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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Riforme fiscali europee, la ricetta del Commissario Gentiloni: Digital Tax e Financial Transaction Tax. No al veto dell’unanimità su ambiente e salute; sì alla libera circolazione dei vaccini da Paesi terzi

CAMERA DEI DEPUTATI

Audizione davanti a Commissioni riunite Finanze e Politiche Ue

ROMA – Le Commissioni riunite Finanze e Politiche Ue della Camera dei Deputati hanno ascoltato in audizione, attraverso  videoconferenza, il  Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni, nell’ambito dell’esame della comunicazione della Commissione europea verso un processo decisionale più efficiente e democratico nella politica fiscale dell’Ue. Oggetto dell’esame è stata in primis la comunicazione del 2019 dove la Commissione suggerì il passaggio graduale alla procedura legislativa ordinaria a maggioranza qualificata per alcuni dossier fiscali a partire dalle misure per il miglioramento del coordinamento contro la frode e l’evasione fiscale ma anche per la semplificazione degli adempimenti delle imprese europee. Come ricordato da Gentiloni, al centro della proposta c’erano anche altri obiettivi: protezione dell’ambiente, contrasto ai cambiamenti climatici e salute. “Questi sono gli obiettivi da raggiungere in tempi più ravvicinati, poi ce ne sono di altrettanto ambiziosi ma proiettati in un orizzonte quinquennale. Sulla proposta discussa dal Consiglio europeo nel febbraio 2019 emerse la posizione divergente tra una decina di Stati membri, che hanno sostenuto tale proposta, e sedici Stati che hanno espresso un’opposizione più o meno netta”, ha spiegato Gentiloni lasciando intendere come ci siano alcuni Stati che vorrebbero mantenere la facoltà di porre dei veti su alcune tematiche delicate usufruendo dello strumento del voto unanime.

Gentiloni plaude poi al Governo italiano per l’atteggiamento di apertura verso la fiscalità e per il funzionamento del mercato interno andando oltre gli ostacoli rappresentati dalla regola dell’unanimità. “La Commissione von der Leyen ha cercato di mantenere questo dibattito in agenda e nel discorso d’insediamento è stata menzionata l’idea di arrivare alla maggioranza qualificata e alla co-decisione”, ha ribadito il Commissario menzionando lo strumento della cosiddetta ‘clausola passerella’ usata proprio per adottare misure che non siano prese all’unanimità. Anche qui però c’è l’intoppo: “il piccolo problema è che anche la ‘clausola passerella’ a sua volta ha bisogno di un’approvazione unanime; questo meccanismo potrebbe essere messo in campo quando a prevalere dovessero essere per esempio problemi ambientali e non già meramente fiscali”, ha aggiunto Gentiloni riflettendo sul dover dare la precedenza alla sostanza della delicatezza del tema in campo piuttosto che alla forma di votazione.

La riflessione è andata anche al Recovery Plan e alla mole di debito che questo genererà: si parla di un arco temporale trentennale compreso tra 2026 e 2056 per ripagare questo enorme debito comune quantificabile in 15 miliardi annui per ciascun piano. Gentiloni ha quindi illuminato la scena con alcune anticipazioni che andrebbero a ridimensionare lo strapotere dei giganti del web “veri vincitori di questa pandemia arrivando a capitalizzare molto grazie anche ad un sistema di tassazione del secolo scorso che è collegato alla presenza fisica delle imprese in un determinato luogo”. Per affrontare nel merito questa questione la deadline dovrebbe essere quella del primo semestre dell’anno prossimo, ma Gentiloni avverte senza mezzi termini: “senza intesa globale Ocse e G20 la Commissione europea avanzerà comunque la sua proposta di Digital Tax comunitaria giacché è irragionevole parlare di una simile riforma della tassazione a livello nazionale”, ha ammonito il Commissario puntando il dito anche sulla ormai improrogabile riforma chiamata Financial Transaction Tax: questo sarebbe un nuovo tentativo dopo che, anni fa, non ci fu un consenso unanime proprio su una simile proposta. Restando all’emergenza sanitaria, Gentiloni ha ricordato alcuni interventi europei urgenti messi in atto in questi mesi: “Sono stati sospesi i dazi doganali e l’Iva sull’ importazione da Paesi terzi di dispositivi medici e di protezione, è prevista anche la decisione di un esonero completo di tali tassazioni per i vaccini, per lo meno fino a quando l’Oms non dichiari la fine della pandemia”, ha sottolineato Gentiloni che auspica una ristrutturazione del debito per i Paesi più poveri. Allo stesso tempo il Commissario ha ricordato come, già da metà marzo, sia sospesa la norma vigente sugli aiuti di Stato e sul patto di stabilità. “Il Piano Sure si è rivelato un pacchetto di grande efficienza e l’Italia ne ha avuto una seconda tranche per un ammontare di 17 miliardi di prestiti per strumenti come la Cassa Integrazione”, ha concluso Gentiloni parlando di utilizzo qualitativo di piani sostanziosi come il Next Generation Eu dove tuttavia sarà importante il rispetto della tempistica per i Piani di rilancio nazionali. (Inform)

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