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“S.O.S. Stanlio e Ollio”: un progetto per salvare le versioni italiane dei film di Laurel e Hardy

CINEMA

 

TRIESTE – La XVIII edizione de “I mille occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti” di Trieste, si terrà presso il Teatro Miela dal 13 al 18 settembre, in collaborazione con la Cineteca del Friuli, l’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” e i Diari di Cineclub. Questo festival sarà l’occasione per ufficializzare un’autentica “missione impossibile”: recuperare e restaurare, grazie alle nuove tecnologie, il patrimonio filmico di Stanlio e Ollio in versione italiana. Il progetto “S.O.S. Stanlio e Ollio” è dunque quello di riuscire a realizzare, in un futuro prossimo, una esauriente collana di opere restaurate in DVD e Blu-ray e di favorire un ritorno in pellicola, restituendole, con una veste rinnovata, alla memoria collettiva. Laurel e Hardy, nel corso di trent’anni e cento film girati insieme, sono stati il duo comico più amato della storia del cinema, ma attualmente si ritrovano “in another fine mess” ossia in un altro bel pasticcio. Le versioni italiane in pellicola dei loro classici realizzati per il produttore Hal Roach, versano in pessime condizioni di conservazione; le copie dei film, infatti, proiettate centinaia di volte, risultano molto logorate. La capillare diffusione nel cinema di seconda, terza e quarta visione, nelle sale parrocchiali, ha fatto sì che i negativi originali – oggi il più delle volte irreperibili – fossero sovrastampati e duplicati subendo gravi danni e usura.

Annunciati dalla loro popolare “marcetta del cucù”, in Italia Laurel e Hardy vennero chiamati prima Cric e Croc e poi Stanlio e Ollio. Le edizioni italiane dei loro film, curate durante il fascismo e negli anni a seguire, rispetto alle originali americane, sono spesso alterate e modificate nei titoli e anche nel doppiaggio e innumerevoli inoltre sono i film-collage, antologie montate dai distributori. Fondamentale per la popolarità dell’opera della coppia è stato il loro particolare modo di parlare reso inconfondibile dalla maestria dei doppiatori, tra cui il giovane Alberto Sordi. In virtù di questo prezioso patrimonio, grazie alla paziente ricerca archivistica e di mediazione presso collezionisti e cineteche pubbliche e private, un gruppo di appassionati e studiosi, tra cui Enzo Pio Pignatiello e Simone Santilli, è riuscito a reperire la quasi totalità della filmografia di Laurel e Hardy in versione italiana in pellicola. L’intento successivo è stato la scansione digitale in HD delle pellicole, nella loro pulitura e regolazione digitale dei contrasti, nella loro integrazione con le titolazioni originali, e, non ultimo, nella pulitura digitale delle tracce audio. E’ stato possibile effettuare tali lavorazioni grazie alla professionalità di Paolo Venier, tecnico e collezionista triestino che ha messo a disposizione la sua attrezzatura. (Inform)

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