QUIRINALE
(Fonte foto Presidenza della Repubblica)
VENEZIA – “I nostri Paesi devono rafforzare l’ecosistema dell’innovazione” .Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto insieme al Re di Spagna Felipe VI e al Presidente della Repubblica Portoghese Antonio José Seguro al XIX Summit Cotec Europa presso la Fondazione Giorgio Cini all’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. “L’Unione Europea -ha detto – deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete. Le strategie sono state ampiamente discusse. Vanno messe in atto, adesso, le politiche opportune, con il passaggio dalla necessaria produzione di regole alla operatività. È indispensabile che i governi membri dell’Unione abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune. La sfida che abbiamo dinanzi è plurale e complessa. È una delle grandi prove del nostro tempo e nessun Paese può immaginare di affrontarla in solitaria”. L’edizione di quest’anno, dedicata al tema “Rethinking work in the age of AI: Transformation, Opportunity, Governance”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, dell’impresa e dell’innovazione per riflettere sulle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta generando nel lavoro, nelle competenze e nei modelli organizzativi. “Il tema di questa edizione del Simposio Cotec interpella in profondità le nostre democrazie – ha detto Mattarella – Con il suo impatto e il suo potenziale trasformativo l’Intelligenza Artificiale sta cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, lavoriamo, produciamo, organizziamo la società. L’Intelligenza Artificiale sta incidendo – con una velocità senza precedenti – su processi industriali e servizi, sulla pubblica amministrazione, su ricerca scientifica, sulla scuola, sulla sanità, sull’accesso ai beni della cultura e dell’informazione. Questo affascinante strumento offre nuove opportunità per istituzioni, imprese, singole persone. Può accrescere la produttività, migliorare i servizi ai cittadini, rendere più efficienti i diversi passaggi, liberando quindi tempo e risorse. Al tempo stesso appare pervasiva e suscettibile di incidere sui comportamenti umani e sugli ordinamenti sociali decisamente più di innovazioni, anche di grande portata, intervenute nel passato”. “Assistiamo -ha evidenziato il Capo dello Stato – a un processo di ridefinizione di compiti, di competenze richieste, di trasformazione del contributo fornito dall’elemento umano e del suo significato nella catena del valore dei prodotti. Il processo indotto non comporta soltanto trasformazioni nel mercato del lavoro e delle professioni, con la potenziale perdita di posti di lavoro in attività esistenti, ma pone il tema del possibile aumento delle disuguaglianze, a livello nazionale e fra gli Stati, a partire dal monopolio e dall’accesso a competenze sempre più qualificate. L’Intelligenza Artificiale rappresenta, in ampia misura, un acceleratore per chi sia dotato di capitali e di risorse energetiche, di infrastrutture tecnologiche, di dati e di competenze avanzate. Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi – ha avvertito Mattarella – La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati – che stanno invadendo domini sino a ieri riservati a responsabilità degli Stati e delle organizzazioni deputate a tali scopi dai trattati internazionali, a partire dallo spazio – ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola. Nuovi pretesi attori di imponderabile legittimità, per un nuovo disordine internazionale”. “Eppure- ha proseguito il Presidente – , qualsiasi attività umana sollecita norme di comportamento e di relazione, un codice, una grammatica. Si presenta, quindi, un palese tema di sovranità, su questioni che coinvolgono sicurezza della società e diritti dei cittadini. Ogni grande innovazione ha sollecitato speranze e timori, generando progressi quando compresa nei suoi fini intrinseci e orientata al progresso dell’umanità. Questa dicotomia va sciolta. Non nella direzione di una demonizzazione del cambiamento. Al contrario: per esaltarne gli immensi effetti positivi. Sapendolo sapientemente governare, con il fine ultimo di tutelare la dignità delle persone, moltiplicare la consapevolezza – dunque la libertà – dei cittadini e sapendo che il lavoro di ciascuno vi è strettamente connesso”, ha detto Mattarella. (Inform)