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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Alle Commissioni riunite Esteri e Istruzione l’audizione del direttore generale per la promozione del sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca

SENATO DELLA REPUBBLICA

Nell’ambito dell’esame della disciplina della scuola italiana all’estero

Illustrate caratteristiche e innovazioni del testo elaborato in seguito alla delega disposta dalla “Buona scuola”. Alla base una nuova idea di “promozione integrata e culturale dell’Italia all’estero” che coinvolge Miur, Mibact, Società Dante Alighieri, Cgie, Enti gestori e Rai. Nuova suddivisione delle competenze tra Maeci e Miur “a stretto contatto nell’attuazione del decreto”. De Luca ribadisce inoltre il “ruolo fondamentale degli Enti gestori” nel “superamento dell’impostazione che dava priorità all’assistenza scolastica degli emigranti e ai loro familiari per puntare sull’inserimento dei corsi di italiano nei percorsi scolastici locali

 

ROMA – Nell’ambito dell’esame dell’Atto del Governo che disciplina la scuola italiana all’estero, elaborato in seguito alla delega disposta dalla legge sulla “Buona scuola”, si è svolta questa mattina una audizione informale del direttore generale per la Promozione del sistema Paese del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Vincenzo De Luca alle Commissioni riunite Affari esteri e Istruzione pubblica del Senato della Repubblica.

De Luca ha evidenziato in premessa come alla base del testo in esame ci sia una nuova idea di “promozione integrata e culturale dell’Italia all’estero”, concordata con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con i soggetti che rientrano a pieno titolo nel sistema chiamato ad articolare tale strategia – il direttore generale richiama in particolare il Ministero dei Beni, le Attività culturali e il Turismo, la Società Dante Alighieri, il Cgie, gli Enti gestori e la Rai. “Si tratta dunque per la prima volta di un quadro unitario della promozione culturale del nostro Paese nel mondo, in cui abbiamo voluto inserire tutte le dimensioni, compresa la sua proiezione economica – afferma De Luca, precisando come in tale contesto l’aggiornamento della normativa sulle scuole italiane potrà rafforzarne il ruolo e insieme la capacità di promozione linguistica e culturale.

A testimonianza di questa nuova fase di promozione integrata, il direttore generale richiama iniziative come gli Stati generali della Lingua italiana nel mondo, da cui è scaturita anche l’idea e la realizzazione del nuovo portale dedicato alla lingua italiana all’estero che ha consentito il primo abbozzo di un quadro generale dell’offerta linguistica, oggi fruita da 2.233.000 studenti in tutto il mondo, e di cui ci si propone un costante aggiornamento.

Passando all’oggetto specifico dell’Atto in esame, esso riguarda il “sistema di formazione italiano all’estero che intende inserirsi in un sistema di promozione integrato dell’Italia nel mondo” e che include 8 scuole statali italiane – presenti ad Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Madrid, Istanbul, Parigi e Zurigo – e 43 istituti paritari, cui si aggiungono le sezioni di italiano attivate in scuole estere o internazionali e le realtà che localmente si occupano della diffusione dell’italiano attraverso l’attività degli enti gestori. L’obiettivo è un aggiornamento delle norme che tenga conto delle diverse necessità, così come della loro razionalizzazione, in particolare di quelle riferite al personale di tale comparto facendo fronte ad alcune criticità, “indicando un percorso per rendere il tutto più razionale ed efficiente possibile – precisa De Luca, anche attraverso una nuova suddivisione e coordinamento delle competenze di Maeci e Miur.

Per quanto concerne proprio tale suddivisione, al Miur saranno affidati l’individuazione del profilo professionale e culturale del personale delle scuole italiane all’estero, la selezione del personale da destinarvi, la sua formazione, la destinazione e la valutazione del sistema; al Maeci spetterà invece la definizione del contingente del personale in accordo con il Ministero dell’Economia, la gestione delle 8 scuole amministrate dallo Stato italiano, il riconoscimento della parità scolastica a istituzioni all’estero, la tenuta degli elenchi delle non paritarie, il riconoscimento delle sezioni italiane in scuole di ordinamento misto, l’organizzazione degli esami di Stato, il trattamento economico del personale della scuola in servizio all’estero e il reclutamento in loco del personale docente e non per le scuole statali. Alla luce di questa ripartizione, il contingente del personale scolastico prima collocato al Maeci viene suddiviso ora tra Maeci e Miur in 35 unità per ciascun Ministero.

