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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’Unhcr chiede all’Europa un sopporto urgente alla Grecia per l’accoglienza dei rifugiati

EMERGENZA RIFUGIATI

Oltre 55.000 gli arrivi dall’inizio dell’anno via mare dalla Turchia, numero destinato ad aumentare con l’estate e le condizioni meteorologiche più favorevoli alla traversata

ATENE – L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) segnala il peggioramento delle condizioni di prima accoglienza per i rifugiati che arrivano in Grecia nel Nord Egeo e nelle isole del Dodecaneso, nonostante i notevoli sforzi compiuti dalle autorità locali e della società civile. Centinaia di rifugiati continuano ad arrivare ogni giorno a bordo di gommoni e barche di legno – si legge nella nota diffusa dall’Agenzia in proposito, – mettendo a dura prova le comunità insulari che li accolgono.

Quantificati in oltre 55.000 i rifugiati sono arrivati dall’inizio di quest’anno in Grecia via mare dalla Turchia, principalmente a Lesbo (circa 21.600 arrivi), Chios (9.400), Kos (8.900), Leros (3.900) e Samo (3.500), ma ora in arrivo anche in altri luoghi. Più del 90% provengono da paesi afflitti da guerre e conflitti, principalmente Siria (oltre il 60 % degli arrivi di quest’anno), Afghanistan, Iraq e Somalia. L’Unhcr prevede che il numero di arrivi aumenterà ulteriormente durante l’estate, quando le condizioni meteorologiche rendono la traversata in mare meno pericolosa.

Le autorità di polizia, la guardia costiera e le autorità locali (regionali e comunali) hanno dispiegato personale e risorse supplementari, ma la risposta continua a essere insufficiente rispetto ai bisogni. I privati cittadini, i volontari locali e le Ong si stanno tutti dando da fare nella distribuzione di cibo, acqua, scarpe e vestiti per i rifugiati. L’Unhcr evidenzia in particolare preoccupazione per l’impossibilità di fornire cure adeguate ai rifugiati con esigenze specifiche, tra cui i minori non accompagnati, anziani e donne in stato di gravidanza, oltre che persone con disabilità e vittime di tortura. (Inform)

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