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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Presentata alla Farnesina la XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo dedicata al tema “L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo”

LINGUA E CULTURA ITALIANA

 

ROMA – Alla Farnesina, presso la Sala delle Conferenze Internazionali, è stata presentata la“XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo”, il cui tema quest’anno è  “L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo”. L’evento, moderato dalla giornalista di Sky TG24 Chiara Piotto, ha avuto il focus sull’italiano e sull’evoluzione portata dalle nuove generazioni.

La presentazione è iniziata con il video promozionale dedicato all’iniziativa ed è seguita con l’intervento di Pasquale Terracciano, Direttore Generale del Maeci per la Diplomazia Pubblica e Culturale. Terracciano ha sottolineato il successo dell’evento che nel tempo è diventato “tradizionale ed iconico” affermando anche che “la Settimana esemplifica lo spirito di rete, che contraddistingue il nostro approccio alla promozione culturale”.  Il Direttore Generale ha successivamente esplorato il tema scelto per la Settimana della Lingua Italiana nel quadro dell’anno europeo dei giovani, soffermandosi sull’importanza del cambiamento e sulla dinamicità del linguaggio. “Questa Settimana ha l’obiettivo di esplorare come i linguaggi e gli strumenti di comunicazione stanno evolvendo attraverso le generazioni dei nativi digitali” ha affermato. Un’evoluzione che è sinonimo di crescita ed arricchimento e che deriva sia dagli scambi economici e culturali sia dall’innovazione tecnologica. “La lingua è un patrimonio universale in costante divenire che identifica l’Italia come il paese della storia, dell’arte della civiltà e del sapere vivere: il paese che vanta più siti Unesco (58) ma anche il paese dell’innovazione e dell’apertura al cambiamento”. Simbolo di questa apertura è anche il tema scelto per la Settimana il quale è frutto del lavoro e della creatività di giovani studenti della Scuola Italiana di Montevideo, vincitori del bando indetto alle scuole italiane all’estero (attualmente 7 statali e 42 paritarie con altre 6 in programmazione di apertura). Terracciano ha chiuso poi il suo intervento con due delle dieci parole che, insieme all’Istituto Treccani, sono state scelte come filo conduttore per la Settimana: “Universalità e contemporaneità, concetti che compongono l’unicum del nostro patrimonio culturale”.

La parola è andata poi a Bernardo Zannoni, vincitore del premio Campiello 2022.  Il giovane scrittore ha fornito una riflessione sulla dinamicità del linguaggio partendo dal suo modo di scrivere e di concepire la lingua italiana che lui stesso “piega, allunga e ricombina” per dire ciò che vuole. “Un linguaggio è il riflesso del mondo, cambia insieme alla Terra, muta con le nostre vite e si adatta”.

Da segnalare anche l’intervento di Linda Raimondo, divulgatrice scientifica, la quale ha parlato del rapporto tra la lingua italiana e la scienza. “La scienza ha in quale modo due limiti” che la rendono esclusiva. Il primo è l’uso del linguaggio matematico; il secondo è l’uso della lingua inglese. “I testi su cui studio e su cui ho studiato sono tutti in inglese” ha affermato. Per questo invece la giovane divulgatrice ha detto di aver deciso di utilizzare la lingua italiana per avvicinare i suoi coetanei alla scienza.

Gerardo Masuccio, fondatore della casa editrice “Utopia”, si è soffermato sull’influenza che la traduzione può avere sulla lingua italiana. L’esempio è fornito dal neologismo “imperduto” molto usato sui social e che deriva dal lavoro della poetessa Anne Carson “l’economia dell’imperduto”, uno dei primi volumi pubblicato da Utopia. A seguire le parole di Gioele Fabris, giovane influencer operante nel mondo della moda, il quale ha parlato dell’impatto che hanno le nuove piattaforme e i nuovi social, come Tik Tok, da cui arrivano molti neologismi.  “Per lavoro uso molto l’inglese. E’difficile però per me riuscire a trasmettere bene emozioni e sentimenti in un’altra lingua: l’italiano è carico di storia e di cultura”.

