ITALIANI ALL’ESTERO
Dal Messaggero di sant’Antonio” per l’estero di novembre
Ascoltare un organetto che suona la Pizzica in Chiapas, nel Messico del sud, tra pennellate di foreste, o la Ciaramella in villaggi stile coloniale post conquista spagnola, fa un certo effetto.
A esportare nel Paese latinoamericano le atmosfere folk pugliesi, campane o di romantiche ballate piemontesi, è Carlo Massarelli, un iperattivo salentino arrivato da qualche anno a San Cristóbal de las Casas, in Messico. Figura esile, con barba appena pronunciata, Carlo nasce a Brindisi nel 1985, e si laurea al Politecnico di Torino in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di comunicazione nel 2010. Dopo due anni è a Saluzzo (CN), per il diploma in Mastering del suono digitale all’Alta Scuola di Perfezionamento Musicale. Nel 2012 suona nell’Orchestra Popolare Jonico Salentina di Taranto.
L’amore per la musica popolare, il canto dialettale e le ballate di tradizione contadina, lo avvicina a flauti e organetti. Ma non solo: clarinetto, cornamuse, zampogne varie e chitarre tradizionali danno corpo alla passione che lo spinge dal Salento al Piemonte e, alla fine, in Messico. Da autodidatta inizia ad accordare organetti, costruire flauti, whistle e friscaletti.
«Negli anni ho collaborato con numerosi artisti e compagnie musicali in Italia e all’estero», racconta. «Fra tradizione e modernità sono stato il primo in Italia a progettare una zampogna elettronica, uno strumento presentato al XVIII Colloquio di informatica musicale organizzato dall’Università IUAV di Venezia».
Condivide il palco con Eugenio Bennato, Alla Bua, Tamburellisti di Torrepaduli, Teresa De Sio, e tanti altri artisti in giro per il mondo. Poi arriva in Messico dove fonda «Tarantella sin fronteras» (Tarantella senza frontiere), una compagnia artistica a San Cristóbal de las Casas. Siamo a sud del grande Paese dei Mariachi, nella parte più povera della nazione, ma ricca di tradizioni, terra delle popolazioni indigene e di una natura incantevole.
Ballate ritmate dalla chitarra, ricamate dal sottofondo del violino e accompagnate dalla timbrica allegra dell’organetto vengono eseguite in piazze e ritrovi. Un’alchimia che funziona, capace di catalizzare la curiosità dei messicani.
«Il gruppo nasce per esportare musica e danze del “vecchio mondo”, con una speciale attenzione alla tradizione italiana – racconta Massarelli –. Il progetto riunisce musicisti europei residenti all’estero». Arrivano da Puglia, Sicilia, Piemonte, Francia, Israele. Forma anche talentuosi musicisti locali.
Massarelli rappresenta l’Italia ad eventi di rilievo internazionale, suonando per l’Ambasciata d’Italia di Città del Messico, in Chiapas e a Città del Guatemala. Dal 2016 è impegnato nello studio delle tradizioni popolari locali messicane a Veracruz, lavorando sulla fusione musicale tra queste due realtà così lontane, solo apparentemente differenti. (Nicola Nicoletti- Messaggero di sant’Antonio/Inform)