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Sì definitivo dell’Aula del Senato al Bilancio di previsione dello Stato per il 2021 e al bilancio pluriennale 2021-2023

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Dopo aver rinnovato la fiducia al Governo approvando l’articolo 1 con 156 voti favorevoli e 124 contrari, l’Assemblea del Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 2054 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023.

Ieri si è svolta la discussione generale, senza relazione, e il Governo ha posto la questione di fiducia sull’articolo 1 nel testo identico a quello approvato dalla Camera. Questa mattina, al dibattito sulla fiducia, hanno partecipato i sen. De Bertoldi, De Carlo (FdI), Agnese Gallicchio, Lanzi (M5S), Fantetti (Misto), Zanda (PD), Licia Ronzulli (FI), Tosato (L-SP). I senatori di opposizione hanno posto l’accento sul fatto che per la prima volta nella storia della Repubblica la manovra finanziaria è giunta blindata in Senato il 28 dicembre e, a causa di errori, richiederà un immediato intervento correttivo; nel merito, la legge di bilancio appare un coacervo di misure (bonus, sussidi, proroghe) prive di un disegno. Con un Governo inadeguato alla situazione e minato da lotte di potere interne alla maggioranza. Su una manovra di 40 miliardi, scarse sono le risorse destinate alle imprese, agli investimenti, ai trasporti, alla sanità. I senatori di maggioranza hanno replicato che le risorse stanziate per cassa integrazione, sanità, scuola, esonero contributivo, sostegno alle partite Iva, stabilizzazione del cuneo fiscale, ecobonus e riforma fiscale sono interventi organici che rispondono alle necessità del Paese. I senatori di maggioranza hanno posto l’accento sul fondo di rotazione che anticipa le risorse del Next generation EU.

Nella dichiarazione di voto a sostegno della fiducia, il sen. Steger (Aut) ha auspicato l’alleggerimento delle procedure per il super ecobonus; il sen. Renzi (IV-PSI) ha insistito sulla necessità di spendere bene i fondi europei; il sen. Errani (Misto-LeU) ha indicato alcune scelte strategiche (la riforma fiscale, la proroga del superbonus, la tutela del lavoro); il sen. Manca ha celebrato il nuovo volto dell’Europa e ha sottolineato la situazione emergenziale riconoscendo che senza bicameralismo non sarebbe stato possibile convertire nove decreti-legge economici; la sen. Accoto (M5S) ha ricordato le politiche attive del lavoro, la transizione 4.0, la decontribuzione integrale nel Mezzogiorno, l’assegno universale per i figli, il superbonus per le ristrutturazioni edilizie.

Nella dichiarazione di diniego della fiducia, il sen. Calandrini (FdI) ha ricordato il contributo del centrodestra alla manovra (decontribuzione per le partite Iva, risorse aggiuntive per personale sanitario e forze dell’ordine); la sen. Bernini (FI) ha proposto l’anno fiscale bianco e rimborsi alle imprese sul modello tedesco calcolati su costi fissi e fatturato; il sen. Bagnai (L-SP), analizzando dati storici ed economici, ha smontato il mito di un nuovo volto dell’Europa mostrando che la malattia della bassa crescita italiana dipende da quelle regole europee che la maggioranza attuale non intende mettere in questione. In dissenso dal Gruppo, sono intervenuti i sen. Paragone, De Falco e Tiziana Drago (Misto). (Inform)

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