Il giovane cantautore, Leo Gassman si è soffermato sulla forte carica emotiva dell’italiano e sui pericoli per la nostra lingua. “Per le canzoni cerco sempre di utilizzare un lessico sincero, più vicino a quello utilizzato nella realtà. Anche se l’inglese è più musicale, se si riescono a trovare le parole giuste in italiano la canzone è più d’impatto. Dietro ogni parola infatti si cela un’emozione. Bisogna però proteggere l’italiano: vedo sempre meno ragazzi leggere, il che rende il vocabolario sempre più povero”.

Serena Cinquegrana, direttrice dell’Istituto Italiano di cultura di Dakar, ha parlato dell’interesse che i giovani senegalesi hanno per la nostra lingua e delle attività scelte per la Settimana. “4000 studenti hanno scelto l’italiano come seconda lingua nelle scuole e 500 sono iscritti al corso di laurea in italiano all’Università di Dakar. Proprio per loro abbiamo scelto le attività per la Settimana della Lingua Italiana che culminano a inizio novembre con il grande evento dedicato alla Poetry Slam” competizione che ha visto nel 2021 vincitore l’italiano Giuliano Logos. “Le culture urbane infatti sono molto importanti per lo sviluppo della lingua: intercettano cambiamenti sociale ed impongono mode” ha concluso.

Marco Lapenna, direttore dell’Istituto Italiano di cultura di Cordoba, si è invece focalizzato sull’importanza di conoscere i mezzi di comunicazione dei giovani i quali vanno trattati come adulti. “Il linguaggio inclusivo è un tema di discussione in Argentina” ha affermato.  E’ stata poi la volta di Annalisa Nesi, accademica della Crusca e curatrice del volume dedicato alla XXII Settimana “L’italiano e i giovani”, la quale si è soffermata sull’importanza delle nuove generazioni. “Nella pubblicazione ci sono molti giovani studiosi. Abbiamo fatto convivere nello studio dell’analisi linguistica dei giovani sia persone navigate ed esperte sia giovani che analizzano una lingua che gli è quasi coetanea”.

Parlando del volume ha affermato: “Una parte è dedicata alla lingua dei giovani, al rapporto con i nuovi media ed un’altra è dedicata alla didattica dell’italiano. Ci sono degli spazi per la letteratura dei più giovani e spazi dedicati alla lingua della moda e della cucina dove si spendono competenze tutte italiane”. Al termine del suo intervento è stato mostrato il video della Scuola Italiana di Montevideo nel quale è stato spiegato come è nata l’idea del titolo risultato poi vincitore del concorso.

Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro De Pedys, direttore Centrale per la Promozione della Cultura e della Lingua Italiana (Maeci). De Pedys ha parlato dell’importanza del tema della Settimana che apre una “finestra sulle modalità con cui l’italiano può essere attraente per le giovani generazioni”. A questo si lega il desiderio “della Farnesina” di rendere “i nativi digitali un nostro target per la diplomazia pubblica e culturale, aprendoci quindi a nuovi pubblici con modalità a loro più affini”.

De Pedys ha poi “tirato le fila” degli interventi: “Abbiamo appreso come l’italiano svolge un ruolo nella divulgazione scientifica, un mondo dominato dalla matematica e dall’inglese”; la flessibilità dell’italiano nelle nuove piattaforme; la sua potenza emotiva nella musica; come la traduzione riesca ad influenzare la lingua sia in entrata sia in uscita. “Attraverso la traduzione infatti la cultura e il pensiero italiano vengono portati all’estero e portati a pubblici internazionali. Per questo il Ministero degli Esteri dedica risorse significative a premi e traduzione di opere letterarie italiane all’estero” e collabora con i premi editoriali italiani, incluso il premio Cappiello. Gli interventi della direttrice di Dakar e del direttore di Cordoba, ha continuato De Pedys, hanno aperto uno spaccato su un mondo “poco conosciuto fuori” ossia “l’attività di promozione culturale e linguistica che è portata avanti da varie reti che fanno capo al Ministero degli Esteri”. “La nostra rete dalla settimana prossima metterà in campo una mole imponente di iniziative culturali tutte focalizzate sulla lingua italiana”.  De Pedys ha poi concluso segnalando i due principi che saranno ispiratori delle attività di promozione della lingua: lo spirito di rete e l’attenzione ai giovani. (Alessio Mirtini – Inform)

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