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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Microimpresa e microcredito come strumenti per l’integrazione socio-economica di migranti e rifugiati

INCONTRI

Il 20 marzo a Milano

“Re-Lab: Start up your business” incontra il territorio.Risorse e risultati a confronto

ROMA – Giovedì 20 marzo a Milano presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo in Via Monte di Pietà 12, in collaborazione con la Fondazione Giordano Dell’Amore, dalle ore 15.00 alle 18.30 avrà luogo l’incontro “Re-Lab: Start up your business incontra il territorio”, un momento di dibattito e riflessione tra gli interlocutori chiave sul tema: microimpresa e microcredito come strumenti per l’integrazione socio-economica di migranti e rifugiati.

Il progetto biennale (giugno 2012 – giugno 2014) Re-Lab: Start up your business, gestito dall’International Training Centre of the ILO in partenariato con l’Associazione Microfinanza e Sviluppo, Micro Progress Onlus, il Comune di Venezia e il Consiglio Italiano per i Rifugiati, ha l’obiettivo di promuovere iniziative imprenditoriali di persone titolari di protezione internazionale, fornendo competenze e strumenti utili all’avvio di attività economiche, accompagnando le persone in un percorso di orientamento e formazione e sostenendo la creazione di nuove imprese.

Il lavoro è un aspetto fondante per l’integrazione sociale. Lo è ancor di più per le persone migranti o rifugiate. Di fronte all’attuale crisi economica e occupazionale, l’accesso al microcredito si propone come utile strumento di sviluppo economico, d’integrazione sociale, e di lotta all’esclusione finanziaria.  Le iniziative d’incentivazione all’auto-impiego e di creazione d’impresa potrebbero rappresentare prospettive di successo anche per le persone che si trovano in condizioni di fragilità sociale e con una storia lavorativa d’instabilità, come spesso è il caso delle persone rifugiate, le quali  finiscono per optare per un lavoro autonomo, preferibile alla disoccupazione.

Il progetto RE-LAB è stato concepito come un progetto pilota il cui obiettivo è anche quello di rispondere a quesiti molto operativi ma dalle grandi implicazioni: i titolari di protezione internazionale (TPI) sono in grado di esprimere una progettualità imprenditiva autonoma, in grado di assicurare una piena esplicitazione del loro potenziale professionale e umano  in una condizione di sostenibilità economica e sociale? Se sì, sotto quali condizioni è possibile? E con quali strumenti di supporto messi a disposizione da interventi pubblici, privati e/o di rete?

Per rispondere a tali interrogativi, il tavolo di lavoro si propone di raccogliere punti di vista e input significativi dai principali interlocutori dei territori d’intervento del progetto. I contributi che emergeranno dai vari incontri territoriali (Milano, Torino, Trento, Catania) potranno essere utili per la redazione di linee-guida volte a orientare i programmi di sostegno all’avviamento di attività autonome di titolari di protezione internazionale (Inform)

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