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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentato a Roma Dossier Statistico Immigrazione 2017

IMMIGRAZIONE

Curato dai Centri Studio IDOS e Confronti

 

Al 31 dicembre 2016 la presenza straniera regolare in Italia supera in 5 milioni. Dal 2006 la popolazione straniera residente nel nostro Paese è aumentata di circa 2 milioni di persone. Durante l’incontro ricordata la figura di mons. Luigi Di Liegro

 

ROMA  – “Non ci sono invasori, non siamo vittime, non incombe una condanna alla catastrofe, il futuro dipende da noi e dal nostro spirito di collaborazione con i Paesi in via di sviluppo”. Con queste parole Ugo Melchionda, il Presidente del Centro Studi e Ricerche Idos ha dato il benvenuto a quanti hanno preso parte alla presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2017 svoltasi a Roma presso il Teatro Orione.

Sul palco, per coordinare gli interventi dei relatori chiamati a discuterne, Franco Pittau, Coordinatore Scientifico del Dossier nonché ideatore e Claudio Paravati, Direttore Centro Studi Confronti, partner per la realizzazione.  L’edizione di quest’anno è la 27ma e cade a 20 anni dalla morte di mons. Luigi Di Liegro, (scomparso il 12 ottobre 1997). “Don Luigi, ha ricordato Pittau, era una un sacerdote, un operatore sociale, che aveva la vista molto lunga e sponsorizzò subito l’idea di istruire, formare e sensibilizzare in materia migratoria alcuni dati statistici. Questo dossier prese l’avvio nel 1991”.

A ricordare la figura del fondatore della Caritas di Roma e difensore di tutte quelle persone emarginate e da sempre solidale con gli immigrati anche la nipote, Luigina Di Liegro, invitata al tavolo dei relatori in rappresentanza della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro Onlus. “Mio zio – ha ricordato – con Franco e Lidia Pittau hanno avuto l’idea di iniziare il Dossier, mio zio era un sacerdote aveva una formidabile passione per l’umanità tutta”. Rivolgendosi agli studenti di numerosi istituti scolastici romani presenti in sala ha affermato  “voi giovani se conoscete le mense della Caritas, i centri per l’accoglienza per gli stranieri, i centri per l’AIDS, se avete sentito parlare di questi servizi o conoscete questi servizi allora dovete pensare a don Luigi. Era una persona che amava Roma, la nostra città”. “Per lui – ha continuato la Di Liegro – era importante che la politica e gli amministratori ascoltassero i bisogni dei cittadini, i bisogni di chi non ha lavoro, di chi è in mobilità, di chi è disabile. Ha creato le prime mense perché per lui il cibo era importante, perché il fatto di poter magiare ridava alla persona dignità”. “Oggi – ha continuato la Di Liegro – parliamo di conoscenza, il Dossier per don Luigi voleva dire conoscere e Franco Pittau e Ugo Melchionda hanno lavorato a quel sogno di don Luigi affinché ci fosse una città e un Paese accogliente”.

A seguire la parola al pastore Luca Anziani, vice moderatore della Tavola Valdese. “Anche quest’anno – ha ricordato Anziani – la Tavola Valdese ha voluto sostenere questo progetto non solo dal punto di vista economico ma con un’azione a  trecentosessanta gradi. Il motivo per cui la nostra Chiesa ha deciso ancora una volta di sostenere questo progetto è da ricercarsi in quello che possiamo chiamare una motivazione che accomuna tutti e tutte noi, ovvero la costruzione di una cittadinanza solidale”.  Anziani ha inoltre rilevato la necessità di modificare le strutture culturali del nostro Paese, visto che la questione migratoria “è un’urgenza prima di tutto culturale, poi ovviamente anche politica e sociale e riguarda tutte le fedi”.

A seguire è stato proiettato “Voci di Confine” il Video che Rai News ha curato anche per questa edizione del Dossier, una fotografia della situazione italiana sul tema immigrazione, attraverso immagini e interviste, partendo proprio dal coordinatore scientifico del dossier, Franco Pittau.