Il direttore generale passa dunque in rassegna i diversi capi in cui è suddiviso il testo, segnalandone caratteristiche e innovazioni rispetto la Testo unico in materia di istruzione del 1994. Continuerà ad essere affidata allo Stato la gestione delle 8 scuole statali, cui viene assegnato un dirigente scolastico deciso dal Maeci e per cui si prevede un unico bilancio, mentre si prevede la disciplina delle sezioni di italiano in scuole pubbliche o private straniere – che non fanno capo all’amministrazione diretta italiana – introducendo forme di partenariato pubblico e privato e prevedendo il rilascio di una certificazione di conoscenza della lingua italiana; le scuole statali potranno poi decidere l’istituzione di sezioni ad ordinamento misto in collaborazione con soggetti pubblici o privati, una partnership di cui si auspica il ricorso e l’incremento in tutti i settori.

Per quanto riguarda le associazioni di scuole e le iniziative su lingua e cultura italiana all’estero “si supera l’impostazione prevista dal Testo unico del 1994 che dava priorità all’assistenza scolastica degli emigranti e ai loro familiari puntando invece sull’inserimento dei corsi di italiano nei percorsi scolastici locali e qui – sottolinea De Luca – con un ruolo fondamentale degli Enti gestori come ho già ribadito in un’analoga audizione che ho svolto alla Camera”.

Alcune novità sono introdotte anche con la valutazione del sistema di formazione del personale e con norme per la trasparenza e la pubblicità che prevedono una apposita sezione sulle scuole italiane all’estero da inserire nel portale unico sulla scuola.

In particolare, De Luca richiama la formazione propedeutica prevista per il personale da inviarsi all’estero, per cui sono stati stanziati 170 mila euro a decorrere dal 2017, e il sistema di valutazione introdotto che riguarderà la qualità dell’offerta, l’impatto degli interventi, la qualità dell’insegnamento offerto dai docenti, la performance dei dirigenti e del personale amministrativo – per la valutazione le risorse preventivate sono di 200 mila euro per il 2017. Segnala poi “un’inversione di tendenza” rispetto alla progressiva diminuzione del personale di ruolo del comparto scuola all’estero, ridotto in questi anni a 624 unità e che verrà ora incrementato di 50 unità, raggiungendo così le 674 unità di personale, un dato che secondo il direttore generale merita un approfondimento anche comparativo, considerando quanto messo in atto da altri Paesi europei in proposito e cita il caso francese, in cui la prevalenza – sostiene – è dei docenti assunti in loco.

Richiamate poi le specifiche del servizio all’estero: la durata, modificata in 6 anni e in un’unica sede; i trasferimenti, previsti solo per gravi motivi e ragioni di servizio e solo se finanziariamente compatibili; la selezione a cura del Miur sentito il Maeci e cui sarà dedicato un apposito bando e in cui si prevede, anche per il personale non docente, un colloquio per via telematica; la possibilità di assegnazioni temporanee per gli esami di Stato o per esigenze impreviste cui non è stato possibile far fronte in altro modo; le norme sul trattamento economico che vengono semplificate e uniformate a quelle del personale del Maeci.

Per quanto riguarda le scuole statali si sta valutando – fa sapere De Luca – anche la possibilità di reclutare personale in loco per discipline o insegnamenti specifici, mentre viene meno il sistema delle supplenze, per “limiti normativi riscontrati”; prevista anche la possibilità di tirocini in servizio civile per giovani che vogliano fare esperienza all’estero, mentre si precisa che il contingente di personale destinato alle scuole europee è aggiuntivo rispetto a quello sopramenzionato. Infine, un richiamo alla progressiva digitalizzazione delle scuole amministrate dallo Stato, in linea con quanto avviene anche nella scuola italiana. (Inform)

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