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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Sabato 29 marzo un seminario di formazione sul gioco d’azzardo per i parroci e gli operatori parrocchiali

CARITAS DI ROMA

“Vite in gioco ai tempi della crisi”

ROMA – “Vite in gioco ai tempi della crisi. Gioco d’azzardo, indebitamento e usura” è il titolo del seminario di formazione organizzato dalla diocesi di Roma per sabato 29 marzo, dalle 9.30 alle 13, nella parrocchia San Romano Martire (largo Antonio Beltramelli, 23). L’incontro, rivolto soprattutto ai parroci e agli animatori delle comunità parrocchiali della diocesi, è promosso dalla Caritas diocesana di Roma nell’ambito della Quaresima di Carità.

Il convegno verrà aperto dal vescovo Guerino Di Tora, ausiliare per il Settore Nord della diocesi, e vedrà nella prima parte gli interventi del direttore della Caritas diocesana di Roma, monsignor Enrico Feroci, e di Maurizio Fiasco, sociologo specializzato in ricerca e formazione in tema di sicurezza pubblica (quadri, funzionari e dirigenti della Polizia di stato e delle polizie locali) e di security aziendale, amministrazione locale e fenomeni socio-economici. La mattinata di studio continuerà nella seconda parte con le testimonianze dell’associazione “Giocatori anonimi” e del gruppo “Familiari dei giocatori”. Al termine la proiezione di un video sull’esperienza della Comunità di Campoformido (Udine).

“Le famiglie del Lazio – spiega mons. Feroci – spendono per il gioco d’azzardo più di quanto spendano per riscaldare le loro abitazioni e tanto quanto occorre per le cure mediche”. Un dato allarmante confermato dal fatto che “slot machine, gratta e vinci, scommesse, videopoker e concorsi a premi rappresentano il 12 per cento della spesa per consumi e il 4,5 per cento del Pil laziale e fanno della nostra regione la terza del Paese per fatturato in concorsi a premi, nonostante sia la sesta per popolazione residente”. Roma, poi, è la Capitale italiana del gioco d’azzardo «con 718 sale slot, tra cui la più grande sala europea con una capienza di 900 postazioni di gioco, e una spesa pro-capite di 1.386 euro l’anno per ogni residente, una delle più alte d’Italia». In un tale scenario per il direttore della Caritas diocesana “è necessario che le comunità cristiane prendano coscienza della drammaticità del fenomeno e diventino voce autorevole verso uno Stato schizofrenico, che mentre favorisce la cultura del gioco, cerca di rimuovere i problemi reali che questo comporta”. (Inform)

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