Dal Rapporto emerge come al 31 dicembre 2016 la presenza straniera regolare (immigrati residenti con una qualche forma di permesso di soggiorno) siano poco più di 5 milioni, una cifra che rispecchia gli italiani in uscita, cioè residenti all’estero che si attestano sui 5.383.199. Calcolando un arco di tempo che va dal 2006, in 10 anni la popolazione straniera residente in Italia è aumentata di circa 2 milioni di persone. Sempre secondo il Rapporto dalle previsioni dell’Istat nel 2065 potrebbero essere 14,1 milioni i residenti stranieri nel nostro Paese e 7,6 i cittadini italiani di origine straniera, quindi più di un terzo della popolazione. Di conseguenza “non è scusabile” come riportato dai curatori del dossier, un ulteriore rinvio della legge sulla cittadinanza, soprattutto se si tiene conto del numero più che elevato dei giovani stranieri nati in Italia.

Ogni mese solo a Milano e a Roma sono circa 500 i bambini che nascono da genitori stranieri, ma non è tutto, un aumento delle nascite di bimbi figli di immigrati si riscontra in buona parte nelle città del nord come del Sud Italia.

Il Dossier costituito da 480 pagine, è inoltre ricco di schemi e dati, ad esempio la tabella dedicata alla ‘Distribuzione e Incidenza’ fotografa la distribuzione degli immigrati su tutto il territorio nazionale, ma con incidenze diverse sulla popolazione complessiva: infatti 1 su 5 vive in Lombardia; 1 su 8 vive nel Lazio; 1 su 10 vive in Emilia Romagna. Le provincie con maggior presenza di stranieri risultano essere Prato con il 17%, a seguire Piacenza, Milano e Parma con il 14%; Roma (assieme a Brescia, Firenze, Modena, Mantova e Reggio Emilia) si attesta al 12-13%. Il comune con la percentuale più alta risulta Baranzate in provincia di Milano con il 33%, per scendere ad Acate nel sud in provincia di Ragusa con il 30%. Nel Nord-Est la presenza straniera rispetto alla popolazione complessiva è del 10,4%; poco di più nel Nord-Ovest con il 10,6%; al Centro si ha un 10,7%; scende di molto al Sud con il 4,2% e nelle Isole con il 3,6%. (Fonte Istat). Gli immigrati con permessi di soggiorno sono 3.714,137, di cui il 59,5% sono permessi di lungo soggiorno contro il 40,5% con permessi a termine. 145,700 risultano i permessi scaduti, di questi il 24,5% per richiesta asilo e altre forme di protezione. (Fonte Istat).

Fra i lavoratori stranieri sono 2,4 milioni gli occupati, 437mila i disoccupati con una retribuzione che oscilla di poco al disotto dei mille euro per raggiungere un massimo di qualche centinaia di euro al disopra dei mille euro.  Dal dossier emerge anche come – a seconda del metodo di calcolo – il beneficio finanziario assicurato dagli immigrati ai conti pubblici sia compreso tra 2,1 e 2,8 miliardi di euro. Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha affermato che l’incidenza degli stranieri sul totale degli assegni di pensione in Italia è di appena lo 0,3%.

“Noi abbiamo oggi 250 milioni circa di migranti nel mondo e quindi è questo il problema da cui partire – ha affermato Ugo  Melchionda – a questi migranti vanno 65 milioni di rifugiati, le due facce della migrazione contemporanea. Il 3% della popolazione emigra, ma è una scelta come dire non sempre libera, è una scelta molte volte obbligata da condizioni insostenibili nei Paesi di origine. Abbiamo 65 milioni di persone che non hanno nulla, che hanno l’unica scelta di attraversare deserti o il Mediterraneo, pagando un prezzo altissimo. Pensate che ogni anno sono migliaia le persone che muoiono in questi tentativi e il Mediterraneo si è confermato negli ultimi anni come il posto più pericoloso. Muoiono molte più persone attraversando il Mediterraneo che in qualsiasi altro tentativo di attraversare frontiere al mondo. Questa è la nostra responsabilità, è qualcosa a cui dobbiamo pensare perché non è possibile lasciare questa condizione”. Per Melchionda inoltre “la vera e propria urgenza, in questo Paese non è l’immigrazione ma è la narrazione che se ne fa”. Una narrazione che non rispetta la realtà che spesso fa leva sulla paura del diverso.

