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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Tagli al fondo patronati e rinnovo dei Comites fra i temi affrontati nei lavori del V Congresso Uim

ASSOCIAZIONI

Oltre al presidente Uim Mario Castellengo e al presidente dell’Ital Uil Gilberto De Santis, sono intervenuti nella sessione pomeridiana i deputati Pd Fabio Porta (ripartizione America meridionale) e Laura Garavini (ripartizione Europa)

 

ROMA – Sono intervenuti nei lavori del pomeriggio del V Congresso della Uim, svoltosi ieri presso l’Hotel Universo a Roma, anche i parlamentari democratici Fabio Porta (eletto nella ripartizione America meridionale) e Laura Garavini (ripartizione Europa), soffermandosi in particolare sull’impegno speso in Parlamento per scongiurare il taglio al fondo patronati previsto dalla legge di stabilità – ora all’esame della Camera dei Deputati – e sul rinvio delle elezioni dei Comites al 17 aprile 2015.

Porta ha parlato di un impegno collegiale contro il taglio di risorse, impegno che, nel suo caso, “deriva da una militanza, anche nel patronato” la cui esperienza – a dispetto di coloro che fanno proprio della poca esperienza, dice, un capitale – egli si propone di portare in Parlamento e che si è concretizzato nella presentazione di un emendamento alla legge di stabilità a prima firma di Laura Garavini e sottoscritto da oltre 150 deputati, “quasi tutti del partito democratico”. “Senza i patronati – afferma Porta  – probabilmente oggi non avremo una democrazia compiuta e un’informazione capillare”, senza contare che ora si aggiungono per la collettività italiana all’estero anche le difficoltà connesse alla riorganizzazione della rete consolare. Anche le nuove caratteristiche assunte dall’emigrazione necessitano poi di “una rete di patronati adeguata a nuove sfide”. Il presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera vuole riaffermare però anche la cose positive che l’attuale governo ha fatto per gli italiani all’estero: tra esse l’impegno della firma della convenzione tra patronati e Maeci annunciato dall’allora ministro degli Esteri Federica Mogherini e di cui ora si attende conferma dal nuovo ministro, Paolo Gentiloni, nel corso della sua prima audizione alle Commissioni Esteri di Camera e Senato programmata per giovedì prossimo, e l’indizione delle elezioni per il rinnovo dei Comites. Porta, che sperava nella conclusione della fase elettorale entro la fine di quest’anno, definisce comunque “di buon senso” la decisione del ministro Gentiloni di rinviare l’elezione al 17 aprile 2015, così da aumentare la possibilità di partecipazione al voto. Non riterrebbe invece corretta la riapertura dei termini per la presentazione delle liste candidate. “Uno dei principali problemi che ha avuto l’Italia in questi anni è il mancato rispetto delle regole, cosa che risulta ancora più evidente agli italiani che vivono in altri Paesi. L’Italia ha bisogno di regole e di rispettarle, dobbiamo dare esempio di serietà – afferma Porta, che ritiene comunque necessaria “una riflessione complessiva sugli organismi di rappresentanza, perché percentuali basse di partecipazione non sono frutto di un nuovo sistema che restituisce invece serietà e dignità al nostro voto, ma di una rappresentanza che occorre ripensare alla luce di chi sono oggi gli italiani all’estero e quale sia il modo migliore di rappresentarli”. Una riflessione a cui Porta invita la stessa Uim a concorrere.

Laura Garavini si definisce “moderatamente ottimista” sulla possibilità di rivedere il taglio annunciato attraverso l’emendamento sopra richiamato, emendamento che ritiene importante sia stato condiviso da esponenti della maggioranza. Per la deputata inoltre la decisione non risulterebbe imputabile interamente a Renzi perché innescata da tagli derivanti dalla precedente legge finanziaria. A proposito del rinvio delle elezioni dei Comites ritiene “difficile contrastare la decisione alla luce dei dati”: il 2% degli iscritti all’elenco elettorale e i 9 milioni di euro che andranno spesi per il rinnovo. “Va dato atto al governo, stando così le cose, di aver evitato una debacle, ma ora ci dobbiamo porre la questione che sorgerà se tra 4 mesi tale percentuale di iscritti non sarà aumentata. Il rischio è che ci si trovi di fronte ad un grave fallimento annunciato – afferma Garavini, ritornando sulla necessità di rivedere questi organismi di rappresentanza. Un processo cui dovrà contribuire anche la Uim, così come su tutte le altre questioni che interessano gli italiani all’estero – citata a questo proposito la promozione di lingua e cultura italiana che subirà probabilmente a sua volta una nuova flessione delle risorse. Garavini tiene quindi a sottolineare il ruolo dell’associazionismo nell’affrontare queste nuove sfide, compresa quella di “individuare una nuova narrazione dell’esperienza migratoria che sappia valorizzare meglio le esperienze dei migranti e il contributo che essi possono dare al Paese”. “Il governo – aggiunge – è impegnato in riforme importanti che tornano a dare credibilità al nostro Paese, specie sul fronte internazionale ed europeo. Proprio in questo contesto e nell’attuale confronto con i sindacati la Uil, e tutte le organizzazioni che in essa si riconoscono o che le sono vicine, possono giocare un ruolo importante, di svolta e decisivo per il cambiamento del nostro Paese – conclude Garavini.

