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Parere favorevole della Commissione Affari Costituzionali del Senato alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2021

SENATO DELLA REPUBBLICA

Nel parere approvato, alcune osservazioni riguardano le politiche migratorie, con il richiamo a superare le criticità emerse nell’attuale sistema di accoglienza dei migranti e alla partecipazione di tutti gli Stati membri alla loro redistribuzione

 

ROMA – La Commissione Affari costituzionali del Senato ha espresso il suo parere favorevole, con osservazioni, sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2021.

In esso viene rilevato in particolare “l’impegno dell’Italia nella partecipazione attiva ai lavori della Conferenza sul futuro dell’Europa, volta a promuovere un rinnovamento dell’Unione, aperto alle istanze dei parlamenti nazionali e della società civile e destinato a risolversi in concrete proposte” in vista di tale rinnovamento e la partecipazione del Governo italiano all’elaborazione delle politiche volte al miglioramento della qualità della normativa europea. Vi si evidenzia inoltre l’obiettivo di favorire la diffusione delle competenze digitali e la riduzione del divario digitale, oltre che azioni per lo sviluppo di infrastrutture digitali e cloud sicure e all’avanguardia. Tra gli altri obiettivi richiamati, quello di garantire “un accesso digitale semplice, sicuro ed eco sostenibile ai servizi della pubblica amministrazione, facilitandone l’interazione con il cittadino e mettendo a disposizione di quest’ultimo una serie di servizi online”.

Il parere richiama anche l’impegno in materia di sicurezza cibernetica e per la semplificazione ed efficienza della pubblica amministrazione, così da eliminare vincoli burocratici e ridurre tempi e costi delle procedure per favorire la ripresa a seguito dell’emergenza epidemiologica; sulla tematica del servizio civile universale che, “nell’attuale situazione di emergenza Covid, ha assunto ancora più significato e valore civico”; e per il reclutamento delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di modernizzare e accelerare i processi di selezione del personale pubblico.

Passando poi all’area tematica “Promozione dei valori comuni europei”, il parere evidenzia che “il Governo intende raggiungere un compromesso equilibrato che valorizzi il principio di solidarietà, nell’ambito delle proposte normative conseguenti al nuovo Patto europeo su migrazione e asilo – presentato dalla Commissione europea il 23 settembre 2020 – e si impegna ad assicurare una gestione della dimensione esterna della migrazione attenta al contenimento dei flussi e al rispetto dei diritti umani”. “In particolare, nel corso dei negoziati, l’Italia intende proporre la previsione dell’obbligatorietà del meccanismo di redistribuzione dei migranti – sottolinea la Commissione Affari costituzionali, – quantomeno per le persone arrivate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso in mare, e un ampliamento delle nazionalità dei migranti che possono accedere alla ricollocazione”.

L’Italia, inoltre, “conferma il proprio sostegno al programma di iniziative già condivise a livello di Unione europea e si impegna per favorire un ritorno al normale funzionamento della libera circolazione nell’Area Schengen nonché il conseguente superamento delle misure prese da diversi Stati membri in connessione con l’allerta sicurezza e con il diffondersi dell’emergenza sanitaria”. Ulteriori azioni segnalate sono quelle previste per la riduzione delle disparità tra uomini e donne, per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne, per la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani.

Per la parte relativa alle politiche strategiche si richiama “tra le iniziative prioritarie, il raggiungimento di un compromesso equilibrato nel nuovo Patto europeo su migrazione ed asilo e la gestione della dimensione esterna della migrazione”.

Le osservazioni riguardano proprio le politiche sulla migrazione, per cui si richiama il Governo ad operare  in sede europea per “assumere tutte le iniziative ritenute utili per promuovere un rafforzamento delle frontiere esterne dell’Unione Europea al fine di contrastare i flussi migratori irregolari e la criminalità organizzata ad essi connessa”; per impegnarsi, “anche con l’obiettivo di disincentivare le partenze, a sostenere la creazione nei Paesi di transito e partenza di appositi centri in cui avviare gli immigrati al fine verificare subito l’eventuale sussistenza dei requisiti richiesti per essere ammessi alla concessione del diritto d’asilo”; e “monitorare gli effetti delle politiche in tema di immigrazione portate avanti da altri Paesi europei, al fine di valutare l’opportunità di interventi legislativi nazionali similari”.

Per la Commissione la politica migratoria dell’Unione europea deve essere parte integrante dell’azione esterna dell’UE, al fine di giungere a stabili accordi bilaterali con i paesi di transito e di partenza.

Infine, nel nuovo quadro europeo per la migrazione e l’asilo attualmente in discussione, la Commissione segnala la necessità di “promuovere un’iniziativa per superare le criticità emerse nell’attuale sistema di accoglienza, assicurando che gli Stati di bandiera delle navi europee che effettuano operazioni di salvataggio in mare collaborino all’individuazione di un porto di sbarco e si assumano la responsabilità dell’accoglienza delle persone soccorse secondo le convenzioni internazionali sul diritto del mare, vincolando inoltre tutti i Paesi dell’Unione a partecipare alla redistribuzione dei migranti cui è stato riconosciuto il diritto di asilo”. (Inform)

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