Un commento è venuto anche da don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, con una lunga esperienza in tema di accoglienza, “una voce cattolica nel panorama laico degli interventi” ha detto Pittau. Per don Vinicio tre sono gli aggettivi che gli derivano dall’esperienza, maturata dal lontano 1975 quando si parla di integrazione e accoglienza: c’è l’accoglienza e integrazione precaria, legata ai centri di prima accoglienza che danno un tempo limitato a chi vi soggiorna. Persone, quest’ultime, che poi spesso diventano ‘invisibili’, finendo a vivere senza fossa dimora nelle stazioni, nelle piazze delle città o nelle strade italiane.  Vi è poi c’è l’accoglienza interessata, formata da una schiera di persone, come ad esempio le badanti, che servono alle  famiglie, alla società. C’è infine l’accoglienza ostile, quella basata sulla paura dello straniero.

Rivolgendosi ai ragazzi in sala il sacerdote ha infine aggiunto “voi che siete giovani, non abbiate paura, la storia non si ferma e i muri non servono, perché la storia ha una sua evoluzione che porta a quella che noi chiamiamo civiltà”.

A seguire le parole di Insaf Dimassi, studentessa della Facoltà di Scienze Internazionali di Bologna, tunisina, di seconda generazione in Italia, rappresentante del Movimento dei cittadini senza cittadinanza, che ha sottolineato l’importanza della rapida approvazione della legge sullo ius soli. La Dimassi ha anche spiegato come il Movimento sia composto da ragazzi e ragazze nati e cresciuti in Italia ma non riconosciuti come italiani e abbia lo scopo di interfacciarsi su queste tematiche con i politici e con la stampa. “Il nostro obiettivo principale – ha aggiunto – è quello di sensibilizzare il pubblico innanzitutto spiegando quali sono le difficoltà di noi ragazzi. Non si può giocare con i diritti”.

E’ stato l’intervento di Tatiana Esposito, direttore generale per l’Immigrazione e le Politiche di Integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ad introdurre lo spazio dedicato alle istituzioni. “Questo Rapporto – ha esordito il direttore generale  dopo aver ringraziato Ugo Melchionda per la qualità del lavoro svolto – ai miei occhi mostra due aspetti principali: da un lato è importante perché ci permette di andare a guardare i dati, di decodificare la realtà. Questo rapporto rappresenta una mappa che ci indica dove c’è bisogno di agire e in che maniera bisogna agire.. Da un altro lato attribuisco valore a questo lavoro anche perché aiuta a correggere delle percezioni del fenomeno migratorio che sono spesso distorte e che contribuiscono ad alimentare un dibattito quasi sempre polarizzato e radicalizzato, e quando a confrontarsi sono idee radicalizzate è veramente raro che abbia la meglio l’idea migliore”. La Esposito ha anche rilevato come i dati del Dossier sul mercato del lavoro degli immigrati siano in linea con quanto emerge dalle indagini promosse dal ministero, l’ultima edizione è del luglio scorso, sulla partecipazione al mercato del lavoro degli stranieri. Un ambito su cui il ministero si percorrendo una politica attiva anche grazie alla collaborazione con le regioni.

Le conclusioni sul tema “Le prospettive percorribili” –  sono state affidate al vice ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale  Mario Giro che ha in primo luogo ringraziato i promotori del Rapporto che permette di avere un quadro reale della presenza migratoria in Italia. “Io non voglio fare delle conclusioni istituzionali preferisco fare delle conclusioni politiche –  ha affermato il vice ministro – perché cari amici la questione dell’integrazione, è un tema che nelle città porteremo avanti per lungo tempo e sul quale secondo me dovremo attrezzarci diversamente perché sarà una lotta sempre più dura”.  Giro ha anche sottolineato come l’immigrazione sia, in Italia e in Europa, una questione culturale che appare caratterizzata da chiusure, contrapposizioni, avversità: un vera malattia che riporta agli anni ’30 e che esige un’opera di netto contrasto. (Nicoletta Di Benedetto – Inform)

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