Di seguito è intervenuto il presidente della Uim Mario Castellengo, che ha ribadito come l’associazione, grazie all’impegno in particolare del segretario generale Alberto Sera, abbia raggiunto una diffusione capillare anche in Italia, oltre che all’estero. “Siamo oramai radicati nel territorio e questo comporta una grande responsabilità – afferma, richiamando l’impegno messo in campo in vista delle elezioni dei Comites. “La Uim ha presentato 90 candidati in tutto il mondo, uno sforzo impegnativo cui non avremo potuto far fronte senza radicamento – prosegue Castellengo, che condivide l’inopportunità di riaprire i termini di presentazione delle liste. Sul taglio al fondo patronati rifiuta soluzioni “di compromesso”, perché “nessuno – spiega – è in grado di sostituirci, noi lavoriamo con professionalità e passione, spesso sostituiamo il ruolo degli uffici consolari nell’assistenza ai connazionali e vogliamo che il Maeci consenta l’apertura di un tavolo per il riconoscimento della nostra attività – conclude il presidente Uim, ribadendo una richiesta già formulata nel corso della recente audizione svolta al Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato.

Nel corso del dibattito sono ancora intervenuti Enrico Matteo Ponti, segretario nazionale della Uil Pa, che è tornato sulla necessità di difendere i corpi intermedi nella loro interlocuzione con il governo e su quella di rendere maggiormente trasparente la gestione della spesa pubblica; Giusto Piccionello, dell’Ital di Francoforte, che segnala come di fronte alla ripresa del flusso migratorio in uscita dall’Italia occorrerebbe potenziare e non ridurre gli uffici consolari; Santina Murru, responsabile Uim del Belgio, che ritorna sulla necessità di una riforma dell’Aire e sugli interventi di promozione di lingua e cultura italiana all’estero; Dino Nardi, coordinatore europeo della Uim e consigliere del Cgie, che rileva come patronato e associazioni restino punto di riferimento essenziale della collettività all’estero a fronte della riorganizzazione della rete consolare e della diminuzione dello stesso numero dei Comites; Gabriele Di Mascio, coordinatore Uim nazionale, che evidenzia come l’attività di sportello per i giovani italiani che decidono di emigrare all’estero faccia la differenza “tra il semplice dare informazioni e l’assistenza ai connazionali”; Franco Sogus da Oberhausen, che segnala come il patronato offra assistenza agli stessi cittadini tedeschi che vi si rivolgono per informazioni relative al sistema previdenziale; Giuseppe Bartolotta dell’Ital di Colonia, che propone la compilazione di un “Libro bianco sui consolati” con le indicazioni utili a ridurre i costi delle strutture mantenendo invariato il livello dei servizi; Dan Cristescu, presidente del sindacato Fgs Romania, che sollecita a lottare contro la finanza internazionale e i poteri forti, in progressiva avanzata in tutta Europa; Giorgio Feroce, presidente della Uim Trieste, che si è soffermato sulle esigenze di italiani che si trovano all’estero (Istria, Slovenia, Dalmazia) pur non essendo emigrati.

In conclusione il saluto del presidente dell’Ital Uil, Gilberto De Santis, che ha segnalato di condividere la relazione di Sera, ricordato il contributo raccolto da molte sedi Uim e Ital all’estero in favore dei terremotati de L’Aquila e proposto l’adesione ad un eventuale analoga iniziativa per Genova. Ha presentato infine una targa preparata per l’occasione.

Prima della fine del Congresso l’approvazione di alcune modifiche statutarie dell’associazione: la sostituzione della dicitura emigrati ed immigrati con il termine “migranti” e lo snellimento del direttivo del sodalizio, che prevede l’abolizione del consiglio generale e una ridefinizione dei compiti del Congresso e della direzione. Infine, l’elezione dei nuovi organismi direttivi. Annunciata anche una manifestazione contro i tagli al fondo patronati prevista giovedì 20 novembre alle ore 10 davanti a Montecitorio. (Inform)

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