieri da paesi non appartenenti all’UE.

Per questo motivo è stata presentata da una commissione di esperti una prima proposta per la realizzazione di una nuova legge degli stranieri. Le linee di politica migratoria elaborate dagli esperti tendono, da una parte, ad una maggiore restrizione nella concessione di permessi a cittadini di paesi terzi, soprattutto nel caso di un aumento dell’afflusso di immigrati dall’UE e, dall’altra, a non accentuare le differenze nello status giuridico tra le varie categorie di stranieri che già da tempo vivono in Svizzera; si cercherà di equiparare i lavoratori dell’UE e quelli dei paesi terzi, in modo che la popolazione straniera residente non sia caratterizzata da nette disuguaglianze.

Le differenze si faranno, invece, sentire, per le nuove migrazioni. Mentre, dopo due anni dall’entrata in vigore degli accordi bilaterali, non esisterà più il diritto di precedenza degli svizzeri rispetto a stranieri dell’UE nell’ottenimento di un posto di lavoro, nel caso di immigrati da altri paesi, la clausola rimarrà in vigore. Nell’iniziale fase di transizione (5 anni), durante la quale verranno ancora stabiliti dei contingenti di 15.000-17.000 permessi di soggiorno per i lavoratori UE, per gli altri la quota sarà di 2.000. Il direttore dell’Ufficio Federale degli stranieri consiglia di mantenere una prassi restrittiva, almeno finché non si avranno dati sulle conseguenze della libera circolazione sui flussi migratori in Svizzera.

Il disegno di legge verrà dibattuto in parlamento probabilmente nell’aprile del 2001, dopo la prima fase di consultazioni, che inizierà nel giugno prossimo.

Ordinanza del consiglio Federale sull’integrazione sociale degli stranieri

Il Consiglio Federale ha messo in consultazione l’Ordinanza sull’integrazione sociale degli stranieri. Essa detta i criteri e le condizioni per la distribuzione dei contributi finanziari che, a partire dall’anno prossimo, saranno concessi ai cantoni, ai comuni e a privati, per progetti nell’ambito dell’integrazione. Nel testo dell’Ordinanza viene anche definito il ruolo della Commissione Federale degli stranieri (CFS): suo compito centrale è il miglioramento dell’informazione per e riguardante gli stranieri. La CFS dovrà informare gli immigrati sulle condizioni di vita e di lavoro in Svizzera e sensibilizzare gli svizzeri sulla situazione degli stranieri. Potrà anche fungere da mediatrice tra le organizzazioni che si occupano dell’integrazione e le autorità federali.

I fondi previsti per il 2001 ammontano a 5 milioni di franchi, che dovrebbero arrivare a 7,5 milioni nei due anni successivi. Essi sono a disposizione per progetti che riguardano l’informazione, la comunicazione, la formazione scolastica e professionale, l’apprendimento delle lingue nazionali, la promozione del dialogo interculturale, il miglioramento sanitario. Nel testo dell’ordinanza il Consiglio Federale non presenta una propria definizione di integrazione, ma fa leva soprattutto sul contributo di mediazione che possono dare varie istituzioni, tra cui la CFS. Dai provvedimenti risulta, comunque, che alla base di una convivenza pacifica tra popolazione locale ed immigrata viene visto un processo bilaterale. Gli stranieri, da parte loro, sono chiamati ad apprendere la lingua del luogo e ad adattarsi ai valori fondamentali della società svizzera, così come ad una serie di regole comuni che permettono il superamento dei conflitti. Gli svizzeri devono accogliere la presenza delle diversità culturali degli immigrati e creare le premesse per pari opportunità sociali. (Luisa Deponti- CSERPE Basilea/Inform)


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